blog della Chiesa Ortodossa Italiana
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venerdì 22 giugno 2018
Italia ortodossa: Povia - Io non sono democratico
Italia ortodossa: Povia - Io non sono democratico: Povia - Io non sono democratico In un sistema economico in cui la finanza mondiale, le fondazioni, le banche e le multinazionali hann...
Povia - Io non sono democratico
Povia - Io non sono democratico
In un sistema economico in cui la finanza mondiale, le fondazioni, le banche e le multinazionali hanno più potere degli Stati e delle loro Costituzioni, non ci può essere nemmeno l'illusione della democrazia.
Finché l'Italia resta nell'euro e nell'Unione Europea, non crescerà in modo sano ma solo in modo artificiale, abbattendo i salari, servendosi di immigrati a basso prezzo e costringendo sempre più imprenditori a spostare le sedi all'estero. Giuseppe Povia cantautore
venerdì 15 giugno 2018
Italia ortodossa: Torino - Licenziata la "cattiva maestra" antifasci...
Italia ortodossa: Torino - Licenziata la "cattiva maestra" antifasci...: Torino - Licenziata la "cattiva maestra" antifascista Finalmente il Governo pentaleghista da una buona notizia a tutti gli i...
mercoledì 13 giugno 2018
Torino - Licenziata la "cattiva maestra" antifascista
Torino - Licenziata la "cattiva maestra" antifascista
Finalmente il Governo pentaleghista da una buona notizia a tutti gli italiani. E' stata infatti licenziata la "cattiva maestra" antifascista ed anarco-comunista dei Centri Sociali che, nel febbraio scorso, durante una manifestazione "democratica ed antifascista" era scesa in piazza per cercare di vietare a Casa Paund Italia di poter aprire una sede nella città della Mole. Detta maestra elementare, il cui nome è Lavinia Flavia Cassano, che alle elementari evidentemente insegnava ai bambini l'odio contro i fascisti e le istituzioni dello Stato, era stata ripresa mente insultava le forze dell'ordine alle quali augurava la morte. Tale comportamento fu stigmatizzato anche dall'allora Segretario del PD, Matteo Renzi e da quasi tutte le forze politiche parlamentari (ad eccezione di quelle di estrema sinistra). Per gli insulti ai carabinieri e alla polizia, la signora Cassano è indagata per istigazione a delinquere, per oltraggio a pubblico ufficiale e per minacce. Il Vescovo del Lazio della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala S.E.R. Filippo delle Terre di Roma, si congratula con il nuovo Governo che ha dimostrato nei fatti di avere quel carattere che ai precedenti mancava ed è vicino al Ministro dell'Interno, on. Matteo Salvini, nella sua lotta in difesa delle radici cristiane e tradizionali del nostro popolo e per ostacolare la politica di sostituzione etnica e l'invasione afro-islamica della nostra Patria favorita dalle O.N.G. finanziate dalle organizzazioni mondialiste ed anti-nazionali con la complicità di una Chiesa Cattolica più attenta al business dei migranti che alla difesa dell'identità cristiana dell'Italia.
sabato 9 giugno 2018
Immigrato musulmano minaccia la Meloni
Immigrato musulmano minaccia la Meloni
Minacce di morte nei confronti della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, rea forse di battersi per la difesa della cultura cristiana del nostro popolo (vedi le sue battaglie per i presepi e i crocifissi) ha ricevuto minacce di morte sulla sua pagina facebook. L'autore delle minacce però aveva fatto i conti senza l'oste, dimenticando che al Ministero dell'Interno non c'era più un Ministro come Alfano ma un mastino come Salvini che ha immediatamente incaricato le forze dell'ordine per individuare il responsabile di tali minacce. Nel giro di pochissimo tempo i carabinieri hanno scoperto l'autore di tale intimidazione, trattasi di una "risorsa" della Boldrini, un immigrato musulmano africano del Mali, Mohamed Soluaymen, residente a Marsala (Sicilia) e che lavora nel campo dell'accoglienza ai clandestini. Il Ministro dell'Interno, uno dei pochi che ha espresso solidarietà alla Meloni, ha assicurato che valuterà se esistono le condizioni per una sua espulsione dall'Italia. Mons. Filippo Ortenzi, vescovo del Lazio della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala, dopo aver ricordato che Sua Beatitudine Alessandro I (al secolo Alessandro Meluzzi) è l'unica guida religiosa che in Italia denuncia i pericoli insiti nel mancato contrasto all'invasione afro-islamica della nostra Patria, esprime all'onorevole Giorgia Meloni la sua vicinanza e solidarietà.
venerdì 8 giugno 2018
In USA il primo candidato dichiaratamente pedofilo
USA
dopo essere stata la patria del movimento LGBT ha anche il primo candidato pedofilo
Gli Stati Uniti sono sempre all'avanguardia nelle nuove tendenze anti-cristiane ed anti-naturali. Dopo essere stata la Nazione dove è nato il Movimento LGBT (lesbiche, omosessuali, transessuali, transgender ecc.) è anche la prima nazione che vede un candidato, dichiaratamente ed orgogliosamente pedofilo candidato al Congresso per un seggio nello stato della Virginia. Per la verità la possibilità che il sig. Natham Larson, possa spuntarla in uno Stato tradizionalmente repubblicano, cristiano e di destra - che ha visto alle elezioni presidenziali stravincere il populista Trump - sono pressoché nulle, tuttavia al grido di "il sesso deve essere libero" e "basta che sia amore" detto candidato cerca notorietà per proporre la legalizzazione della pedofilia. Larson, che si è candidato come indipendente di sinistra e libertario, è sicuro di prendere parecchi voti proponendosi come il paladino della legalizzazione delle perversioni sessuali e cercando di attrarre i voti delle minoranze sessuali: omo, transessuali, travestiti, poliamoristi, sado-masochisti, bisessuali ecc., sul voto degli ambienti anarchico-libertari favorevoli ad ogni tipo di libertà sessuale e confida sul sostegno, sia pure non esplicito, da parte di membri del clero cattolico che è stato più volte coinvolto in casi di pedofilia.
Genocidio armeno: La Turchia interviene duramente
Genocidio armeno: La Turchia interviene duramente
di Uzay Bulut
Pezzo in lingua originale inglese: Armenian Genocide: Turkey Cracks Down
Traduzioni di Angelita La Spada
Traduzioni di Angelita La Spada
- Il genocidio cristiano nella Turchia ottomana durò dieci anni – dal 1913 al 1923 – e colpì armeni, greci, assiri e altri cristiani. Provocò circa tre milioni di vittime. Purtroppo, l'aggressione turca contro i rimanenti armeni continua.
- Secondo il mito turco, furono di fatto gli armeni "traditori" a perseguitare i turchi; e i turchi agirono per legittima difesa per liberarsi degli armeni assassini. Un'affermazione corrente da parte dei turchi è: "Se lo meritarono".
- Le menzogne e la propaganda di Stato, le quali ritengono le vittime responsabili del loro stesso annientamento, sono ciò che consente la continua persecuzione turca degli armeni rimasti nel paese, compresa la trasformazione delle loro chiese in moschee e la profanazione delle tombe e delle chiese armene da parte dei cacciatori di tesori.
L'annuale cerimonia di commemorazione del genocidio armeno che la sezione turca dell'Associazione per i diritti umani (IHD) e il Movimento di base europeo antirazzista (EGAM) avevano organizzato il 24 aprile – come fanno ogni anno dal 2005 – è stata bloccata dalla polizia, che ha sequestrato i cartelli e gli striscioni sul genocidio e ha controllato le fedine penali dei manifestanti. Tre attivisti per i diritti umani sono stati arrestati e poi rilasciati.
In un'intervista esclusiva al Gatestone, Ayşe Günaysu, un'attivista membro della Commissione dell'IHD contro il razzismo e la discriminazione, ha dichiarato che "mentre venivano condotti alla stazioni di polizia, i manifestanti fermati sono stati costretti ad ascoltare canzoni razziste contenenti parole ostili nei confronti degli armeni".
L'annuale cerimonia commemora il rastrellamento del 24 aprile 1915, l'arresto e il successivo massacro di più di 200 intellettuali armeni e leader della comunità armena di Istanbul per mano delle autorità ottomane – e il genocidio armenoche si consumò. Le vittime furono rinchiuse in una prigione, che oggi è un edificio che ospita il Museo di arte turca e islamica (Türk İslam Eserleri Müzesi). Gli armeni furono poi condotti alla stazione ferroviaria di Haydarpaşa, dove vennero trasportati in Anatolia per la fase finale dello sterminio. La Günaysu ha detto:
"Nel corso delle nostre commemorazioni, abbiamo mostrato le scene del crimine. Le abbiamo esposte al Museo di arte turca e islamica e alla stazione ferroviaria di Haydarpaşa, luoghi del crimine. Abbiamo letto ad alta voce e citato i nomi di oltre duemila città, paesi e villaggi armeni distrutti durante il genocidio. Abbiamo annotato i loro nomi e li abbiamo affissi su tabelloni. Pertanto, non abbiamo soltanto commemorato le vittime, ma abbiamo cercato di condividere con i cittadini turchi la verità sul genocidio".
Dal 2010, l'IHD si riunisce alla stazione ferroviaria di Haydarpaşa per la commemorazione. Quest'anno l'associazione voleva organizzare la cerimonia in piazza Sultanahmet. La Günaysu ha spiegato:
"Non chiediamo l'autorizzazione all'ufficio del governatore di Istanbul per commemorare il genocidio. Ci limitiamo a telefonare e a comunicare l'ora e il luogo della cerimonia. Sui nostri striscioni c'è scritto: "Genocidio! Ammettetelo! Chiedete perdono! Risarcite i danni!" in inglese e in turco. La polizia ci ha detto che avremmo potuto organizzare l'evento, a condizione che non avessimo usato la parola 'genocidio'. Ma abbiamo risposto che non ci saremmo autocensurati e che ci saremmo riuniti in piazza Sultanahmet per commemorare le vittime del genocidio. Avevamo inoltre preparato un comunicato stampa, ma non abbiamo potuto leggerlo né diffonderlo ai mass media a causa dell'intervento della polizia. La polizia ci ha anche sequestrato gli striscioni e le foto degli intellettuali armeni arrestati il 24 aprile 1915".
Il comunicato stampa dell'IHD, che la polizia ha impedito di diffondere, recita parzialmente così:
"Alla radice di tutti i mali di questo paese si trova il genocidio commesso contro i cristiani dell'Asia Minore e della Mesopotamia settentrionale, contro gli armeni, gli assiri e i greci."Ora, ancora una volta con profondo rispetto ci inchiniamo dinanzi alla memoria delle vittime armene, assiro-siriache e greche del genocidio. E noi, i discendenti dei perpetratori del genocidio, esprimiamo ancora il nostro senso di vergogna per non essere in grado di evitare la continuazione del genocidio attraverso la sua negazione e le successive ondate di distruzione per generazioni".
Purtroppo, l'aggressione turca contro i rimanenti armeni continua. Il 28 dicembre 2012, una donna armena di 85 anni, Maritsa Küçük, fu picchiata e accoltellata a morte nella sua casa del quartiere di Samatya, dove risiede una delle più grandi comunità armene di Istanbul.
Ayşe Günaysu ha raccontato che:
"durante l'intervento della polizia e gli arresti avvenuti alla cerimonia di commemorazione in piazza Sultanahmet, la figlia di Maritsa Küçük, Baydzar Midilli, ha urlato: 'Mia madre è una vittima del genocidio, eppure continuate a dire che non c'è alcun genocidio!!!' Mentre i poliziotti si erano diretti versi di lei per arrestarla a causa della protesta, Eren Keskin, un avvocato che opera per la tutela dei diritti umani, li ha fermati dicendo loro che la madre della Midilli era stata uccisa perché armena. Un funzionario della polizia è poi intervenuto per evitare che gli agenti la arrestassero".
Il 24 aprile 2011 – data del 96° anniversario del genocidio – Sevag Balıkçı, un armeno che stava espletando il servizio militare obbligatorio, fu colpito a morteda un nazionalista turco. Il suo assassino deve ancora essere assicurato alla giustizia. Durante la commemorazione del mese scorso, sette anni dopo la morte di Sevag, la famiglia e gli amici del giovane si sono recati sulla sua tomba a Istanbul per rendergli omaggio. Secondo la Günaysu, gli agenti di polizia hanno detto a coloro che si erano riuniti davanti al sepolcro del ragazzo che non era loro consentito pronunciare discorsi in cui menzionare la parola "genocidio":
"C'era un gran numero di poliziotti armati al cimitero. Mentre la gente pregava, la polizia era pronta a intervenire. Due attivisti hanno chiesto agli agenti di rispettare coloro che stavano pregando e piangendo. Per fortuna, la polizia li ha ascoltati e si è allontanata di pochi passi dalla tomba".
Il genocidio cristiano perpetrato nella Turchia ottomana durò dieci anni – dal 1913 al 1923 – e colpì armeni, greci, assiri e altri cristiani. Provocò circa tre milioni di vittime. Sebbene sia trascorso un secolo, è ancora una ferita sanguinante per le vittime e i loro discendenti. Il quotidiano online Artı Gerçekha di recente riportato la notizia che le ossa delle vittime sono ancora visibili in un lago nella Turchia orientale.La gente del posto ha chiamato il lago "Gvalé Arminu" (il "lago armeno") dopo il massacro di più di un migliaio di uomini, donne e bambini avvenuto 103 anni fa. Secondo l'articolo di Artı Gerçek, sopravvissero allo sterminio soltanto due bambini, nascosti dagli abitanti del villaggio. Persino le ossa che emergono in estate, quando il lago si prosciuga, non hanno indotto ad avviare alcuna inchiesta da parte del governo turco, il quale continua a negare il genocidio e tenta in modo aggressivo di mettere a tacere chi cerca di parlarne.
Il 24 aprile, l'agenzia di stampa finanziata dal governo Anadolu Agency (AA) ha pubblicato un pezzo titolandolo: "La fonte di reddito delle lobby armene: L'industria del genocidio", sostenendo che la diaspora armena e la Repubblica di Armenia fanno delle affermazioni false riguardo alla "menzogna del genocidio armeno" per fini economici.
Nello stesso giorno, l'AA ha pubblicato un altro articolo titolato "I turchi ricordano come sfuggirono all'oppressione armena". Secondo il mito turco, furono di fatto gli armeni "traditori" a perseguitare i turchi; e i turchi agirono per legittima difesa per liberarsi degli armeni assassini. Un'affermazione corrente da parte dei turchi è: "Se lo meritarono".
Le menzogne e la propaganda di Stato, le quali ritengono le vittime responsabili del loro stesso annientamento, sono ciò che consente la continua persecuzione turca degli armeni rimasti nel paese, compresa la trasformazione delle loro chiese in moschee e la profanazione delle tombe e delle chiese armene da parte dei cacciatori di tesori.
Il governo turco deve smetterla.Uzay Bulut, musulmana di nascita, è una giornalista turca e membro dello Haym Salomon Center. Attualmente vive a Washington D.C.
pubblicato in Italia dal sito: https://it.gatestoneinstitute.org/12477/genocidio-armeno-turchia
sabato 12 maggio 2018
Decreti di Riconoscimento Canonico
Decreti di Riconoscimento Canonico
La Chiesa Ortodossa Italiana, in data odierna, nella quale la Chiesa Ortodossa ricorda:
San Saba il Goto, martire in Dacia (Romania)
Sant’Alferio, abate e fondatore di un Monastero a Cava dei Tirreni (SA)
San Zeno proto vescovo di Verona
Sant'Epifanio, vescovo di Cipro
San Germano, Arcivescovo di Costantinopoli – Nuova Roma
esaminata le domande pervenute:
- dall'Ordo Monasticus Templarum: Sentinelle della Pietà del Pellicano "Argonauti del Santo Graal" del quale è fondatore e Gran Priore il dott. Carmelo La Rosa di Barcellona Pozzo di Gotto (ME);
- dal Gran Priorato Magistrale di Monaco dei Cavalieri di San Bernardo (Chevaliers de Saint Bernard)rappresentato dal Gran Priore Magistrale dott. Alain Mènard
- dall'Associazione Ranger rappresentata dal Presidente Nazionale Lorenzo Burgio
che hanno chiesto di essere riconosciute dalla nostra Chiesa, come previsto dal Canone n. 3 Comma 2 del nostro Corpus Canonum; consultato il Santo Sinodo (ex Canone n.10 Comma 1 lett. u) che ha dato unanime parere favorevole ha decretato il loro riconoscimento canonico (vedi allegati) ai sensi del Canone 67 - avente ad oggetto:Confraternite ed associazioni di laici - della nostra Chiesa.
mons. Filippo Ortenzi
martedì 8 maggio 2018
San Giovanni Evangelista, il Teologo
Oggi la Chiesa Ortodossa ricorda
San Giovanni Evangelista, il Teologo
In questo giorno si commemora un miracolo che ogni anno avveniva ad Efeso, quando una polvere, chiamata manna, fuoriusciva improvvisamente dalla tomba di san Giovanni e veniva usata dai fedeli per la liberazione dai mali dell'anima e del corpo.
In questo giorno si commemora un miracolo che ogni anno avveniva ad Efeso, quando una polvere, chiamata manna, fuoriusciva improvvisamente dalla tomba di san Giovanni e veniva usata dai fedeli per la liberazione dai mali dell'anima e del corpo.
giovedì 3 maggio 2018
Zichichi: La Teoria dell'Evoluzione non è Scienza!
Zichichi: La Teoria dell'Evoluzione non è Scienza!
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