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martedì 1 aprile 2025

Divina Liturgia e Ordinazione Presbiterale

          Domenica 6 aprile ore10,30

Divina Liturgia e Ordinazione Presbiterale

 - Chiesa parrocchiale 

"San Michele Arcangelo"di Frosinone








Domenica 6 aprile alle ore 10,30, giorno nel quale si fa memoria del Venerabile San Gregorio il Sinaita, nella Chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo di Frosinone, sita in Via Gaeta n. 49, durante la Divina Liturgia che sarà tenuta dal parroco padre Sergio Arduini, Sua Beatitudine Filippo I provvederà all'ordinazione sacerdotale del dott. Sauro Mercuri, Presidente dell'Associazione Umanitaria Nostra Signora di Fatima e diacono della nostra comunità di Osimo (AN), alla cerimonia parteciperà padre Lino (M. Soranno) di Roma, che terrà l'omelia sulle letture del giorno




nella foto padre Sergio Arduini, parroco di Frosinone

Per arrivare a Frosinone

prendere Autostrada A1
uscita Frosinone

indirizzo: Via Gaeta n. 49


mercoledì 26 febbraio 2025

Roma Anagnina – anniversario sacerdozio padre Giovanni Pricop

 

Roma Anagnina – anniversario sacerdozio padre Giovanni Pricop

Si è svolta a Roma, nella Chiesa Ortodossa dei Santi imperatori Costantino ed Elena,

la festa dei 12 anni di sacerdozio di padre Giovanni Pricop

 

La Parrocchia,  situata a Roma, in località Anagnina, non distante del capolinea della Metro A (Battistini-Anagnina) è un punto di riferimento importante per la comunità ortodossa romana dove si celebra ogni domenica mattina la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo in lingua rumena, spesso trasmessa in diretta facebook.

 

Dopo la liturgia i fedeli (alla Parrocchia sono iscritti ben 722 fedeli, per la maggioranza di etnia rumena, ma anche con italiani, rom, serbi e moldavi) hanno festeggiato padre Giovanni sul cortile della Chiesa, dove era stato allestito un succulento banchetto

(ciorba, sarmale, insalata russa, polpette, dolci ecc.)

che, dopo la benedizione di rito, è stato consumato dai parrocchiani presenti.

 

 

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  C.F. 93053400045

Facebook - Chiesa Ortodossa Italiana     Twitter - Chiesa Ortodossa Italiana  UniSAG  Canale Instagram - Chiesa Ortodossa Italiana  Canale Youtube - Chiesa Ortodossa Italiana Accademia ortodossa San Nicodemo l'Aghiorita

martedì 21 gennaio 2025

Opera del Buon Samaritano

 

Opera del Buon Samaritano








L’Opera del Buon Samaritano è una articolazione della Fraternità di San Francesco, della quale è Superiore Generale fra Giovanni Maria Maddamma (nella foto in alto)vescovo di Bari e del Mercurion.

L'Opera  incarna in maniera viva e concreta il servizio verso i più poveri e gli emarginati, ispirandosi agli insegnamenti e all’esempio di Fratel Biagio Conte e rappresenta il cuore delle opere di carità francescana, dove la cura dei più fragili diventa un atto di servizio evangelico. 

Le attività dell’Opera, già attiva presso la sede generalizia di Stornarella  – SP 88 Stornarella-Ascoli Satriano (FG) km 2,7 – comprendono la distribuzione di cibo, vestiario, assistenza sanitaria e servizio psicologico, oltre a progetti di reinserimento sociale per coloro che hanno perso il proprio posto nella società. 

Essa opera anche in case di accoglienza e strutture messe a disposizione della Fraternità, luoghi dove chiunque possa trovare rifugio e supporto. 

Alla missione dell’Opera del Buon Samaritano possono partecipare non solo i membri consacrati della Fraternità, ma anche i laici, uomini e donne che desiderano impegnarsi nel servizio ai poveri, abbracciando la visione francescana di una Chiesa che non si limita a predicare, ma che agisce concretamente nel mondo per alleviare le sofferenze umane.

 

lunedì 13 gennaio 2025

Krsna Slava

 Krsna Slava



Una delle caratteristiche più importanti per quanto concerne il rito della Chiesa Orientale è la venerazione delle icone, o "teologia in colori" come viene definita da alcuni studiosi.
Krsna slava
Nel XII secolo fu istituita ufficialmente da San Sava, massimo dottore e santo della Chiesa serba, la Slava, usanza propria unicamente della Chiesa serbo-ortodossa, conosciuta alle altre confessioni e tuttora celebrata annualmente. San Sava, figlio dell'allora sovrano Stevan Nemanja, è celebrato ancora oggi come il più grande santo della Serbia.
In una posizione importante della casa, davanti ad una candela sempre accesa, viene collocata l'icona del santo patrono. Vicino, spesso accanto ad altre icone, viene allestito un ambiente dedicato alla devozione e al ricevimento del sacerdote.
La Slava si ripete ogni anno con la celebrazione di una particolare Messa- la Messa – Slava, appunto – durante la quale viene fatta passare di mano in mano una torta caratteristica che, tagliata e baciata, è distribuita a tutti i componenti della famiglia. In questa maniera la famiglia ringrazia il santo protettore per tutti i beni ricevuti durante l'anno trascorso e spera che egli continui a proteggerla dal male.
Nel giorno della Slava il sacerdote asperge le abitazioni con l'acqua santa e benedice le spighe, in segno di venerazione e memoria dei defunti. Alla fine della funzione il sacerdote taglia la torta e, innalzandola verso l'icona, recita: "Questo io ti offro, O Signore, a onore e gloria del Santo. Con le Sue preghiere, o Signore, accetta questa offerta fra i tuoi doni celesti."


Pertanto, come la croce è un segno di appartenenza al Cristianesimo, così l'icona è un segno caratteristico dell'Ortodossia. Nelle chiese e nelle famiglie ortodosse si possono trovare infatti più icone che croci. I fedeli spesso portano al collo o in tasca una piccola icona, come una croce. Si tratta per lo più di riproduzioni di icona più cara della casa, generalmente appartenuta per lungo tempo alla stessa famiglia e passata da una generazione all'altra in eredità o ricevuta quale dono propiziante e di benedizione da parte dei genitori.
A volte il fedele sceglie personalmente la sua icona. Si tratta allora dell'effigie del santo che il credente sente più vicino durante la preghiera – a seconda della sua esperienza diretta o della sua tradizione familiare – ed al quale si affida.Infine alcuni monaci portano con sé un dittico o trittico, composto da più icone, che si può aprire e richiudere, così da offrire la possibilità al fedele, nel momento del raccoglimento, di trasferirsi col pensiero in chiesa, davanti all'iconostasi, davanti all'altare.
Tutti gli oggetti cui abbiamo fatto riferimento possono essere descritti col termine "icona" e rappresentano l'unico oggetto liturgico che accompagna dovunque il fedele ortodosso, dandogli la sicurezza e la fiducia di riuscire a compiere le imprese che prima pensava impossibili o aiutandolo a superare momenti difficili e delicati che lo rendono vulnerabile e indeciso.
Che cos'è la Krsna Slava?
In realtà la Slava serba è assieme una festa di compleanno di onomastico della famiglia nello spirito del nostro Signore Gesù Cristo e nello Spirito della nostra santa Fede cristiana ortodossa. Per questa ragione, il termine “Krsno Ime” è ancora più appropriato al suo significato La Slava è la festa del nome del Santo Patrono. Per il popolo Serbo, la Slava è antica quanto il cristianesimo stesso. Nessuna nazione cristiana ha questo tipo di celebrazione, tranne gli ortodossi serbi. Nella sua importanza per una famiglia serba, la Slava viene subito dopo la Pasqua e la Natività. I missionari cristiani ortodossi che convertirono i serbi alla santa Fede ortodossa cristianizzarono anche le loro consuetudini. Divenendo cristiani ortodossi, i serbi accettarono il santo oi santi del giorno in cui venivano battezzati. L'esempio vivente del Santo Patrono dava a chi lo celebrava sicurezza, persistenza, senso di protezione, sostegno e incoraggiamento al bene nella propria vita. Per renderlo spiritualmente ancor più vincolante, la santa Chiesa ortodossa, che è essa stessa la Comunione dei Santi e il corpo in cui Cristo dimora attraverso i Santi Patroni, rende la famiglia parte di tale comunione in un modo più diretto e tangibile.
Per quanto riguarda la cultura serba, la Slava è un elemento unico e ininterrotto attraverso tutta la storia del popolo serbo ortodosso. Poiché i serbi si trovano in una regione geografica tra l'Oriente e l'Occidente, tra culture a loro aliene (islam e cattolicesimo romano), e sono stati sottoposti per secoli alla schiavitù, la Slava è divenuta per i serbi una festa spirituale identificata con il proprio nome e la propria esistenza. Nella storia del popolo ortodosso e serbo, la Slava ha arginato con successo il proselitismo cattolico romano, le persecuzioni dall'Occidente, e la schiavitù religiosa e la brutalità dell'islam per secoli.
L'osservanza della Slava è compiuta anche da organizzazioni culturali e sociali, città, e perfino da unità militari. Insieme ai parenti, si riuniscono in quel giorno amici e conoscenti; la casa è aperta a TUTTI quelli che arrivano. Le emozioni di quanti celebrano si caricano delle motivazioni più nobili. Essi sono pronti e desiderosi di accogliere e offrire il meglio in termini di amicizia, cibo e bevande, e tutto si prepara in spirito di preghiera. Il padrone di casa per quel giorno non si siede. Il suo dovere è di dare il benvenuto e servire: “Da sluzi Krsno Ime”. Ci sono molte belle forme di “zdravica” (brindisi) che in questo giorno si pronunciano e si ascoltano, con il padrone di casa e gli invitati che invocano le benedizioni di Dio e dei Santi ortodossi e si scambiano i migliori auguri a vicenda, è un giorno di grande esultanza spirituale.
mons. Roberto Pinna



mercoledì 8 gennaio 2025

Auguri

 Auguri di Buon Anno 

da mons. Giovanni Maddamma



Carissimi fratelli e sorelle, Pace e Bene, Ave Maria!

Con l’inizio di questo nuovo anno, il mio cuore è colmo di gioia nel porgere a ciascuno di voi i più sinceri auguri per un 2025 ricco di grazia, pace e amore. Possa il Signore Gesù illuminare i nostri passi, rendendo ogni giorno un’opportunità per crescere nella fede e nella carità. 

Le sfide che ci attendono non mancheranno, ma insieme, uniti nel nome di Gesù e sotto lo sguardo materno di Maria, possiamo affrontarle con coraggio e speranza. L’anno trascorso, il 2024, ha portato con sé dolori e gioie, ma è proprio nei momenti più difficili che siamo chiamati a volgere lo sguardo alla croce, unica certezza della nostra vita. Rimanete saldi nella preghiera, certi che Dio non ci abbandona mai e cammina sempre accanto a noi. Vi invito a essere autentici testimoni della speranza cristiana, portando il Vangelo nelle vostre famiglie, nei luoghi di lavoro e in ogni angolo della vostra vita. 

Con grande affetto, affido ciascuno di voi alla protezione della Vergine Maria, Madre del nostro Salvatore. Affido alla Vergine e Madre Maria il mio nuovo impegno pastorale come Vescovo della Diocesi di Bari e della Diocesi del Mercurion in Calabria, affidandogli anche il cammino della Fraternità di San Francesco. Invoco su tutti voi e sulle vostre famiglie la benedizione di Dio Onnipotente: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.

Al Clero della Chiesa Ortodossa Italiana, al Metropolita Ortodosso Mons. Filippo Ortenzi e a tutti i fratelli nell’Episcopato, ovunque si trovino, desidero rivolgere il mio augurio per un 2025 pieno di pace, amore, unità e speranza. Che la luce di Gesù e Maria vi accompagni sempre, portando serenità e gioia nel vostro cammino. 

Buon anno a tutti, con un caloroso abbraccio nel Signore.

venerdì 27 dicembre 2024

Domenica 29 dicembre ore10,30 Inaugurazione Chiesa parrocchiale di Frosinone

 Domenica 29 dicembre ore10,30

Inaugurazione Chiesa parrocchiale 

"San Michele Arcangelo"di Frosinone







Domenica 29 dicembre alle ore 10,30, giorno nel quale si fa memoria di San Biagio e San Demetrio, martiri a Veroni, sarà inaugurata la Chiesa di San Michele Arcangelo della Missione Ortodossa di Frosinone.

Il rito di consacrazione e dedicazione della Chiesa sarà officiato dall'Arcivescovo Metropolita Filippo I di Roma.

Dopo la consacrazione padre Sergio Arduini celebrerà la prima Divina Liturgia per la comunità ortodossa italiana frusinate.



Per arrivare a Frosinone

prendere Autostrada A1
uscita Frosinone




giovedì 19 dicembre 2024

Domenica 22 dicembre ore10,30 Divina Liturgia a Valle Paradiso

 


                                Domenica 22 dicembre ore10,30

Divina Liturgia a Valle Paradiso





Domenica 22 dicembre alle ore 10,30, domenica prima del Natale o dei Santi Padri (da Adamo a San Giuseppe), nella Chiesa-Cattedrale di Valle Paradiso (Santuario della Santissima Trinità) sita in via Valle Paradiso, n. 1 - Boville Ernica (FR) verrà officiata una solenne Divina Liturgia da padre Sergio.

Presenzierà l'Arcivescovo Metropolita Filippo I di Roma.


Luca 1:26-38

26 Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
34 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

Sarà anche un'occasione di incontro tra la comunità ortodossa ciociara e di reciproco scambio di auguri.








Per arrivare a Valle Paradiso

prendere Autostrada A1
uscita Ferentino
prendere Superstrada per Sora
scendere Giglio di Veroli
continuare sulla sinistra fino alla strada (DX) per Strangolagalli
continuare fino Valle Paradiso

sabato 30 novembre 2024

Sant'Andrea Apostolo



Sant'Andrea Apostolo




Il 30 novembre le chiese cristiane festeggiano Sant'Andrea Apostolo, nativo di Betsaida in Galilea, è noto anche come protocleto o primo chiamato. Fratello di san Pietro, faceva il  pescatore nel lago di Tiberiade pescatore di Betsaida e fratello di San Pietro è stato il primo discepolo di Gesù. Definito, con il fratello anche Barhiōnâ (figlio di Giona), anche Era un discepolo di Giovanni Battista che lo invitò a seguire Gesù "agnello di Dio" (Gv 1,35-40), fu il primo a riconoscere Gesù quale messia (Gv 1,41) a convincere il fratello Pietro, con il quale conviveva nella città di Cafarnao  (Mc 1,21-29) ad abbandonare tutto per seguire il Messia (Lc 5,11 - Mt 4,19-20 - Mc 1,17-18) per diventare halieus anthropon (pescatori di uomini). La tradizione vuole che sia stato il primo vescovo di Bisenzio (poi diventata Costantinopoli-Nuova Roma) e che abbia portato la sua testimonianza evangelica nella Dacia e nella Scizia, tanto che è riconosciuto come l'illuminatore (evangelizzatore) della Romania, dell'Ucraina e della Russia. Morì martire a Petrasso in Grecia intorno all'anno 60 sotto l'impero di Nerone e, secondo tradizione, fu crocifisso su una croce decussata (a forma di X) che oggi è universalmente nota come Croce di Sant'Andrea. A lui viene attribuito anche un apocrifo e pseudoepigrafo Vangelo di Andrea, andato perduto. 

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.  
E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini».
Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò.
Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. (Matteo 4,18-22)


giovedì 14 novembre 2024

Digiuno della Natività (15 novembre - 24 dicembre)

 Digiuno della Natività 

(15 novembre - 24 dicembre)



     Il Digiuno della Natività, seguito con disciplina dai fedeli ortodossi, si manifesta come un periodo di purificazione  spirituale e sacrificio, analogamente alla pratica delle cinque preghiere quotidiane o al Ramadan per i musulmani. Questa disciplina del digiuno, che coinvolge l'astinenza da carne (compreso il pollame e ogni prodotto a base di carne come il lardo e il brodo di carne), uova (compresa pasta all'uovo, maionese, meringhe, creme ...) e latticini (latte, burroformaggi ecc.), diventa un mezzo per rafforzare la fede e promuovere una connessione spirituale profonda. 

     E' importante sottolineare che il rispetto di queste regole non è solo una questione di disciplina spirituale, ma ha anche benefici per la salute fisica.

     La scelta di consumare verdure, pasta, crostacei (astici, canocchie, gamberi, granchi, scampi ...), molluschi (vongole, cozze, calamari, seppie, polpi, lumache di mare e di terra ...), anfibi (rane) - pesce, vino (compresa birra e altre bevande alcoliche) ed olio (compresi sottoprodotti dell'olio come la margarina), sono consentiti - escludendo carne, uova e latticini può contribuire a uno stile di vita più sano. 

     Durante questo periodo il pesce (si intende pesci con lisca; crostacei, anfibi e molluschi sono permessi) non si può mangiare nei giorni di mercoledì me venerdì.

     Inoltre , la rinuncia alle relazioni sessuali durante il periodo di digiuno aggiunge un elemento di autocontrollo e concentrazione spirituale per le coppie sposate.


Ai sensi del comma 3 del Canone 79 (Giorni di penitenza e digiunoSono esentati dal digiuno, anche se invitati a non eccedere nel mangiare, i bambini fino al quattordicesimo anno d'età, i malati, gli anziani oltre i sessanta anni d'età, le donne in gravidanza e durante l’allattamento e le persone che ne hanno necessità medica (come nel caso del diabete).



Sua Beatitudine Filippo Ortenzi

Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

Per essere aggiornati sui giorni di  digiuno penitenziale (Settimana dei Latticini - Grande Quaresima - Digiuno degli Apostoli - Digiuno della Dormizione - Digiuno della Natività ecc) è indispensabile che ogni fedele ortodosso sia in possesso del Calendario liturgico  della nostra Chiesa (quest'anno oltre che una edizione in italiano ne abbiamo fatta anche una in lingua romena)


Calendario Ortodosso 2025

 

Il Calendario Liturgico Ortodosso 2025 costituisce una guida spirituale per i fedeli della Chiesa Ortodossa, che segna le festività e gli eventi religiosi durante l’anno.

Il calendario segue il ritmo tradizionale delle feste fisse e mobili, includendo i periodi di digiuno, le giornate dedicate ai santi e le grandi festività della Madre di Dio.

È uno strumento importante per organizzare la vita spirituale dei fedeli ortodossi, aiutando a orientarsi nella pratica religiosa quotidiana.

 

Calendarul Ortodox 2025 (Lingua Rumena)

Il Calendario Liturgico Ortodosso 2025 è una guida spirituale per i fedeli della Chiesa Ortodossa, che scandisce feste ed eventi religiosi durante tutto l’anno. Il calendario segue il ritmo tradizionale delle feste fisse e mobili, compresi periodi di digiuno, giorni dedicati ai santi e grandi feste della Madre di Dio. È uno strumento importante per organizzare la vita spirituale dei credenti ortodossi in Romania, aiutandoli a guidarli nella loro pratica religiosa quotidiana.

Calendarul Liturgic Ortodox 2025 este un ghid spiritual pentru credincioșii Bisericii Ortodoxe, care marchează sărbătorile și evenimentele religioase de-a lungul anului. Calendarul urmează ritmul tradițional al sărbătorilor fixe și mobile, incluzând perioadele de post, zilele dedicate sfinților și marile sărbători ale Maicii Domnului. Este un instrument important pentru organizarea vieții spirituale a credincioșilor ortodocși din România, ajutând la orientarea în practica religioasă de zi cu zi.

Chi desidera una copia del Calendario Ortodosso 2025, in lingua italiana o rumena (della qual cosa ringraziamo padre Eugenio Negrea, parroco della nostra comunità di lingua rumena di Trieste) può ottenerlo donando € 10 sul Conto Corrente Bancario: IBAN IT59H0200805218000103887904 intestato alla Chiesa Ortodossa Italiana, mandando copia del bonifico a chiesaortodossaitaliana@gmail.com – comunicando indirizzo e telefono (per il corriere)

Il Calendario Liturgico 2025 può essere anche un gradito dono natalizio per i vostri amici e parenti, ricordando loro i santi, le feste e la spiritualità cristiana  che, pur facendo parte del DNA del nostro popolo, purtroppo, sta diminuendo nella nostra amata Italia.