La Chiesa Ortodossa a tutela dei cristiani di Gerusalemme
La Chiesa Ortodossa a tutela dei cristiani di Gerusalemme
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La Chiesa Ortodossa Italiana ha manifestato la sua dura opposizione alle
crescenti discriminazioni anti-cristiane che si verificano a Gerusalemme ,
culminate nel divieto di celebrazione delle feste pasquali, comprese le
processioni per la domenica delle palme. A questa si aggiunge la pratica, sempre
più diffusa, da parte dei coloni israeliani, degli studenti delle yeshiva
(scuole religiose) e, in generale, da parte degli ebrei haredi (o
ultraortodossi) di sputare addosso ai cristiani, consuetudine giustificata da
leader politici israeliani, come il Ministro per la Sicurezza Nazionale on.
Imatar Ben-Gvir (di Potere Ebraico) e l’on. Simcha Rotman (di Sionismo
Religioso) che predicano l'espulsione delle minoranze non ebraiche dallo Stato
di Israele. A questa crescente intolleranza, avallata dal governo Netanyahu, si
aggiunge l’attacco dei coloni contro Taybeh (l’evangelica Efraim), ultimo
villaggio interamente cristiano della Cisgiordania occupata e gli attacchi agli
agricoltori cristiani durante la raccolta delle olive. Tralasciamo Gaza, dove
l’esercito israeliano non ha soltanto colpito i terroristi islamici di Hamas ma
anche la Chiesa Ortodossa di San Porfirio (18 morti), quella cattolica della
Sacra Famiglia (5 morti in due successivi attacchi e il ferimento del parroco
don Gabriele Romanelli) e l’Ospedale anglicano di Al-Ahli. Attacchi sono stati
fatti anche contro le popolazioni cristiane che vivono insieme agli sciiti nel
sud del Libano e la lobby sionista ha trascinato gli USA in una guerra che sta
causando danni enormi all’economia mondiale e rischia di destabilizzare anche i
Paesi non ostili, vedi l’Italia, al governo israeliano.
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