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lunedì 18 maggio 2026

Santi imperatori romani

Santi imperatori romani



La Chiesa Ortodossa riconosce come santi diversi imperatori e imperatrici dell'Impero Romano d'Oriente. Spesso a queste figure viene attribuito il titolo di "Isapostolo" (pari agli apostoli) per il loro ruolo cruciale nella diffusione e nella difesa del Cristianesimo. Ecco i principali imperatori di Costantinopoli venerati come santi dalla tradizione ortodossa, divisi per rilevanza storica: 
I Fondatori e i Grandi Difensori della Fede 
Costantino I il Grande (306–337): Fondatore di Costantinopoli e primo imperatore cristiano. Convocò il Primo Concilio di Nicea (325) che definì il dogma cristiano. È venerato insieme alla madre, l'Augusta Elena

Teodosio I il Grande (379–395): Rese il Cristianesimo la religione ufficiale dell'impero con l'Editto di Tessalonica (380) e convocò il Primo Concilio di Costantinopoli. 

Marciano (450–457): Convocò, insieme alla moglie (e co-imperatrice) Pulcheria (anch'essa santa), il Concilio di Calcedonia (451), fondamentale per la cristologia ortodossa. 

Giustiniano I il Grande (527–565): Noto per la codificazione del diritto romano e per aver fatto costruire la Basilica di Santa Sofia. Convocò il Secondo Concilio di Costantinopoli. Viene venerato come santo insieme alla moglie, l'imperatrice Teodora



La Fine dell'Iconoclastia (I Difensori delle Icone) 
Il periodo iconoclasta vide una dura lotta interna. Le imperatrici che ristabilirono il culto delle immagini sacre sono venerate con grandissimo onore: 

Irene d'Atene (780–802): Convocò il Secondo Concilio di Nicea (787), che condannò l'iconoclastia. 

Teodora Armena (reggente dall'842 all'855): Pose fine definitivamente all'iconoclastia nell'843, evento celebrato ancora oggi dagli ortodossi nella "Festa dell'Ortodossia". 

Michele III (842–867): Figlio di Teodora, sotto il cui regno (seppur dominato dalle figure della madre e del cesare Barda) fu ristabilito il culto delle icone e iniziò la missione dei santi Cirillo e Metodio. 



Altri Imperatori Venerati come Santi 

Leone I il Trace (457–474): Detto anche "il Grande", per il suo sostegno all'ortodossia calcedoniana e per aver edificato la chiesa della Fonte Miracolosa (Zoodochos Pigi). 

Leone VI il Saggio (886–912): Scrittore di testi teologici e compositore di inni sacri ancora in uso nella liturgia ortodossa. 

Niceforo II Foca (963–969): Grande generale che riconquistò Creta e la Siria dai musulmani; fu un grande protettore dei monasteri del Monte Athos (fondò la Grande Lavra insieme a San Atanasio l'Atonita). 

Giovanni II Comneno (1118–1143): Noto per la sua pietà, clemenza e governo giusto, fu soprannominato "Kaloioannes" (Giovanni il Buono). Venerato insieme alla moglie, l'imperatrice Irene d'Ungheria (Piroska). 

Costantino XI Paleologo (1449–1453): L'ultimo imperatore, è ampiamente venerato come "etnomartire" (martire della nazione) per essere caduto in battaglia difendendo Costantinopoli dall'assedio ottomano. 

Nota di contesto: Nella tradizione bizantina, la canonizzazione di un sovrano non implicava necessariamente che la sua intera vita fosse priva di macchie morali o violenze politiche, bensì riconosceva il suo ruolo provvidenziale nella protezione della Chiesa, nella formulazione della retta dottrina (ortodossia) e nel mecenatismo religioso.

sabato 2 maggio 2026

Pastorale per il lavoro

 

Pastorale per il lavoro

 
Il lavoro non è soltanto un mezzo per vivere, ma anche un valore in sé, perché contribuisce a realizzare la nostra umanità, ci fa sentire utili alla società e agli altri e così contribuisce a dar senso alla nostra esistenza. La Chiesa Ortodossa Italiana è sensibile a queste tematiche che si sposano con l' impegno di ogni cristiano a migliorare la società, portando nel mondo del lavoro i Valori di equità, solidarietà, libertà dalla povertà.
La globalizzazione, la preminenza delle speculazioni finanziarie, le disparità nel mondo relativamente ai salari, tutele e protezione sociale meritano una attenta analisti. Vorremmo una società più giusta, una economia più rispettosa dell' uomo, un mondo dove ingiustizie e sfruttamento siano finalmente banditi. Purtroppo non sono più gli stati a gestire queste materie ma le multinazionali e la ricerca del profitto a tutti i costi. Crediamo non sia sufficiente una analisi della situazione ma anche elaborare suggerimenti volti ad affrontare le problematiche denunciate.
Il mercato, che spesso fallisce, da solo non può regolamentarsi e non sempre sceglie allocazioni efficienti, è dunque importante l’intervento di istituzioni sovranazionali e nazionali che possano effettivamente incidere e decidere. Come nel rinascimento la nascita della stampa mobile fu il volano per lo sviluppo, cosi nell’attuale situazione la circolazione delle informazione può fare la differenza.
E’ possibile uno sviluppo, legato alla crescita dell’occupazione, sposando le tesi di uno sviluppo sostenibile, sensibile alla tutela dell’ambiente, che tuteli i lavoratori, in pratica le Green economy.
C’è bisogno di uscire da atteggiamenti “troppo specialistici” senza una vera visione d’insieme di quanto sta avvenendo nel mondo. Le richiesta di democrazia, di eguaglianza, la lotta alle disparità sociali, gli aneliti che salgono da varie parti del mondo, devono far nascere la consapevolezza che il ” mondo finanziario ed economico” deve farsi carico delle conseguenze di questo scenario.
L’ etica, la storia, l’attenzione al sociale, in un percorso, a volte accidentato, possono far rivivere i valori sui quali fondare un mondo più giusto e solidale.
Non so se le recenti manovre finanziarie determinino a livello internazionale effetti positivi, o se esse non stiano ingigantendo l’incertezza dei cittadini, alimentando ancora di più la deriva verso la recessione. Certamente il tema dell’equità è centrale in tutti i discorsi, nè si è veramente posto mano, con chiarezza e determinazione, alla necessaria rimodulazione dei privilegi della cosiddetta “Casta”. e non con trovate di mera propaganda.
In questo marasma finanziario, fonte di forti preoccupazioni per i cittadini europei e non solo, con le guerre purtroppo in atto, bisognerebbe rileggere attentamente le teorie e le grida di allarme, che già molti anni fa l’economista, premio Nobel, Jopseph Stiglitz donò al mondo.
Il modello neo liberista che aveva come teoria portante “meno stato nell’economia e nelle attività sociali” è miseramente fallito.
Il mercato, da solo, non é riuscito ad autoregolamentarsi; l’euro non è riuscito a colmare i dumping economici e sociali fra stati forti e stati deboli dell’Europa. Le istituzioni monetarie europee e mondiali hanno dovuto inseguire le contingenze salvando stati e banche, ma non hanno saputo svolgere il loro ruolo di controllo e regolazione del mercato.
Chiaramente non ha funzionato neppure il " modello socialista e comunista"
Questo neo liberismo ha visto come valori (o disvalori) la cultura del debito (riferito ai cittadini), la stagnazione dei salari, la corsa alla “deregulation” in campo economico.
Per la prima volta si sta assistendo, se parliamo a livello planetario (in particolare per gli stati emergenti India e Cina) ad una crescita senza incremento di posti di lavoro.
In Italia la disoccupazione supera i due milioni di unità. Nel vertice dei G20 l’Italia ha proposto le solite ricette, rimedi per tamponare una situazione pericolosa in relazione al forte debito pubblico ed all’attacco ai nostri titoli di stato.
Operazione volta a fare cassa, a parte l’alea relativa a quanto dovrebbe essere recuperato con la lotta all’evasione, ma estremamente iniqua.
Dobbiamo procedere verso un’economia più solidale !
Inasprire il prelievo fiscale, togliere le tutele al lavoro e contemporaneamente mettere mano per tagliare il welfare state è veramente assurdo. Questa situazione sta pesantemente allargando la forbice fra il ceto medio/alto e il ceto meno fortunato.
Lo sviluppo non può nascere solo dalle privatizzazioni, che a volte non sono nè efficienti e tantomeno efficaci, o dalla riduzione delle protezioni sociali. Stiglitz ha più volte parlato di un nuovo modello di sviluppo, nel quale si potrà coniugare la crescita con l’equità.
Ma nel vocabolario neo liberista le parole eguaglianza, libertà e solidarietà non trovano collocazione, e per libertà si intende solamente libertà del mercato, senza vincoli statali. Un discorso a parte riguarda gli economisti, o almeno quelli che hanno ispirato le azioni di governi ed organismi monetari o cercato di prevedere le ultime catastrofi: hanno cercato di spiegare quanto avveniva con semplici analisi microeconomiche (costo del lavoro, produttività.. ), mentre i fenomeni sono più massicciamente macroeconomici (politiche monetarie, bilancia dei pagamenti, tasso di cambio).
Vi è poi un mondo oscuro, quello dei paradisi finanziari e fiscali off shore, il mondo oligopolistico di alcune multinazionali (pensiamo solo al settore petrolifero e dell’energia), un potere sovranazionale.
Per poter sperare in un “nuovo rinascimento” che deve essere non solo economico, ma prima di tutto etico e culturale, c’é bisogno, secondo Stiglitz, di una seria riprogettazione del nostro stile di vita. Deve rinascere una “società civile globale”
 
Mons. Roberto Pinna
Presidente commissione Pastorale per il lavoro della chiesa Ortodossa Italiana.
 
 

sabato 11 aprile 2026

Cristo è risorto

 

Cristo è risorto

La Luce che Infrange le Porte degli Inferi


La Resurrezione di Cristo (Pascha) è la "Festa delle Feste", il cuore pulsante e il fondamento assoluto di tutta la teologia, la spiritualità e l'esistenza stessa della fede cristiana. La Chiesa Ortodossa più che sulla Passione e la Croce vista come  momento di espiazione dei peccati, pone al centro della sua visione teologica, la  Resurrezione di Gesù (anástasis toú Iēsoú) quale  vittoria trionfale sulla morte, che è la garanzia che tutti i morti cristiani saranno risuscitati al momento della parusia (seconda venuta) di Cristo. La croce non è ignorata, ma è vista attraverso la luce gloriosa del sepolcro vuoto.


L'icona centrale della Pasqua è l'Anastasis (in greco "Resurrezione"), dove Gesù viene raffigurato non sulla terra, ma nelle profondità dell'Ade (gli inferi) dal quale esce glorioso, scardinando le porte degli inferi (le porte infrante) spezzando la prigionia della morte, tirando fuori per i polsi Adamo ed Eva (salvataggio dell’umanità) indicando che la salvezza è un'azione divina in cui l'umanità, morta nel peccato, viene trascinata verso la vita dalla forza inarrestabile di Dio e attorno a lui (testimoni) ci sono i giusti dell'Antico Testamento (Re Davide, Re Salomone, San Giovanni Battista), che attendevano la liberazione.

Durante il periodo pasquale viene cantato il  Tropario di Pasqua o  Inno della Vittoria

"Cristo è risorto dai morti, con la morte ha calpestato la morte, e a quelli nei sepolcri ha donato la vita."

Questo inno racchiude un paradosso divino: la morte viene sconfitta attraverso la morte stessa. Scendendo nell'Ade, Cristo, che è la Vita stessa, vi introduce la divinità inaccessibile e incandescente. L'Ade, cercando di inghiottire un uomo, si ritrova a dover digerire Dio, e ne viene distrutto dall'interno.

Dal punto di vista ortodosso, la Resurrezione non riguarda solo il destino personale di Gesù di Nazareth, ma è un evento cosmico che altera l'ontologia stessa della creazione. L'obiettivo della vita cristiana nell'Ortodossia è la Theosis (divinizzazione o deificazione), ovvero la partecipazione alla natura divina. La Resurrezione rende possibile tutto questo. Sconfiggendo la morte (che è la massima conseguenza della separazione da Dio), Cristo riapre all'umanità la via verso l'unione eterna con il Creatore. La natura umana di Cristo, glorificata e risorta, diventa la primizia della risurrezione di tutta l'umanità.

Alla fine della Liturgia Pasquale il sacerdote esclama a gran voce: "Cristo è risorto!" (in rumeno Hristos a înviat,  greco Christòs anèsti!, in slavo Khristós voskrése!). L'assemblea risponde con gioia traboccante: "È veramente risorto!" .

In questo momento di festa, dove il ricordo della Resurrezione di Gesù, non  è un semplice ricordo storico, ma una realtà presente e vivificante, che  dovrebbe rappresentare l'irruzione della gioia eterna in un mondo ferito,  preghiamo il Signore affinché illumini la mente dei potenti della terra che, come gli antichi cavalieri teutonici (e i loro degni eredi le SS naziste)  spesso dicono Dio è con noi  (Gott ist mit uns)  per giustificare azioni che causano guerre, sofferenze e morte  ma che Dio non giustifica ma, semmai invita a trasformare   “ le loro spade in vomeri e le loro lance in potatori.” (Isaia 2,4). Preghiamo pertanto fratelli affinché la  Luce inestinguibile del Cristo Risorto che, prendendo l'umanità per i polsi, la solleva con Sé verso l'eternità allontani da noi i venti di guerra e porti il mondo sulla via della misericordia e della pace. 

Sua Beatitudine Filippo I

martedì 31 marzo 2026

La Chiesa Ortodossa a tutela dei cristiani di Gerusalemme

La Chiesa Ortodossa a tutela dei cristiani di Gerusalemme
> La Chiesa Ortodossa Italiana ha manifestato la sua dura opposizione alle crescenti discriminazioni anti-cristiane che si verificano a Gerusalemme , culminate nel divieto di celebrazione delle feste pasquali, comprese le processioni per la domenica delle palme. A questa si aggiunge la pratica, sempre più diffusa, da parte dei coloni israeliani, degli studenti delle yeshiva (scuole religiose) e, in generale, da parte degli ebrei haredi (o ultraortodossi) di sputare addosso ai cristiani, consuetudine giustificata da leader politici israeliani, come il Ministro per la Sicurezza Nazionale on. Imatar Ben-Gvir (di Potere Ebraico) e l’on. Simcha Rotman (di Sionismo Religioso) che predicano l'espulsione delle minoranze non ebraiche dallo Stato di Israele. A questa crescente intolleranza, avallata dal governo Netanyahu, si aggiunge l’attacco dei coloni contro Taybeh (l’evangelica Efraim), ultimo villaggio interamente cristiano della Cisgiordania occupata e gli attacchi agli agricoltori cristiani durante la raccolta delle olive. Tralasciamo Gaza, dove l’esercito israeliano non ha soltanto colpito i terroristi islamici di Hamas ma anche la Chiesa Ortodossa di San Porfirio (18 morti), quella cattolica della Sacra Famiglia (5 morti in due successivi attacchi e il ferimento del parroco don Gabriele Romanelli) e l’Ospedale anglicano di Al-Ahli. Attacchi sono stati fatti anche contro le popolazioni cristiane che vivono insieme agli sciiti nel sud del Libano e la lobby sionista ha trascinato gli USA in una guerra che sta causando danni enormi all’economia mondiale e rischia di destabilizzare anche i Paesi non ostili, vedi l’Italia, al governo israeliano.

sabato 21 marzo 2026

Costituita la Diocesi di Firenze

 Costituita la Diocesi di Firenze





Il Santo Sinodo, in data 13 marzo 2026 ha deliberato l’incardinazione di

mons. Niceforo

(al secolo Bruno Perlini Benucci)

nella Chiesa Ortodossa Italiana, e il suo accoglimento nel Santo Sinodo 

quale vescovo di Firenze.


Viene pertanto deliberata la costituzione della Diocesi di Firenze,

con giurisdizione sulla Regione Toscana,

detto territorio viene scorporato

dall’Arcidiocesi di Roma.


Mons. Niceforo è entrato  35 anni fa nella Chiesa Ortodossa in Italia

di mons. Antonio De Rosso

e tonsurato monaco, ordinato diacono e sacerdote nella stessa presso il

Monastero di Sant’Antonio Abate di Campo di Carne (Aprilia - Latina),

è stato anche monaco in Grecia,  nel Monte Athos dove ha approfondito

la liturgia, i riti di liberazione e di guarigione.

giovedì 19 marzo 2026

19 marzo - Festa di San Giuseppe

 19 marzo - Festa di San Giuseppe



"Figlio mio, osserva il comando di tuo padre, non disprezzare l'insegnamento di tua madre." (Proverbi 6:20)

La Chiesa Ortodossa Italiana
fa gli auguri a tutti i Giuseppe,
a tutti i padri
e ricorda ai figli l'insegnamento divino:
"onora il padre e la madre" (Esodo 20:12)


sabato 17 gennaio 2026

17 gennaio - Sant'Antonio Abate Solenne benedizione degli animali


17 gennaio - Sant'Antonio Abate
Solenne benedizione degli animali



"In principio Dio creò il cielo e la terra. 
E Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sulla terra ... La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche..." . 
E Dio vide che era cosa buona ..." (Gn 1)
Sii benedetto, Signore, che per mezzo degli animali domestici ci doni sollievo e compagnia.
Sii benedetto, Signore, per tutte le tue creature che ci invitano a cantare la tua lode".

O Dio, fonte di ogni bene, che negli animali ci hai dato un segno della tua provvidenza, stendi la tua mano perché questi animali ci siano di aiuto e sollievo nelle nostre necessità, e fa che in un armonioso rapporto con la creazione, imparino a servire e amare te sopra ogni cosa. Per Cristo nostro Signore.

Chiesa Ortodossa Italiana
www.chiesa-ortodossa.com
chiesaortodossaitaliana@gmail.com

mercoledì 26 novembre 2025

E' morto mons. Silvano Livi

E' morto mons. Silvano Livi


La Chiesa Ortodossa Italiana esprime il proprio cordoglio per la morte di  mons. Silvano Livi, vescovo ortodosso pistoiese, che si è spento, all’età di  78 anni all'ospedale San Jacopo, e i cui funerali sono stati celebrati a Pistoia, nella chiesa di Santa Chiara. Mons. Silvano era nato nelle colline pistoiesi, precisamente a San Felice nel 1947. Laureato in filosofia con specializzazione in psicoterapia, dopo essere stato ordinato sacerdote cattolico si era convertito all’ortodossia ed era diventato archimandrita (figura assimilabile al vescovo cattolico) della diocesi di Luni della Chiesa Greco Ortodossa del Vecchio Calendario. Preside e professore ordinario di Sacra Scrittura e di Teologia dogmatica alla Facoltà teologica ortodossa «San Gregorio Magno», oltre che docente di storia e filosofia nei licei pistoiesi è il fondattore  del monastero di San Serafino di Sarov nella "sua" Lizzanello. Nel 2001 fu insignito dal Presidente della Repubblica della carica di Cavaliere al merito della Repubblica. Nel 2023 era stato reintegrato nella Chiesa cattolica. La sua morte lascia un vuoto nella comunità di Pistoia, che lo ricorda come un sacerdote, un insegnante e un amico. Le sue spoglie mortali saranno deposte presso il cimitero della Misericordia di Pistoia.

Una prece

martedì 25 novembre 2025

Festa San Michele Arcangelo della Comunità Ortodossa Eritrea

Festa San Michele Arcangelo

della Comunità Ortodossa Eritrea

Come ogni anno si è svolta a Roma, nella Chiesa Ortodossa Eritrea sita in piazza San Salvatore in Campo, la festa di San Michele Arcangelo che ha visto la presenza di centinaia di fedeli. A Roma gli immigrati eritrei sono poco più di 2000, al 95% ortodossi (il resto cattolici, evangelici e musulmani).

Anche quest’anno la comunità romana, diretta dal  rev. parroco Tesfaslassie Estifanos Kifle  ha invitato la nostra Chiesa, una cui delegazione composta da Sua Beatitudine Filippo I (Ortenzi) accompagnato da padre Sebastiano (Nicolcea) ha partecipato alla liturgia e alla processione. 

La cerimonia, intrisa di tradizione e spiritualità si è svolta in un clima festoso, con canti e rulli di tamburo, dove, durante l’eucarestia è stato supplicato l’Arcangelo Michele ad aiutare i fedeli a crescere nella fiducia, conducendoli sulla strada del coraggio e della Fede eroica e pura, come guida e scudo contro il male per trovare la forza e la protezione contro il demonio. Oltre il clero ortodosso eritreo hanno partecipato alla Cerimonia il nostro Metropolita, Abuna Tigstu, vescovo della Chiesa Ortodossa Etiope e il rev. fratel Destivelle, sacerdote domenicano in rappresentanza della Chiesa Cattolica Romana. dopo la sentita cerimonia dove i fedeli hanno pregato l’Arcangelo affinché li protegga dalle insidie del male e guidi i loro cuori verso la luce della fede. 

Dopo la Divina Liturgia si è svolta, nelle strade adiacenti la Chiesa, sita nel rione Regola una processione che ha visto la partecipazione di migliaia di fedeli eritrei, ai quali si sono aggiunti anche fedeli italiani, etiopi ed egiziani.



Nella processione, preceduta da un’icona dell’Arcangelo Michele, sono state portate le Tavole Sacre  (Tabot o replica dell’Arca dell’Alleanza), portate sulla testa da un sacerdote avvolte in teli colorati. Durante  la processione le donne salutano il tabot con una tipica ululazione chiamata ilità, emettendo suoni forti e acuti accompagnati da un rapido movimento della lingua e dell’ugola.

Alla fine della processione, dopo l’intervento del parroco, Sua Beatitudine Filippo ha portato i saluti della Chiesa Ortodossa Italiana.



Il nostro Metropolita, dopo aver ricordato la fratellanza nella Fede che accomuna gli ortodossi eritrei e italiani, ha ricordato la figura dell’Arcangelo Michele, molto venerato anche nella nostra Chiesa, al quale si è rivolto dicendo di “difenderci nella battaglia contro le forze del male, contro la secolarizzazione e la scristianizzazione, contro le persecuzioni che tanti cristiani stanno subendo in Cina, in India e nei paesi islamici ed ha augurato una ancora più stretta collaborazione tra le Chiese finendo il discorso invocano la benedizione dell’Arcangelo sull’Italia e l’Eritrea.

Dopo la fine della cerimonia le delegazioni italiana ed etiope sono state ospiti della comunità eritrea che si è riunita in un’agape di cucina tradizionale eritrea al Divina Club di Roma.





mercoledì 5 novembre 2025

I Figli del Santissimo Redentore accusano di eresia la Chiesa Cattolica

 I Figli del Santissimo Redentore 

accusano di eresia la Chiesa Cattolica




Fa notizia in questi giorni l'accusa, rivolta ai vertici della Chiesa Cattolica, dei monaci della Congregazione dei Figli del Santissimo Redentore, monaci redentoristi cattolici che si rifanno agli insegnamenti del vescovo e teologo campano Alfonso Maria de Liquori, santo cattolico proclamato Dottore della Chiesa da Papa Pio IX nel 1871 e  "celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti" da Pio XII nel 1950. Come tutti i redentoristi missione di detti  monaci è l'evangelizzazione del popolo e delle campagne. Con una Lettera aperta ai Figli del Santissimo Redentore, dopo aver sostenuto che "essendo in gioco l'onore di Nostro Signore" e che "il silenzio diventa forma di tradimento" si sono sentiti in dovere di informare i fedeli "desiderando solo difendere il Santo Nome di Gesù Cristo e la purezza della Sua Sposa, la Chiesa." I monaci dopo aver iniziato la lettera con: "Cari fedeli, vivete Gesù nostro amore e Maria nostra speranza!" si rivolgono ai fedeli, perché "la nostra Santa Madre, la Chiesa cattolica e Sposa di Gesù Cristo, per la quale i Martiri hanno versato il loro sangue e i Santi hanno dato la loro vita." è caduta in confusione ed eresia e questo li "costringe a esprimere una verità difficile, per quanto essenziale - Lc 12,4-9", tanto che "attraverso anni di prove ed esperienze" sono giunti alla triste conclusione "che la fede cattolica tradizionale, la fede di sempre e dei Santi, è incompatibile con la nuova Chiesa moderna, frutto del Concilio Vaticano II. Semplicemente non possono coesistere in un unico corpo." Poi cominciano ad elencare quelle, che secondo loro sono le eresie che la Chiesa ha abbracciato, soprattutto con Papa Francesco, negli ultimi anni, tra queste "l’indifferentismo religioso" reputato "un male molto grande, assolutamente incompatibile con la fede" in particolare ripudiano "il Documento sulla fratellanza umana del 5 febbraio 2019, che afferma che Dio vuole tutte le religioni", per il quale è indifferente seguire Cristo o Maometto. Totale ripudio "all'insegnamento di Papa Francesco secondo cui tutte le religioni sono lingue diverse" e "nessun Dio è più importante di un altro", nonché "il silenzio di quei vescovi che non si sono pronunciati contro quel tradimento della Fede.". Altre critiche sono state avanzate verso Fiducia supplicans” che permette la benedizione delle coppie dello stesso sesso; la falsa teologia della “comunione parziale” che ha permesso la celebrazione in Vaticano dei 500 anni della Riforma con tanto di francobollo a Martin Lutero (Tolle missam, Tolle Ecclesiam: togliete la messa, distruggete la Chiesa - Lutero) e la persecuzione della Messa Tridentina (in latino) e da parte della “Traditionis custodes”. Dopo aver sostenuto che "Il Buon Pastore ci esorta a dare la vita per le sue pecore e a tenere lontano il lupo affamato" ed è loro dovere denunciare tutto ciò "in base alla teologia e al Diritto canonico" perché "la catena di comando è stata spezzata." e "l’autorità nella Chiesa è ministeriale (servire Nostro Signore)" e "non assoluta (fare ciò che vuole)"; "quando un superiore si allontana dalla propria obbedienza a Cristo Re, il suo comando non è più il braccio di Cristo, ma il gesto di un uomo" e poiché i vertici della Chiesa Cattolica "disobbediscono a Dio" e "tentano di invocare l’obbedienza religiosa per questioni che impoveriscono la Chiesa e aboliscono la Santa Messa", concludono che occorre "obbedire a Dio prima che all'uomo". I Figli del Santissimo Redentore condannano e ripudiano "i falsi pastori che hanno trionfalmente portato in processione l’idolo della Pachamama in San Pietro", stigmatizzando come "Papa Francesco si è anche scusato per l’eroico cattolico che ha gettato quell’idolo nel Tevere." Analogamente ripudiano tutti gli atti del Vaticano e dei vescovi "di chiusura delle chiese e di negazione dei sacramenti in una codarda sottomissione all’oppressione del Covid-19." e "la corruzione dei bambini e lo scandalo dato agli innocenti attraverso programmi catechetici malvagi."



Contro tutto ciò, contro "coloro che attaccano o minano la Chiesa nei suoi dogmi, nella sua morale, nei suoi sacramenti o nella sua disciplina con un nuovo culto dell’uomo" i Figli del Santissimo Redentore dopo essersi domandati: "per quanto tempo durerà tutta questa assurdità?", invitano i fedeli a "non tacere" a difendere "la Fede dei nostri padri" e; "qualunque sia il costo per noi, con l’Apostolo dobbiamo dire: anatema!" - “Ma anche se noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema. Come abbiamo detto prima, lo ripeto ora: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema” (Gal. 1:8-9).