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blog della Chiesa Ortodossa Italiana
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sabato 17 gennaio 2026
17 gennaio - Sant'Antonio Abate Solenne benedizione degli animali
mercoledì 26 novembre 2025
E' morto mons. Silvano Livi
E' morto mons. Silvano Livi
Una prece
martedì 25 novembre 2025
Festa San Michele Arcangelo della Comunità Ortodossa Eritrea
Festa San Michele Arcangelo
della Comunità Ortodossa Eritrea
Come ogni anno si è svolta a Roma, nella Chiesa Ortodossa Eritrea sita in piazza San Salvatore in Campo, la festa di San Michele Arcangelo che ha visto la presenza di centinaia di fedeli. A Roma gli immigrati eritrei sono poco più di 2000, al 95% ortodossi (il resto cattolici, evangelici e musulmani).
Anche quest’anno la comunità romana, diretta dal rev. parroco Tesfaslassie Estifanos Kifle ha invitato la nostra Chiesa, una cui delegazione composta da Sua Beatitudine Filippo I (Ortenzi) accompagnato da padre Sebastiano (Nicolcea) ha partecipato alla liturgia e alla processione.
La cerimonia, intrisa di tradizione e spiritualità si è svolta in un clima festoso, con canti e rulli di tamburo, dove, durante l’eucarestia è stato supplicato l’Arcangelo Michele ad aiutare i fedeli a crescere nella fiducia, conducendoli sulla strada del coraggio e della Fede eroica e pura, come guida e scudo contro il male per trovare la forza e la protezione contro il demonio. Oltre il clero ortodosso eritreo hanno partecipato alla Cerimonia il nostro Metropolita, Abuna Tigstu, vescovo della Chiesa Ortodossa Etiope e il rev. fratel Destivelle, sacerdote domenicano in rappresentanza della Chiesa Cattolica Romana. dopo la sentita cerimonia dove i fedeli hanno pregato l’Arcangelo affinché li protegga dalle insidie del male e guidi i loro cuori verso la luce della fede.Dopo la Divina Liturgia si è svolta, nelle strade adiacenti la Chiesa, sita nel rione Regola una processione che ha visto la partecipazione di migliaia di fedeli eritrei, ai quali si sono aggiunti anche fedeli italiani, etiopi ed egiziani.
Nella processione, preceduta da un’icona dell’Arcangelo Michele, sono state portate le Tavole Sacre (Tabot o replica dell’Arca dell’Alleanza), portate sulla testa da un sacerdote avvolte in teli colorati. Durante la processione le donne salutano il tabot con una tipica ululazione chiamata ilità, emettendo suoni forti e acuti accompagnati da un rapido movimento della lingua e dell’ugola.
Alla fine della processione, dopo l’intervento del parroco, Sua Beatitudine Filippo ha portato i saluti della Chiesa Ortodossa Italiana.
Il nostro Metropolita, dopo aver ricordato la fratellanza nella Fede che accomuna gli ortodossi eritrei e italiani, ha ricordato la figura dell’Arcangelo Michele, molto venerato anche nella nostra Chiesa, al quale si è rivolto dicendo di “difenderci nella battaglia contro le forze del male, contro la secolarizzazione e la scristianizzazione, contro le persecuzioni che tanti cristiani stanno subendo in Cina, in India e nei paesi islamici ed ha augurato una ancora più stretta collaborazione tra le Chiese finendo il discorso invocano la benedizione dell’Arcangelo sull’Italia e l’Eritrea.
Dopo la fine della cerimonia le delegazioni italiana ed etiope sono state ospiti della comunità eritrea che si è riunita in un’agape di cucina tradizionale eritrea al Divina Club di Roma.
mercoledì 5 novembre 2025
I Figli del Santissimo Redentore accusano di eresia la Chiesa Cattolica
I Figli del Santissimo Redentore
accusano di eresia la Chiesa Cattolica
Fa notizia in questi giorni l'accusa, rivolta ai vertici della Chiesa Cattolica, dei monaci della Congregazione dei Figli del Santissimo Redentore, monaci redentoristi cattolici che si rifanno agli insegnamenti del vescovo e teologo campano Alfonso Maria de Liquori, santo cattolico proclamato Dottore della Chiesa da Papa Pio IX nel 1871 e "celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti" da Pio XII nel 1950. Come tutti i redentoristi missione di detti monaci è l'evangelizzazione del popolo e delle campagne. Con una Lettera aperta ai Figli del Santissimo Redentore, dopo aver sostenuto che "essendo in gioco l'onore di Nostro Signore" e che "il silenzio diventa forma di tradimento" si sono sentiti in dovere di informare i fedeli "desiderando solo difendere il Santo Nome di Gesù Cristo e la purezza della Sua Sposa, la Chiesa." I monaci dopo aver iniziato la lettera con: "Cari fedeli, vivete Gesù nostro amore e Maria nostra speranza!" si rivolgono ai fedeli, perché "la nostra Santa Madre, la Chiesa cattolica e Sposa di Gesù Cristo, per la quale i Martiri hanno versato il loro sangue e i Santi hanno dato la loro vita." è caduta in confusione ed eresia e questo li "costringe a esprimere una verità difficile, per quanto essenziale - Lc 12,4-9", tanto che "attraverso anni di prove ed esperienze" sono giunti alla triste conclusione "che la fede cattolica tradizionale, la fede di sempre e dei Santi, è incompatibile con la nuova Chiesa moderna, frutto del Concilio Vaticano II. Semplicemente non possono coesistere in un unico corpo." Poi cominciano ad elencare quelle, che secondo loro sono le eresie che la Chiesa ha abbracciato, soprattutto con Papa Francesco, negli ultimi anni, tra queste "l’indifferentismo religioso" reputato "un male molto grande, assolutamente incompatibile con la fede" in particolare ripudiano "il Documento sulla fratellanza umana del 5 febbraio 2019, che afferma che Dio vuole tutte le religioni", per il quale è indifferente seguire Cristo o Maometto. Totale ripudio "all'insegnamento di Papa Francesco secondo cui tutte le religioni sono lingue diverse" e "nessun Dio è più importante di un altro", nonché "il silenzio di quei vescovi che non si sono pronunciati contro quel tradimento della Fede.". Altre critiche sono state avanzate verso “Fiducia supplicans” che permette la benedizione delle coppie dello stesso sesso; la falsa teologia della “comunione parziale” che ha permesso la celebrazione in Vaticano dei 500 anni della Riforma con tanto di francobollo a Martin Lutero (Tolle missam, Tolle Ecclesiam: togliete la messa, distruggete la Chiesa - Lutero) e la persecuzione della Messa Tridentina (in latino) e da parte della “Traditionis custodes”. Dopo aver sostenuto che "Il Buon Pastore ci esorta a dare la vita per le sue pecore e a tenere lontano il lupo affamato" ed è loro dovere denunciare tutto ciò "in base alla teologia e al Diritto canonico" perché "la catena di comando è stata spezzata." e "l’autorità nella Chiesa è ministeriale (servire Nostro Signore)" e "non assoluta (fare ciò che vuole)"; "quando un superiore si allontana dalla propria obbedienza a Cristo Re, il suo comando non è più il braccio di Cristo, ma il gesto di un uomo" e poiché i vertici della Chiesa Cattolica "disobbediscono a Dio" e "tentano di invocare l’obbedienza religiosa per questioni che impoveriscono la Chiesa e aboliscono la Santa Messa", concludono che occorre "obbedire a Dio prima che all'uomo". I Figli del Santissimo Redentore condannano e ripudiano "i falsi pastori che hanno trionfalmente portato in processione l’idolo della Pachamama in San Pietro", stigmatizzando come "Papa Francesco si è anche scusato per l’eroico cattolico che ha gettato quell’idolo nel Tevere." Analogamente ripudiano tutti gli atti del Vaticano e dei vescovi "di chiusura delle chiese e di negazione dei sacramenti in una codarda sottomissione all’oppressione del Covid-19." e "la corruzione dei bambini e lo scandalo dato agli innocenti attraverso programmi catechetici malvagi."
Contro tutto ciò, contro "coloro che attaccano o minano la Chiesa nei suoi dogmi, nella sua morale, nei suoi sacramenti o nella sua disciplina con un nuovo culto dell’uomo" i Figli del Santissimo Redentore dopo essersi domandati: "per quanto tempo durerà tutta questa assurdità?", invitano i fedeli a "non tacere" a difendere "la Fede dei nostri padri" e; "qualunque sia il costo per noi, con l’Apostolo dobbiamo dire: anatema!" - “Ma anche se noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema. Come abbiamo detto prima, lo ripeto ora: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” (Gal. 1:8-9).
giovedì 23 ottobre 2025
Comunità di Accoglienza il Vecchio Molino
Comunità di Accoglienza il Vecchio Molino
Rocca d'Evandro (CE)
Una delegazione della Chiesa Ortodossa Italiana, composta dall’arcivescovo Metropolita Sua Beatitudine Filippo di Roma, dal parroco di Frosinone e Vicario Castrense padre Sergio e da una nostra simpatizzante, la dottoressa Irene D’Amico, plurilaureata in scienze sanitarie tecnico diagnostiche e tecnico sanitarie di laboratorio medico, già coordinatrice del Laboratorio Centrale dell’Ospedale Santo Spirito di Roma, ha effettuato una visita alla Comunità Ajeonà del Vecchio Mulino, sita a Rocca D’Evandro, un comune di meno di tremila abitanti sito in provincia di Caserta, ai confini del Lazio (confina con Cassino - FR), in Terra di Lavoro, ai piedi del Monte Camino nella valle del Garigliano (fiume che nasce dalla confluenza del Liri e del Gari, ambedue provenienti dal frusinate, nella quale opera come ieromonaco missionario il reverendo frate Elia Biagio, della Fraternità di San Francesco, ordine monastico francescano ortodosso del quale è Superiore Generale mons. fra Giovanni Maddamma, vescovo di Bari e del Mercurion.
fratel Luigi (il secondo da sinistra) con la delegazione della Chiesa Ortodossa Italiana
rev. padre Sergio Arduini - dott.ssa Irene D'Amico - mons. Filippo Ortenzi e frate Elia Biagio Favazzo
Ai fratelli e sorelle (ultimamente alla comunità si è aggiunta una donna) ivi residenti, la Chiesa Ortodossa Italiana ha portato non chiacchiere ma un aiuto concreto con pane, pasta, biscotti, riso, yogurt, vino … e vestiari, donati anche dalla Comunità Evangelica di Torre Spaccata del pastore Giuseppe Basile, con il quale la Chiesa Ortodossa romana è legata da un vincolo di amicizia e collaborazione.
Questa comunità, legata al movimento Ajeonà, nato in Francia per l’aiuto ai poveri e ai senzatetto, è diretta da fratel Luigi Floridia, un testimone di Fede, Speranza e Carità Cristiana e, al contempo, Padre di famiglia, nonno e servo del Signore.
Fedele agli insegnamenti evangelici: “Chi accoglie uno di questi piccoli nel mio nome, accoglie me” (Matteo 18:5), dove per piccoli si intende i fratelli in Cristo, la comunità del Vecchio Mulino costituita da fratel Luigi, grazie all’aiuto di un benefattore il sig. Marco Falco, uomo di grande spiritualità e carità cristiana, che ha messo gratuitamente a disposizione la struttura, non è solo un luogo di rifugio fisico, ma un ambiente dove le persone ritrovano la dignità, la speranza e soprattutto l'amore di Cristo attraverso gesti concreti di carità. Ogni persona accolta viene trattata come un fratello, una sorella, riflettendo così il comandamento dell'amore che Gesù ci ha lasciato.
Nella comunità, l’unico chierico è frate Elia Biagio, che ne cura l’aspetto religioso e la cappellania. L’incontro tra la Chiesa Ortodossa Italiana e fratel Luigi è stato proficuo e si è deciso di instaurare una utile collaborazione consistente anche nell’assistenza materiale e religiosa e l’inserimento di frati francescani e monaci antoniani ortodossi nelle strutture dell’associazione.
Fratel Luigi, che ha seguito nel passato il cammino di fratel Biagio Conte di Palermo, di venerata memoria, è una persona la cui spiritualità non si limita alle parole, ma si esprime attraverso azioni concrete, dimostrando che è possibile vivere il Vangelo in ogni circostanza.
Padre di 5 figli e nonno di numerosi nipoti, oggi fratel Luigi, a soli 59 anni è diventato anche bisnonno ed è la dimostrazione vivente che per la santità non occorre praticare il celibato, ma trasmettendo i valori cristiani prima di tutto tra le mura domestiche e nelle proprie famiglie e poi nel servizio quotidiano ai propri cari e al prossimo.
Il Vecchio Mulino dove è ubicata la comunità di fratel Luigi (frate Elia Biagio, 2 uomini e 1 donna) è già di origine sacrale, perché fu costruito dai monaci benedettini nel 1780. E’ un posto di ospitalità e accoglienza, dove ogni povero e pellegrino può fermarsi e rifocillarsi, al termine dell'incontro la delegazione ha partecipato ad un'agape fraterna.
venerdì 8 agosto 2025
I mille volti della creazione
I mille volti della creazione
“I mille volti della Creazione – La Bibbia e gli animali” è un libro meditativo e spirituale attraverso le pagine della Sacra Scrittura, alla scoperta della ricchezza simbolica, teologica e poetica che la Bibbia attribuisce al mondo animale.
Attraverso i principali testi biblici, siamo invitati a riscoprire il legame sacro tra Dio e la sua Creazione.
I riferimenti ai Padri della Chiesa, come San Cirillo di Gerusalemme e San Giovanni Crisostomo, e la spiritualità francescana di San Francesco d’Assisi, offrono una prospettiva ecumenica e profondamente contemplativa.
Il libro si arricchisce anche di riferimenti alla Giornata Mondiale di Preghiera per la Custodia del Creato, istituita in ambito ortodosso e oggi condivisa da tutte le Chiese, e sottolinea l’importanza di un impegno concreto nella salvaguardia dell’ambiente, come dovere morale e spirituale per tutti i credenti.
Con uno stile semplice, I mille volti della Creazione propone un cammino di preghiera e riflessione, che invita ciascuno a riconsiderare il proprio posto all’interno del Creato.
Filippo Ortenzi, per le Edizioni Francescane Le Vie della Cristianità ha già pubblicato diversi libri. tra i quali segnaliamo
- Nella Luce Divina - (coautore: fra Giovanni Maddamma) libro che offre un prezioso compendio di Testi Liturgici e il Codice Canonico della Chiesa Ortodossa Italiana
- Benedizionale Ortodosso - è un insieme di preghiere e riti liturgici utilizzati per impartire benedizioni in diverse circostanze della vita cristiana. Comprende formule per benedire persone, case, oggetti, e momenti particolari della vita quotidiana e liturgica. Le benedizioni sono spesso accompagnate da segni sacri come il segno della croce e l’aspersione con acqua benedetta, ed esprimono la richiesta di protezione, guarigione e grazia divina.
- La Settimana Santa Ortodossa - è un prezioso tesoro di tradizioni millenarie, sacralità e misteri, che offrono una profonda comprensione di una festività così significativa e avvicinando le persone alla bellezza e alla spiritualità dell’ortodossia.
- Giusta Fide Antiga - (coautori Roberto Pinna e Alessandro Podda) è un’opera preziosa, in italiano e sardo, che celebra la ricchezza e la bellezza della liturgia divina del popolo sardo. Che le sue pagine siano un ponte tra passato e presente, offrendo una profonda connessione con le radici spirituali e culturali di questa antica terra. Che la sua lettura susciti una fiamma di devozione e orgoglio nella tradizione religiosa sarda, nutrendo le anime di coloro che lo ricevono e diffondendo la luce della giusta fede.
- Calendario Ordodosso 2024 e Calendario Ortodosso 2025 rappresentano una una guida spirituale per i fedeli della Chiesa Ortodossa, che segnano le festività e gli eventi religiosi durante l’anno. Il calendario segue il ritmo tradizionale delle feste fisse e mobili, includendo i periodi di digiuno, le giornate dedicate ai santi e le grandi festività della Madre di Dio. È uno strumento importante per organizzare la vita spirituale dei fedeli ortodossi, aiutando a orientarsi nella pratica religiosa quotidiana.
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