Translate

mercoledì 30 settembre 2020

Battesimo in tempo di Covid

 Battesimo in tempo di Covid


La Comunità Ortodossa di Roma comunica l'ingresso tra il popolo di Dio di un nuovo cristiano. Nonostante la pandemia abbia ridotto al minimo la presenza in Chiesa e imposto le dovute cautele, presso la nostra Parrocchia di SS. Elena e Costantino di Roma, padre Giovanni Pricop, esarca delle comunità rumene in Italia, ha celebrato il battesimo (per triplice immersione) di Antonio Topoloaga accompagnato nel rito di adesione alla fede cristiana dai padrini e dai genitori.


Alla famiglia Topoloaga e alla missione ortodossa rumena di Roma Anagnina giungono i saluti e gli auguri da parte dell'intera nostra comunità ecclesiale.


martedì 29 settembre 2020

Festa dei Santi Arcangeli

Oggi si festeggiano i Santi Arcangeli: MicheleGabriele e Raffaele.



Michele Arcangelo (ebraico Mi-ka-El che significa "chi è come Dio?", chiamato nell’ortodossia Tassiarca (generale) o Archistratega, è il Duce delle Milizie celesti ed è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di Lucifero. E’ definito anche quale difensore degli amici di Dio (Dn 10, 13.21) e protettore del suo popolo (Dn 12, 1). Secondo la liturgia cristiana, Michele è l'angelo che rivelò l'Apocalisse a San Giovanni. Secondo detto libro (Ap 12: 7-12), guiderà alla vittoria le milizie celesti contro il drago e gli angeli ribelli (diavoli) e, alla fine dei giorni, sarà colui che farà squillare la tromba annunziatrice del Giudizio Universale quando si verificherà il secondo avvento (parusìa) di Gesù e verrà restaurato il Regno di Dio in Terra.



Gabriele Arcangelo (ebraico Gavriʼel che significa “Potenza di Dio”) è l’angelo messaggero, colui che apparve nelle visioni di Daniele (Daniele 8:15-17 e 9:20-24), che ha annunciato la nascita di Giovanni Battista (Lc 1,36) e l’annunciazione a Maria della nascita di Gesù (Luca 1:26-38) ed è apparso a Giuseppe per informarlo che Gesù era stato concepito per opera dello Spirito Santo (Matteo 1:18-25). Come Michele è anch’esso definito dall’ortodossia Tassiarca (generale) perché diresse la punizione divina contro Sodoma.



Raffaele Arcangelo (ebraico  Rāfāʾēl che significa “Dio guarisce) è l'arcangelo dell'amore sponsale e della salute e patrono di giovani, fidanzati, sposi, medici e farmacisti. 



lunedì 28 settembre 2020

Incontro con la comunità copta ortodossa eritrea di Roma

 Incontro con la comunità copta ortodossa eritrea di Roma


27 settembre festa della santa croce (calendario giuliano) - incontro con il Consiglio Direttivo della comunità copta ortodossa eritrea di Roma. (da sinistra: Selomon Sambini, consigliere - mons. Filippo Ortenzi - padre Gebremariam Hadera, presidente e Ghirmay Simon, segretario.
A Roma abitano circa 7.000 eritrei e italo-eritrei, la metà dei quali di religione ortodossa (gli altri sono cattolici, protestanti, musulmani o agnostici). E' una comunità integrata nel tessuto sociale della città e molto attaccata all'Italia, che diede il nome a questo territorio nel XIX secolo, sembra infatti che la denominazione Eritrea sia stata suggerita all'allora Presidente del Consiglio Francesco Crispi (di famiglia arbereshe una delle anime della spedizione dei Mille e del Risorgimento italiano) dallo scrittore milanese Carlo Dossi, suo consigliere culturale negli anni della conquista della colonia, riprendendolo dal greco ἐρυθρός (erythrós) che significa "rosso" essendo situata nelle coste del mar Rosso.


I membri della comunità eritrea hanno lamentato che il nostro Governo ha abbandonato completamente il loro paese, nonostante i forti legami storici con l'Italia, tanto che l'italiano, lingua conosciuta da molti eritrei, sta per essere sostituito dall'arabo e dall'inglese.

venerdì 25 settembre 2020

Sacrario Militare "Campo della Memoria" - Nettuno (RM)

 Sacrario Militare "Campo della Memoria" - Nettuno (RM)




Domenica prossima (27 settembre 2020) alle ore 11 presso il Sacrario militare - CAMPO DELLA MEMORIA di Nettuno – sito in via Rocca Priora (traversa di via dei Frati) - il vescovo delle Terre di Roma mons. Filippo Ortenzi, coadiuvato da padre Franco Altobello e padre Sergio Arduini, celebrerà un trisagio dei defunti e una Divina Liturgia in memoria dei marò della Barberico e dei combattenti della R.S.I. caduti nella battaglia di Nettunia (sbarco anglo-americano di Anzio-Nettuno). Qualora dovesse  piovere e il tempo non lo permettesse la celebrazione verrà posticipata alla domenica successiva (4 ottobre)

Il Campo della Memoria è formato da un grande prato verde con un altare in pietra, un sepolcro e, al centro, una Croce di Sant'Andra , rappresentativa della fede cristiana e della X Max (Divisione di Fanteria di Marina agli ordini del comandante Juonio Valerio Borghese). La croce è dedicata a tutti i combattenti della R.S.I.. caduti nel secondo conflitto mondiale. 


L’Associazione Campo della Memoria, con sede a Roma e della quale è Presidente Alberto Indri, cura la manutenzione del sacrario ed è un’associazione apartitica e senza scopo di lucro fondata a Firenze nel 1989, da reduci dello stesso Barbarigo per accogliere le spoglie mortali dei ragazzi del Barbarigo che combatterono sul fronte pontino contro l’invasore anglo-americano.

La Chiesa Ortodossa Italiana officerà il trisagio dei defunti con Divina Liturgia in rito gallicano italico tutte le ultime domeniche del mese. I sacerdoti padre Sergio Arduini, Rettore del Santuario della Santissima Trinità di Valle Paradiso (Boville Ernica) e padre Franco Altobello, parroco della Missione San Marco Evangelista di Latina cureranno la cappellania del Sacrario.

Preghiera del legionario

Dio, che accendi ogni fiamma e fermi ogni cuore rinnova ogni giorno la passione mia per l'Italia. Rendimi sempre più degno dei nostri morti, affinché loro stessi - i più forti - rispondano ai vivi: "Presente"! Nutrisci il mio libro della tua saggezza e il mio moschetto della tua volontà. Fa più aguzzo il mio sguardo e più sicuro il mio piede sui valichi sacri alla Patria: Sulle strade, sulle coste, nelle foreste e sulla quarta sponda,che già fu di Roma. Quando il futuro soldato mi marcia accanto nei ranghi, fa ch'io senta battere il suo cuore fedele. Quando passano i gagliardetti e le bandiere, fa che tutti i volti si riconoscano in quello della Patria: la Patria che faremo più grande portando ognuno la sua pietra al cantiere. Signore! Fa della Tua Croce l'insegna che precede il labaro della mia legione. E salva l'Italia, sempre e nell'ora della nostra morte. Così sia.



domenica 20 settembre 2020

150 anni fa Roma tornava italiana

150 anni fa Roma tornava italiana



Il 20 settembre 1870 la V Armata dell’esercito italiano, guidata dal generale Raffaele Cadorna, deputato della Destra Storica al Parlamento italiano, entrava a Roma ottenendo la resa dell’esercito pontificio, guidato del generale tedesco Hermann Kanzler (un cui nipote morirà combattendo nell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale nel 1916) e composto prevalentemente da volontari cattolici provenienti prevalentemente dalla Svizzera, dalla Geremania e dalla Francia (Zuavi francesi, belgi e olandesi del colonnello svizzero Eugenie Joseph Allet; carabinieri tedeschi ; volontari francesi della Legione di Antibes più fanti, cacciatori, gendarmi, artiglieri e dragoni regnicoli pontifici). Finiva così una teocrazia plurimillenaria che aveva malgovernato Roma e l’Italia Centrale (Lazio, Umbria, Marche, Romagna e parte dell’Emilia) per oltre un millennio (dal 750 al 1870). Detto regime basava la sua legittimazione su un falso storico, sulla cui inattendibilità nessuno storico e filologo attuale dubita, il che la dice lunga su una Chiesa che da un lato rivendica di essere l’unica chiesa fondata da Gesù e dall'altro è sempre vissuta manipolando la verità e promuovendo la menzogna. Infatti tutti i Papi hanno rivendicato il loro diritto a regnare appellandosi alla falsa Costitutum Costantini, ossia alla inesistente Donazione di Costantino a papa Silvestro I, secondo la quale l’imperatore avrebbe attribuito al papa Silvestro I e ai suoi successori le seguenti concessioni:

  • il primato (principatum) del vescovo di Roma sulle chiese patriarcali orientali: Costantinopoli, Alessandria d'Egitto, Antiochia dei Siri e  Gerusalemme.

  • la sovranità del pontefice su tutti i sacerdoti del mondo;

  • la sovranità della Basilica del Laterano, in quanto "caput et vertex", su tutte le chiese;

  • la superiorità del potere papale su quello imperiale.

  • la giurisdizione civile sulla città di Roma, l’Italia e sull’Impero Romano d’Occidente.

  • Il diritto del Papa all’utilizzo del diadema imperiale, degli onori e delle insegne proprie dell’imperatore.

Papa Pio IX (al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti), denominato il “papa porco” dai romani che tentarono di gettarne la bara nel Tevere durante il funerale, noto per la repressione dei moti indipendentisti come la Repubblica Romana, per aver fatto decapitare numerosi patrioti, e aver scomunicato tutti coloro che, come il sacerdote, patriota e garibaldino: padre Ugo Bassi, di venerata memoria, oggetto di una postulazione presso la Chiesa Ortodossa Italiana che ne riconosce la santità e il martirio, disconoscevano il potere temporale della Chiesa, forse si era fatto proclamare infallibile dal Concilio Vaticano I, principalmente allo scopo ribadire la validità della falsa donazione costantiniana e scomunicare tutti coloro che anelavano all’unità d’Italia. 



Questo personaggio, che tra le altre cose rinchiuse nuovamente gli ebrei nel ghetto (erano stati emancipati dall’effimera Repubblica Romana), nonostante si sia reso responsabile delle Stragi di Perugia del 20 giugno 1859, dove diede carta bianca alle truppe mercenarie svizzere guidate dal colonnello Antonio Schmidt d’Altorf ad effettuare assassini, stupri e saccheggiè stato canonizzato come Santo dalla Chiesa Cattolica….


Sull’operato di Papa Mastai credo sia esaustivo leggere il sonetto 

dedicato alle vittime perugine della repressione pontificia 

dal poeta Gesuè Carducci.



PER LE STRAGI DI PERUGIA

di Gesuè Carducci

Non piú di frodi la codarda rabbia
Pasce Roma nefanda in suo bordello;
Sangue sitisce, e con enfiate labbia
A’ cattolici lupi apre il cancello;

E gli sfrena su i popoli, e la sabbia
Intinge di lascivia e di macello:
E perché il mondo piú temenza n’abbia,
Capitano dà Cristo al reo drappello;

Cristo di libertade insegnatore;
Cristo che a Pietro fe’ ripor la spada,
Che uccidere non vuol, perdona e muore.

Fulmina, Dio, la micidial masnada;
E l’adultera antica e il peccatore

Ne l’inferno onde uscí per sempre cada.



nelle foto:

- breccia di porta Pia

- mastro Titta, il boia del Papa

- stragi di Perugia ad opera delle truppe pontificie



giovedì 17 settembre 2020

Sacerdote ucciso da un immigrato clandestino mussulmano

 Sacerdote ucciso da un 

immigrato clandestino mussulmano


A Como è stato ucciso un sacerdote cattolico, don Roberto Malgesini, ma ucciso da chi? La stampa tutta presa alla narrazione in chiave antisovranista del caso Willy, il ragazzo italiano di origine capoverdiana ucciso da due balordi, spacciatori e amanti delle arti marziali con tanto di reddito grillino di cittadinanza, è rimasta spiazzata dall'accaduto e, non potendo nascondere del tutto la notizia, ha cercato di non darle risalto e, caso mai di nasconderla. I giornali hanno iniziato a parlare dell'assassino di don Roberto come di un senzatetto, poi di uno squilibrato, anche se nel caso specifico non risultino evenienze mediche dell'eventuale squilibrio mentale. Soltanto poi, vergognandosi quasi di specificare meglio la notizia, si è saputo che l'assassino era un tunisino entrato clandestinamente in Italia, fatto oggetto di ben due provvedimenti di espulsione, uno nel 1993 (c'era il governo Ciampi: PDS - DC- PSI - PSDI -PRI -Verdi) ed uno nel 2020 (governo Conte 2: PD - Mov.5Stelle  - Italia Viva - Leu), che sia la polizia che la magistratura "democratica" si sono ben guardati di applicare e rispedire al mittente detto signore. L'assassino si chiama Ridha Mahmoodi, è tunisino e di religione islamica. Ovviamente che sia mussulmano è stato completamente omesso dalla stampa, non fosse mai che qualcuno pensi abbiano ragione coloro che denunciano l'invasione afro-islamica favorita dalle sinistre e dall'eretica Chiesa Catto-Comunista Vaticana, o i complottisti che denunciano il piano Kalergi o l'attività della Open Society Foundations del magnate liberal George Soros, per favorire l'immigrazione clandestina, la sostituzione etnica dei popoli cristiani ed europei e la creazione di un esercito di schiavi al servizio della plutocrazia mondialista, della Trilaterale e del Gruppo Bilderberg, non sia mai. Il sig. Ridha Mahoodi, uno spiantato che viveva in un dormitorio pubblico e grazie all'aiuto di organizzazioni cattoliche come la Caritas aveva il terrore di ritornare in Tunisia, dove sicuramente per vivere avrebbe dovuto lavorare, mentre in Italia ai clandestini un letto ed un pasto caldo non lo nega nessuno. Nel suo fallimento come uomo che a 53 anni non è stato in grado di costruire nulla, l'unica ancora di salvezza sarà stato l'Islam, che in Occidente è rappresentato dalle sue correnti più estreme, basti pensare che la base della Fratellanza Mussulmana tunisina, fuorilegge sotto il governo laico-socialista di Ben Alì, era la moschea di Centocelle a Roma. E cosa insegna l'Islam e a cosa si aggrappa un mussulmano in terra di infedeli: devono cercare gli infedeli e metterli a morte (sura 4.90) - fare la guerra agli infedeli che vivono intorno a lui (sura 9.123) - perché Allah instilla il terrore nel cuore degli infedeli e il mussulmano deve accoltellare l'infedele (sura 8.12) cosa che ha fatto. Nella sua nullità e brutalità il sig. Mahoodi in un colpo solo è diventato una persona rispettata dalla sua comunità religiosa perché ha rispettato alcuni precetti coranici e nel contempo è riuscito a realizzare il suo sogno di rimanere in Italia a spese del popolo italiano in un confortevole carcere dal quale, se ne avrà voglia, tra qualche anno potrà tranquillamente evadere col permesso premio del magistrato democratico di turno. Infatti il permesso premio non viene negato a nessuno, neppure ad ergastolani pluriomicidi con precedenti evasioni alle spalle come Jhonny lo Zingaro, e non si capisce perché un domani non dovrà  essere concesso anche a lui che ha il merito di essere straniero, clandestino, perseguitato dai populisti e sovranisti che vorrebbero rimandarlo a casa. Eppoi il lo stesso papa Francesco non ha parlato dell'assassino come di un clandestino (per lui usa il termine migrante) ma di un bisognoso e, di conseguenza,  non sarebbe  politicamente corretto condannarlo all'ergastolo e pretendere anche che sconti tutta la pena ....
Mons. Filippo Ortenzi
vescovo della Chiesa Ortodossa Italiana


martedì 15 settembre 2020

Costituiti due nuovi gruppi della Fraternità Ortodossa

Costituiti due nuovi gruppi della 

Fraternità  Ortodossa





La Chiesa Ortodossa Italiana si rafforza anche nelle piccole comunità, ad esempio a Santa Caterina Villarmosa, un paese di poco più di 5.000 abitanti della provincia di Caltanisetta che prende il nome da Santa Caterina di Alessandria, una santa copta ortodossa egiziana al quale gli spagnoli aggiunsero Villarmosa (da Villahermosa ossia Bel Paese).   Responsabile è stato nominato il dott. Michele Antonio Tramontana, libero professionista nonché studente del Corso di Liturgia Pastorale dell'Accademia Ortodossa San Nicodemo l'Aghiorita, e futuro nostro Diacono.






Un nucleo della Fraternità Ortodossa è stata costo costituito anche a Sant'Egidio alla Vibrata, un paese abruzzese della provincia di Teramo, di circa 10.000 abitanti. Responsabile locale della Fraternità Ortodossa è stato nominato il sig. Mario Orsatti, noto maestro di nuoto.

Ai neo-responsabili della nostra associazione laicale giungano i nostri migliori auguri di buon lavoro.








domenica 13 settembre 2020

Missione San Nicola di Myra di Campomarino (CB)

Missione San Nicola di Myra di Campomarino (CB)

La Missione San Nicola di Myra di Campomarino (CB) diretta dall’infaticabile Padre Gianni de Paola, comunica di aver attivato una Cappella in via Moscato n. 12.

Padre Gianni comunica altresì gli orari delle funzioni liturgiche, che si terranno:

🔴 Lunedì, giovedì e sabato alle ore 18.00
🔴 Martedì, mercoledì e venerdì alle ore 
8.00

Domenica: Divina Liturgia alle ore 9.30


sabato 12 settembre 2020

Chiesa universale o chiesa nazionale?

 Chiesa universale o chiesa nazionale?




Da San Paolo in poi la chiesa ha cessato di essere una chiesa etnica o meglio una religione etnica come lo è l'ebraismo ed è diventata una religione universale rivolta cioè a tutti gli uomini indipendentemente dalla razza dalla etnia e dal ceppo etnico da cui derivano. Perchè allora possiamo parlare , a ragione, di chiesa nazionale?
Fermo restando la fratellanza che unisce tutti gli ortodossi e anche direi i cristiani della terra ci sono ragioni etiche per cui le chiese possono essere ancora chiese nazionali.
Da Matteo 23.34 sappiamo che i grandi comandamenti sono :"ama il signore Dio tuo con tutto il tuo cuore con tutta la tua anima e con tutta la tua mente, questo è il piu grande comandamento ed il secondo simile a questo è ama il prossimo tuo come te stesso...da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti."
Per quanto riguarda la definizione di prossimo abbiamo sempre dalle parole di Nostro Signore la parabola del buon Sammaritano.Luca cap 25
Il Sammaritano , colui che non era giudeo è l 'unico ad occuparsi del protagonista della parabola e Nostro Signore invita tutti a comportarsi come il Sammaritano. Ad occuparsi cioè dei propri prossimi indipendentemente dalla provenienza. Questa parabola pare giustificare una donazione e un amore incondizionato anche per i propri nemici. Ed in effetti è cosi...Sempre Nostro Signore dice amate i vostri nemici e a chi vi prende la tunica date pure il vostro mantello ecc.
A questo punto sembra che il cristiano debba sempre e comunque cedere le proprie armi e sottomettersi a qualunque offesa.
Esaminiamo però la questione anche da un altro punto di vista. Un punto di vista etico.
Se si prende questo punto di vista noi siamo esseri umani il cui primo punto di riferimento è Dio e siamo noi stessi. Infatti viene detto ama il prossimo tuo COME te stesso non piu di te stesso. Quindi il primo punto in questione è che noi dobbiamo amare noi stessi.
A questo punto allargando la cerchia dei rapporti umani abbiamo la famiglia.
Anche nella famiglia dobbiamo mantenere lo stesso rapporto. Dobbiamo amare la nostra famiglia come noi stessi. Allarghiamo ancora di piu la sfera dei rapporti umani. Si arriva alla comunità .
A questo punto dobbiamo amare noi stessi i nostri famigliari ed i menbri della nostra comunita per esempio quartiere. A questo punto pero noi siamo all'interno di una comunita che convive con altrpe comunita che magari parlano la stessa lingua ed eleggono lo stesso governo. Quindi noi dobbiamo amare noi stessi i menbri della famiglia i membri della comunita in cui siamo i membri delle altre comunita con la stessa lingua. Esempio io fr Ilario della famiglia Brambilla Di Milano Italiano.
A qeusto punto pero ci sono altri tipi di comunita trans nazionali a cui posso appartenere. Quindi io Ilario Brambilla di Milano Italiano Europeo della chiesa Ortodossa (comunita trans nazionale) devo amare me stesso la mia famiglia la mia citta la mia nazione il mio continente i miei correligionari. Ogni singolo membro.
Ma io comunque appartengo ancora ad altre situazioni che mi caratterizzano.
Per esempio io Ilario Brambilla di Milano Europeo Ortodossso sono anche di etnia Rom ...ed infine sono un essere umano che quindi si deve comportare da buon sammaritano verso me stesso la mia famiglia la mia citta la mia nazione il mio continente i miei correligionari i rom del mondo ed ovviamente anche a tutti coloro che non corrispondono a questi insiemi cioè tutti gli altri essseri umani. Fin qui il punto piu accettato e condiviso dalle religioni cristiane in generale. Nella parabola pero vengono anche citati i Ladroni che hanno reso in fin di vita il nostro sammaritano. Chi si occupera di loro? Le guardie del re. Quindi una guardia del re che appartiene ad una comunita (esempio guardie) ad una etnia ed una religione dovra intervenire per impedire che ci siano degli altri protagonisti della parabola da salvare.
Che cosa vuol dire questo. Nel momento in cui appartengo ad una comunita nel momento in cui qualcosa interviene esternamente per violare la tranquillita e la sicurezza di questa comunita io da cristiano ho il dovere di intervenire perchè anche se provo amore per un nemico esterno nel momento in cui questo nemico pone in pericolo la nostra comunità il mio amore per i menbri della comunita devono muovere la mia mano per fermarlo.
A questo punto ne consegue che ipso facto ci puo essere una chiesa nazionale italiana che tuteli la comunita italiana per il fatto che sebbene in comunione di amore con le altre chiese ortodosse una chiesa che tuteli le comunita italiane è necessaria per motivi di vicinanza geografica culturale e politica. La chiesa italiana puo essere per esempio molto piu soggetta di quella russa agli attacchi islamici ( e qu interviene pure il principale comandamento di Nostro Signore perche seppure ammettendo ma non concedendo gli stessi credano ad un dio che alcuni dicono essere lo stesso principio movente dell universo di sicuro non lo declinano con le caratteristiche di Nostro Signore !!!) , soggetta ad altre minacce di distruzione etnica sociale o culturale.
Ergo è proprio il principio di amore che fa si che ci sia la necessita di una chiesa nazionale perche dovendo per prima cosa rispetto a noi stessi vi è una gerarchia dei doveri che ci riguarda. E dovendo scegliere un dovere devo scegliere l amore per chi mi è piu vicino per non incorrere nello sbaglio di amare il prossimo PIU di noi stessi. A ben vedere il Signore Stesso si è comportato cosi. Dando la sua Sacra vita per tutti noi ha compiuto la sua Gloria. Ha amato noi stessi come se stesso anche se nella sua enorme ed infinita bonta noi non siamo in grado di concepire l amore enorme che ha dato a tutti noi. Morendo e resuscitando ci ha amati al punto da renderci suoi fratelli , renderci figli di Dio suo tramite. Amando noi ha manifestato il suo amore. Separandoci senza nostro merito dai figli della perdizione.
Sia sempre gloria al Suo Santissimo Nome.

Padre Paolo Fabris