Cristo è risorto
La Luce che Infrange le Porte degli Inferi
La Resurrezione di Cristo (Pascha) è la "Festa delle Feste", il cuore pulsante e il fondamento assoluto di tutta la teologia, la spiritualità e l'esistenza stessa della fede cristiana. La Chiesa Ortodossa più che sulla Passione e la Croce vista come momento di espiazione dei peccati, pone al centro della sua visione teologica, la Resurrezione di Gesù (anástasis toú Iēsoú) quale vittoria trionfale sulla morte, che è la garanzia che tutti i morti cristiani saranno risuscitati al momento della parusia (seconda venuta) di Cristo. La croce non è ignorata, ma è vista attraverso la luce gloriosa del sepolcro vuoto.
![]()
L'icona centrale della Pasqua è l'Anastasis (in greco "Resurrezione"), dove Gesù viene raffigurato non sulla terra, ma nelle profondità dell'Ade (gli inferi) dal quale esce glorioso, scardinando le porte degli inferi (le porte infrante) spezzando la prigionia della morte, tirando fuori per i polsi Adamo ed Eva (salvataggio dell’umanità) indicando che la salvezza è un'azione divina in cui l'umanità, morta nel peccato, viene trascinata verso la vita dalla forza inarrestabile di Dio e attorno a lui (testimoni) ci sono i giusti dell'Antico Testamento (Re Davide, Re Salomone, San Giovanni Battista), che attendevano la liberazione.
Durante il periodo pasquale viene cantato il Tropario di Pasqua o Inno della Vittoria
"Cristo è risorto dai morti, con la morte ha calpestato la morte, e a quelli nei sepolcri ha donato la vita."
Questo inno racchiude un paradosso divino: la morte viene sconfitta attraverso la morte stessa. Scendendo nell'Ade, Cristo, che è la Vita stessa, vi introduce la divinità inaccessibile e incandescente. L'Ade, cercando di inghiottire un uomo, si ritrova a dover digerire Dio, e ne viene distrutto dall'interno.

Dal punto di vista ortodosso, la Resurrezione non riguarda solo il destino personale di Gesù di Nazareth, ma è un evento cosmico che altera l'ontologia stessa della creazione. L'obiettivo della vita cristiana nell'Ortodossia è la Theosis (divinizzazione o deificazione), ovvero la partecipazione alla natura divina. La Resurrezione rende possibile tutto questo. Sconfiggendo la morte (che è la massima conseguenza della separazione da Dio), Cristo riapre all'umanità la via verso l'unione eterna con il Creatore. La natura umana di Cristo, glorificata e risorta, diventa la primizia della risurrezione di tutta l'umanità.
Alla fine della Liturgia Pasquale il sacerdote esclama a gran voce: "Cristo è risorto!" (in rumeno Hristos a înviat, greco Christòs anèsti!, in slavo Khristós voskrése!). L'assemblea risponde con gioia traboccante: "È veramente risorto!" .
In questo momento di festa, dove il ricordo della Resurrezione di Gesù, non è un semplice ricordo storico, ma una realtà presente e vivificante, che dovrebbe rappresentare l'irruzione della gioia eterna in un mondo ferito, preghiamo il Signore affinché illumini la mente dei potenti della terra che, come gli antichi cavalieri teutonici (e i loro degni eredi le SS naziste) spesso dicono Dio è con noi (Gott ist mit uns) per giustificare azioni che causano guerre, sofferenze e morte ma che Dio non giustifica ma, semmai invita a trasformare “ le loro spade in vomeri e le loro lance in potatori.” (Isaia 2,4). Preghiamo pertanto fratelli affinché la Luce inestinguibile del Cristo Risorto che, prendendo l'umanità per i polsi, la solleva con Sé verso l'eternità allontani da noi i venti di guerra e porti il mondo sulla via della misericordia e della pace.
Sua Beatitudine Filippo I



































