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mercoledì 2 settembre 2026

La Chiesa Ortodossa benedice la statua di don Lorenzo Milani

 

La Chiesa Ortodossa benedice la statua di don Lorenzo Milani





A Vagli Sotto, paese montano dell’Alta Garfagnana, noto per le cave di marmo bianco, per le innumerevoli statue marmoree disseminate per il paese, per ospitare l’unica statua dedicata a Putin presente in Italia, oltre una statua all’eroe di Palmira  Alexander Prokhorenko e una targa alla filosofa e scrittrice russa ortodossa Darya Dugina, assassinata a Mosca da terroristi ucraini, tra le tante statue presenti il Comune, diretto dal sindaco Mario Puglia, ex parà della Folgore e dell’organizzazione paramilitare Gladio (che aveva per motto: «Silendo libertatem servo»  - «In silenzio, proteggo la libertà»)  ha deciso di porre, davanti al lago di Vagli, noto per avere al suo interno il paese sommerso di Fabbriche di Careggine) una statua dedicata a don Lorenzo Milani (Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti 1923 - 1967) il sacerdote cattolico di etnia ebraica (la mamma Alice Weiss era un’ebrea triestina mentre la nonna materna Elena Raffalovich era una ebrea russa ucraina di Odessa) convertitosi al cattolicesimo nel 1943 all’età di vent’anni. Presbitero, scrittore, docente ed educatore cattolico, come definito su Wikipedia, fu una figura di prete  legata all’esperienza didattica rivolta ai bambini poveri, e al doposcuola che aveva creato nella canonica della Parrocchia di Sant’Andrea di Barbiana (frazione di Vicchio - FI) dove aveva creato polemiche contro il sistema scolastico vigente, a favore dell’obiezione di coscienza (per il quale fu processato per apologia di reato, processo finito causa della morte dell’imputato) e per il suo libro Esperienze Pastorali messo all’indice dal Sant'Uffizio (erede della Santa Inquisizione) nel 1958, proibizione tolta dalla Chiesa Cattolica soltanto nel 2014, dopo ben 2014 anni. 



Ebbene sulla statua di don Milani si legge che «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi». Ciò ha scatenato la rivolta di tutta la stampa progressista che ha eletto don Milano come un antemarcia della Chiesa CattoComunista Vaticana di Papa Bergoglio e del Cardinale Zuppi, un esponente della Teologia della Liberazione ante-litteram. La Fondazione don Milani, la nipote Flavia Milani Comparetti e i giornali cattolici di sinistra l’Avvenire (vedi articolo di Andrea Fagioli) e Famiglia Cristiana (vedi articolo di Elsa Chiani) si sono strappate le vesti, hanno rifiutato come falso l’aver definito anticomunista don Milani (iscritto evidentemente postumo al PD) e vietato al parroco di Vagli di benedire la statua, a meno che, non fosse stata rimossa la dedica anticomunista. Per ovviare a questo il Comune e la minoranza consiliare (diretta dall’avv. Marco Tarelli, nostro sacerdote di Pistoia) hanno chiesto a Sua Beatitudine Filippo, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, di benedire la statua, cosa che ha regolarmente fatto, davanti a diversi consiglieri comunali e cittadini vaglini. La frase posta sulla statua non è un’invenzione del Sindaco ma è tratta dal libro sul sacerdote di Barbiana scritto non da un’esponente di destra ma da un attivista socialista e di sinistra, tale  Alessandro Mazzerelli. Milani non era sicuramente di destra, ma neppure di sinistra, come la quasi totalità del clero cattolico del secondo dopoguerra era un democristiano, un punto di riferimento, scrisse Indro Montanelli sul Corriere della Sera nel dicembre 1958 per “ quei giovani della sinistra democristiana  che fanno capo a La Pira», era un democristiano quindi vicino alla corrente “Cronache Sociali”, molto forte in Toscana, che aveva quale massimi esponenti il sindaco di Firenze Giorgio La Pira, terziario francescano e l’aretino Amintore Fanfani, ex professore di mistica fascista e giornalista di Dottrina Fascista. Cosa c’entra la Chiesa Ortodossa con don Milani, oggettivamente nulla, ha unicamente supplito a un rifiuto del clero cattolico che, seguendo le nuove indicazioni politiche della CEI diretta dal cardinale di sinistra Zuppi, censura e dichiara false le dichiarazioni anticomuniste dei propri sacerdoti dette in un periodo, il dopoguerra, dove la Chiesa Cattolica e la Democrazia Cristiana ebbero il merito indiscusso di ancorare l’Italia alla democrazia occidentale ed impedire che diventasse una dittatura partigiana e comunista come avvenuto nelle dirimpettaie Jugoslavia e Albania, la Chiesa dovrebbe rivendicare questo ruolo, invece sembra che oggi se ne vergogni, tanto che ci sono vescovi come quello di Ascoli mons. Giovanni Palmieri che ha sostenuto “non possiamo non dirci antifascisti” e dato i locali per una pastascittata antifascista promossa dall’A.N.P.I., l’associazione dei reduci (oggi tutti morti e in mano ad esponenti dell’estrema sinistra) che raggruppava i partigiani comunisti, allora di stretta osservanza stalinista, autori di vari assassini di preti cattolici nell’Alta Italia, che non lottavano per la democrazia per per instaurare un regime ateo e anticristiano in Italia. 




Sua Beatitudine Filippo ha consegnato una benemerenza ecclesiastica della Pietà del Pellicano al Sindaco di Vagli Sotto Mario Puglia, elogiando il coraggio che ha nel difendere i valori cristiani e l’amicizia tra i popoli, soprattutto tra quello italiano e quello russo.