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venerdì 11 marzo 2022

Ucraina - Beati gli operatori di pace

                                   Beati gli operatori di pace 

perché saranno chiamati figli di Dio (Matteo. 5, 9)



 Documento della Chiesa Ortodossa Italiana sulla Guerra in Ucraina 




Mentre il mondo è preoccupato per l’invasione dell’Ucraina da parte dell’Armata Russa ha destato sconcerto l’intervento di Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, che giustifica Putinn e la guerra da esso scatenata, ritenendola giusta, perché tesa a contrastare la deriva anticristiana dell’Occidente in mano alla lobby gay. Sono argomentazioni discutibili proprie di un potere che, succube di una dittatura, è costretto a compiacere il potere politico, né più né meno, di quello che fece il Patriarca Sergio che sostenne Stalin  e il governo sovietico nella seconda Guerra Mondiale. Premesso che  la guerra dovrebbe essere  l'extrema ratio (se sono falliti i mezzi pacifici di soluzione della controversia) per risolvere una controversia tra Stati in sé sovrani, quella scatenata in Ucraina  è carente sia di una "giusta causa" (iusta causa), che si ha  e non è condotta neppure nei "modi legittimi", commisurati al fine della guerra (debitus modus).

Inferre autem bella finitimis et in cetera inde procedere ac populos sibi non molestos sola regni cupiditate conterere et subdere, quid aliud quam grande latrocinium nominandum est? Come chiamare una guerra fatta contro popoli inoffensivi, per desiderio di nuocere, per sete di potere, per ingrandire un impero, per ottenere ricchezze e acquistare gloria, se non un brigantaggio in grande stile? Agostino d’Ippona

Come affermato nel Codice di Diritto Canonico  della Chiesa Ortodossa Italiana (Codex Canonum - approvato il 22 agosto 2019 con Bolla Apostolica "Codex Ecclesia Orthodoxa Italica" dal Santo Sinodo  - prot. N. 14/19): La Chiesa Ortodossa Italiana crede, che compito dei cristiani è: «Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti» (Rm 12,18) e che occorre adoperarsi per essere “costruttori di pace” (Mt 5,9) rendendo Gloria a Dio ed adoperandosi per la “pace agli uomini di buona volontà” (LC 2,14) . Anche se l'aspirazione cristiana è alla Patria celeste (Gal 4,26) il cristiano ortodosso è rispettoso della Patria terrena, verso la quale, come ci ha insegnato il teologo Tommaso d'Aquino il cristiano deve mostrare rispetto (pietas), devozione (cultus) e ubbidienza (officium) ed adoperarsi, affinché la Nazione sia governata secondo gli insegnamenti divini “come in Cielo, così in terra” (MT 6,10). La Chiesa altresì fa proprio il motto mazziniano di “Dio -Patria - Famiglia" di una comunità ancorata a solide virtù civiche verso i compatrioti, verso la Patria e verso Dio. La Chiesa Ortodossa Italiana pur auspicando la Pace non proibisce ai suoi figli di partecipare ad azioni belliche, se si tratta della difesa del prossimo e del ristabilimento della giustizia calpestata. La guerra è allora considerata come un mezzo obbligato, anche se odioso.  Il patriottismo del cristiano ortodosso deve essere efficace. Esso si manifesta nella difesa della patria dal nemico, nel lavoro per il bene della patria, nella sollecitudine per l'organizzazione della vita del popolo, anche mediante la partecipazione al governo dello stato. Il cristiano è chiamato a custodire e a sviluppare la cultura nazionale e l'autocoscienza del popolo.  La Chiesa Ortodossa Italiana reputa giusta la guerra quando è l'unico modo per soccorrere fratelli perseguitati la cui vita è messa in pericolo da nemici della vera fede perché come ci ricorda San Cirillo: «Cristo Dio nostro, che ci ha comandato di pregare per coloro che ci offendono e di far loro del bene, ha detto anche che nessuno di noi in questa vita può dimostrare un amore più grande di colui che dà la sua anima – la sua vita – per i suoi amici (Gv 15,13). Ecco perché noi sopportiamo con magnanimità le offese causateci come persone singole, ma nella comunità ci difendiamo l'un l'altro e siamo disposti a dare la nostra vita in battaglia per il nostro prossimo, affinché voi, dopo aver fatto prigionieri i nostri concittadini, insieme con i corpi non facciate prigioniere anche le loro anime, costringendoli a rinnegare la loro fede e a compiere atti contro Dio. I nostri soldati cristiani con le armi in pugno proteggono la santa Chiesa, proteggono il sovrano, nella cui santa persona venerano l'immagine del potere del Re del cielo, proteggono la patria, con la cui distruzione inevitabilmente cadrà l'autorità nazionale e vacillerà la fede evangelica. Ecco i preziosi doveri per i quali fino all'ultima goccia di sangue i soldati devono combattere, e se essi moriranno sul campo di battaglia, la Chiesa li canonizzerà tra i santi martiri e i loro nomi saranno ricordati e invocati nelle preghiere davanti a Dio». La Chiesa Ortodossa Italiana giudica contrario ai precetti biblici (Esodo 23,32 - Non farai nessun patto con loro, né con i loro dei.) l'alleanza con Stati che discriminano o perseguitano i cristiani o finanziano il terrorismo internazionale ai danni dei credenti in fedi diverse dalle loro e che sia lecito e doveroso combattere con “giusta indignazione” (La guerra deve essere condotta con «giusta indignazione», ma non con astio, avidità e concupiscenza  - 1Gv 2,16) ma con un atteggiamento umano verso i feriti e i prigionieri perché il cristiano non deve lasciarsi “vincere dal male” ma deve tentare a vincere “con il bene il male» ( «Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» - Rm 12,20-21) 

La Chiesa Ortodossa ha sempre reputato grave peccato la guerra di attacco, mentre considera come giusta e legittima la difesa armata. In Ucraina si sta svolgendo una guerra civile tra ortodossi, essendo la Chiesa Ortodossa Russa  la più grande realtà religiosa sia della Russia che dell’Ucraina. 

Questa guerra, a nostro parere non è assolutamente lecita perché priva di iusta causa, che al contrario possono rivendicare gli ucraini in quanto si trovano in una situazione di legittima difesa a fronte di una aggressione armata  al territorio e ai cittadini, compiuta da un altro Stato. Anche alla luce del  debitus modus la guerra può essere combattuta soltanto entro limiti ben precisi e in questa prospettiva, ogni distruzione delle case, delle infrastrutture, i bombardamenti sui civili inermi e la l’uso  sproporzionato della forza risultano indubbiamente   immorali e contrarie alla dottrina cristiana.

Mons. Filippo Ortenzi


Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

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venerdì 18 febbraio 2022

Ecumenismo





L’ Ecumenismo

    Il termine “ecumenismo” deriva dal greco oikoumene, che indicava in passato la terra abitata, e cioè il mondo come era conosciuto nell’antichità. Nell’uso ecclesiastico il termine “ecumenico” è stato utilizzato per indicare tutto ciò che ha carattere di universalità, in particolare i concili. Il “movimento ecumenico” invece, è partito nel primo decennio del 1900 e sotto la guida dello Spirito aspira a realizzare la piena comunione fra tutti i cristiani; “Come Dio la vuole quando egli la vuole e con i mezzi che egli vuole” (P. Couturier).
    Prima di ripercorrere brevemente le tappe del cammino ecumenico dal Novecento ad oggi e esporre il mio pensiero, vorrei porre l’attenzione sul Vangelo, che è pietra angolare sulla quale e dalla quale ogni ragionamento in materia di Spirito dovrebbe porre principio.
    Il Vangelo oltre che “rivelazione” della volontà di Dio incarnato, Gesù Cristo, ha una valenza profetica sempre attuale. Anche per il movimento ecumenico, Cristo Dio ci dà nel Vangelo indicazioni della sua volontà, che dal mio punto di vista può essere profetica, in quanto il movimento ecumenico è qualcosa di futuro cronologico rispetto al Vangelo, ma è attualità rispetto a Dio.
    Le indicazioni che Cristo ci dà sul come affrontare la questione del “pluralismo” dei suoi seguaci lo troviamo appunto nel Vangelo! Come fosse una “Cartella compressa” per usare un termine informatico, che rende perfettamente l’idea del mio pensiero, il Vangelo possiede in sé già tutta le indicazioni per i Cristiani, fino alla nuova e definitiva venuta del Cristo.
    Il Vangelo ci parla chiaramente della istituzione degli Apostoli, ci parla dei discepoli di Giovanni, ci parla dei suoi discepoli e ancora delle genti che pur pagane chiedono intercessione a Cristo (vedasi soldato romano che chiede di guarire il suo servo)....e quanti guariti (es. i dieci lebbrosi), o altri miracolati da Cristo. 
    Dalla figura di Gesù Cristo quindi nasce un insieme di vicende e personaggi che a seconda della propria esperienza andranno a testimoniare Cristo.
    Tra tutti i personaggi del Vangelo, gli apostoli scelti da Gesù apparentemente sembrano avere un ruolo di primazia e di pregio in quanto “scelti”. 
    In realtà il mio pensiero è che tutti coloro che in ogni caso sono stati toccati da Gesù in quei 33 anni sono tasselli “complementari” dello stesso puzzle, sono cartelle dello stesso file compresso. 
    L’Apostolo ad esempio è stato testimone della guarigione del cieco, ma non è il guarito da Cristo!
    Immaginiamo senza riuscirci come deve essere stata profonda, immensa la gioia di aver
ricevuto la guarigione da Gesù, ...oltre al beneficio fisico il cieco, l’emorroissa, gli sposi Cana, i dieci lebbrosi, Zaccheo ecc, avranno sentito dentro di sé i cori angelici esultare axios, axios!…..di cosa? Della testimonianza della potenza di Dio. Ogni personaggio del Vangelo quindi è “degno” di annunciare Cristo secondo la propria esperienza vissuta in prima persona. 
    E’ ovvio cari fratelli che da tutta questa massa di testimonianze non potessero che nascere anche gruppi e movimenti pro Cristo a quel tempo, e che magari non seguivano il gruppo degli apostoli “scelti” per varie ragioni pratiche.
    Testimonianza di chi, pur non seguendo il gruppo dei dodici, testimonia Cristo, magari a seguito proprio di “miracolo ricevuto”, (il Vangelo non dice nulla contro tale ipotesi), l'abbiamo sia in Luca 9,49-50 che in Marco 9,38-40, nell’episodio chiamato “L’esorcista
estraneo” che recita: Giovanni prese la parola dicendo: ”Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci”. Ma Gesù gli rispose: “ Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi”.
    La risposta di Gesù è secondo me una risposta profetica e ha valore dottrinale, come a preparare gli Apostoli, quindi i suoi successori a continuare nel solco dell’ Ecumenismo e non della Chiusura e di fatto Gesù Cristo costituisce il “parametro” per riconoscere la “piena  comunione” che non ha bisogno di ulteriori dichiarazioni o ufficializzazioni, è il suo “Nome”!
    Chi con fede si muove in nome di Gesù Cristo è in comunione, lo stabilisce Gesu’ Cristo stesso nelle parole del Vangelo. Alla luce delle parole di Gesù, Verità, Vita e Via, nessuno può discriminare chi in Nome di Gesù, della Santissima Trinità, del Vangelo muove il suo dovere di Testimonianza Evangelica.
    Il dialogo ecumenico nel segno della comunione diventa non un qualcosa a discrezione delle autorità delle relative organizzazioni, ma un atto di obbedienza a Gesù stesso!
    I primi passi importanti del movimento ecumenico, partono dalle Chiese protestanti, nel 1910, che ad Edimburgo si incontrano per coordinare l’attività missionaria e renderla più
efficace. 
    In questo momento non sono state invitate né la Chiesa Cattolica né quella Ortodossa.         Nel 1920 a Ginevra si ripete un incontro del mondo protestante a cui sono invitate sia la chiesa cattolica che ortodossa, ma la chiesa cattolica declinerà l’invito.
    Sempre nel 1920 l’Enciclica del Patriarcato ecumenico della Chiesa Ortodossa - Alle Chiese di Cristo in ogni luogo - comincerà a lanciare proposte concrete, (ad esempio sul calendario comune ecc.) e a muovere in maniera più profonda le coscienze. 
    Anche se un pò in ritardo (40 anni almeno) arriva anche la risposta della Chiesa Cattolica con il Concilio Ecumenico Vaticano II, che di fatto da’ delle direttive di apertura al dialogo.
    Ancora più slancio ecumenico sarà dato dalla Enciclica di S.S. Papa Giovanni Paolo II - Ut Unum sint - (25 maggio 1995) che sulla scia del Vaticano II traccia, indica concrete azioni di dialogo fra i cristiani tutti. 
    La Enciclica nella parte introduttiva recita: ... "La testimonianza coraggiosa di tanti martiri del nostro secolo, appartenenti anche ad altre chiese e comunità ecclesiali non in piena comunione con la Chiesa Cattolica, infonde nuova forza all’appello conciliare e ci richiama l’obbligo di accogliere e mettere in pratica la sua esortazione. 
    Questi nostri fratelli e sorelle, accomunati nell’offerta generosa della loro vita per il Regno di Dio, sono la prova più significativa che ogni elemento di divisione può essere trasceso e superato nel dono di sé alla causa del Vangelo.”
    Queste parole di grande umiltà ed apertura, arrivano forse un pò tardi, di quasi 2000 anni!
    Ma viva Dio sono nel solco del Vangelo più che in quello Conciliare, come al termine viene confermato.
    L’Ecumenismo ha gli stessi nemici del Vangelo, le cose del mondo, le cose di Cesare….!
Non dovremmo mai dimenticare e prescindere dalle parole di Gesù e quindi del Vangelo.Il Vangelo ci rivela che siamo tutti uguali, tutti in comunione se siamo nel Nome di Gesù! Pur
testimoniando Gesù a partire dalla nostra personale esperienza di Gesù! Pur nella diversa
modalità del culto di Gesù.
    A sostegno del dialogo tra i cristiani e della diffusione del Vangelo c’è la Testimonianza di
questi e la Preghiera! Sinceramente fratelli cari non vedo altre armi! Non me ne abbiate cari fratelli teologi, le mie sono solo riflessioni di un semplice e inutile servo del Signore!
    Pace a tutti!


Padre Gianni De Paola

giovedì 10 febbraio 2022

10 febbraio - Giornata della Memoria

 10 febbraio - Giornata della Memoria




La Chiesa Ortodossa Italiana ricorda le vittime della barbarie atea e anti-italiana dei partigiani comunisti titini, che hanno ucciso 13.000 nostri connazionali ed espulsi altri 350.000 dalla Venezia Giulia, dal Quarnaro e dalla Dalmazia.

Eterna Memoria

giovedì 3 febbraio 2022

San Biagio di Sebaste

San Biagio di Sebaste 

San Biagio di Sebaste, santo ortodosso armeno dell'Anatolia (Turchia)

Il tre febbraio viene commemorato San Biagio, medico e vescovo ortodosso armeno di Sebaste, (capitale della Provincia Romana dell'Armenia prima). morto martire nel 316 d.C. a causa della persecuzione dell'imperatore Licinio. Il suo martirio fu particolarmente cruento, essendo stato scorticato vivo con dei pettini di ferro (quelli usati per cardare la lana) ed infine decapitato per essersi rifiutato di rinnegare la fede cristiana. Si narra che durante il suo apostolato operò numerosi miracoli, il più noto dei quali è l'aver salvato un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea ed è per questo che viene invocato per i mali alla gola, tanto che in detto giorno si svolgono i riti della benedizione della gola con candela unta con myron. E' venerato sia nel mondo ortodosso che in quello cattolico ed è anche il patrono del mio paese, Marta (VT), ed io, al pari di tutti i miei concittadini sono stato sempre molto devoto a questo Santo (localmente detto San Biacio). Nel 732, mentre le orde islamiche dilagavano in Anatolia, le reliquie del Santo furono tolte dalla cattedrale di Sebaste per essere portate a Roma, ma una tempesta portò la nave a Maratea (PZ), dove sono, per la maggior parte (altre sono state disperse in varie località) conservate nella Basilica di Maratea, sul Monte San Biagio.

Raccontata brevemente la storia di San Biagio, vescovo armeno ortodosso e Martire, vorrei soffermarmi sulla città e la nazione della quale era vescovo.
Come è noto la nostra Chiesa, da tempo sta denunciando l'invasione afroislamica nel nostro Paese ed il conseguente pericolo di sostituzione etnica del nostro popolo. Al contrario le sinistre mondialiste ed antinazionali, la Chiesa CattoComunista Vaticana (che seguace del loro dio, non Uno e Trino ma uno e Quattrino pensano più a difendere il business dell'accoglienza che le radici cristiane del nostro popolo e la Fede in Cristo Risorto) e  il pluto-capitalismo cosmopolita (dove 8 famiglie hanno un reddito pari ai 3 miliardi di abitanti più poveri del nostro pianeta, e questi otto hanno tutti qualcosa in comune: sono liberal di sinistra, favorevoli alla globalizzazione, membri di gruppi mondialisti come la Trilaterale ed il Bildemberg) difendono dette invasioni in nome di un buonismo peloso e schiavista.

Qui sopra è riportata la cartina dell'Armenia storica e, come ben vedete comprendeva prevalentemente territori oggi facenti parte della Turchia. La stessa Sebaste, antica capitale dell'Armenia e della quale è stato vescovo San Biagio, oggi è una città turca, denominata Sivas, capoluogo della provincia di Usak (Anatolia Centrale). Le chiese e le tracce del cristianesimo che qui fu fiorente e vivo per secoli sono state nascoste, se non distrutte. E gli armeni che ivi vi abitavano che fine hanno fatto?  Per secoli perseguitati e discriminati dall'impero ottomano come infedeli, gli armeni hanno subito, più degli altri popoli cristiani dell'Anatolia (romei o romani di lingua greca, siriaci ed assiri) quello che loro chiamano Medz Yeghern (grande crimine) dove i turchi, tra il 1915 ed il 1916,  nel nome dell'Islam cercarono di sterminare tutti gli infedeli dell'Anatolia, trucidando oltre un milione e mezzo di armeni. Approfittiamo della commemorazione di San Biagio per ricordare ai cristiani come  in tale territorio le popolazioni cristiane sono state sterminate da quella che Papa Francesco ha definito "una religione di pace" ...


Sua Ecc. Rev.ma Filippo di Roma, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

 

 

Chiesa Ortodossa Italiana

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giovedì 20 gennaio 2022

San Sebastiano Protettore dalle epidemie

 

San Sebastiano

Protettore dalle epidemie

 

Martirizzato a Roma il 20 gennaio 288, san Sebastiano nacque in Gallia, a Narbona (ma per sant’Ambrogio nacque a Milano) nel 256 da padre di origine gallica e madre milanese. Arruolatesi nell’esercito imperiale si trasferì a Roma dove divenne tribunus milites (capitano) della Corte Pretoria. Dotato di poteri taumaturgici ridiede la voce a Zoe, moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, muta da sei anni. Infaticabile apostolo convertì numerosi pagani alla vera fede e diede supporto ai cristiani vittime della persecuzione di Diocleziano. Venuto a conoscenza che un suo pretoriano era cristiano, fu condannato a morte per ordine dello stesso imperatore e, portato sul colle Palatino, denudato fu legato ad un palo in un sito del colle Palatino, denudato, e trafitto da numerosissime frecce. Credendolo morto il corpo fu abbandonato per essere pasto dei cani e delle belve selvatiche. Soccorso da sant’Irene che prese il corpo e lo curò, dopo essere miracolosamente sopravvissuto al martirio affronta l’imperatore Diocleziano mentre stava facendo sacrifici nel tempio del Sole invitto rimproverandolo per le persecuzioni contro I cristiani. Infuriato per aver visto il santo ancora vivo, Diocleziano ne ordinò la morte per flagellazione dando ordine che il corpo fosse gettato nella Cloaca Maxima (le fogne di Roma). Recuperato il corpo dalla matrona Licinia fu successivamente sepolto nelle catacombe site nella via Appia, oggi conosciute come catacombe di san Sebastiano. Poiché il due volte martirizzato Santo è ricordato quale soccorritore che interviene in favore dei martirizzati e dei sofferenti è diventato il patrono delle confraternite dedite alle opere di misericordia e, in Occidente, insieme a san Rocco, protettore contro la peste e le epidemie e questo perché san Sebastiano sopravvisse alle frecce e san Rocco alla peste. Nel 680 Roma e Pavia furono colpite da una virulenta pestilenza che falcidiò la popolazione, ma sia a Roma che a Pavia la peste cessò dopo che fu fatta una processione, con le reliquie del Santo, Cari fratelli invochiamo il Santo affinché ci aiuti a superare l’epidemia di Coronavirus che da circa tre anni affligge il nostro Paese e l’Umanità intera.

mons. Filippo Ortenzi

lunedì 10 gennaio 2022

Roma - Benedizione degli animali

 Benedizione degli animali


Domenica 16 gennaio alle ore 10,30, organizzata dall’associazione L’Arca di Sant’Antonio Abate, diretta dalla signora Lorella Latini, sarà effettuata la benedizione degli animali da parte del vescovo:

Mons. Filippo Ortenzi

e del corepiscopo

padre Alessandro Frezza

della Chiesa Ortodossa Italiana

I possessori di animali sono invitati ad intervenire

(fino alla benedizione si prega di tenere I cani al guinzaglio)

domenica 9 gennaio 2022

Chiesa Ortodossa Italiana Corsi didattici 2022

 

Chiesa Ortodossa Italiana

 Corsi didattici 2022

Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita

 

Corso Liturgia Pastorale

per corrispondenza con tesi e colloquio finale,  obbligatorio per chi vuole accedere al clero al Diaconato per i fedeli al Sacerdozio per il clero proveniente da altre giurisdizioni ecclesiali. L’Accademia fornisce tutto il materiale didattico, sia in libri che in pdf. 

 

Corso Diritto Canonico

per corrispondenza con tesi e colloquio finale per chi vuole essere riconosciuto  Procuratore Giudiziale presso i Tribunali Ecclesiastici della Chiesa (chi ha frequentato il corso e lo desidera, può essere ordinato all’ordine minore di   Lettore) o i cultori del diritto interessati a conoscere il diritto ecclesiastico, il diritto disciplinare, il diritto matrimoniale o le prassi in uso per la postulazione dei Santi nella nostra Chiesa.

 

Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

 

Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

 

Corso Storia, Teologia e Spiritualità Ortodossa

corso online più materiale didattico. Obbligatorio per i Diaconi che vogliono accedere al Sacerdozio. E’ aperto anche al clero di altre giurisdizioni ecclesiali o a fedeli che vogliono approfondire la spiritualità ortodossa. Si ottiene un Attestato dopo aver presentato una tesina su un argomento del Corso e superato un apposito esame.

 

Corso di Esicasmo

Corso aperto a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza della preghiera del cuore e le tecniche della meditazione ortodossa. Sarà online e verrà fornito anche materiale didattico. Si ottiene un Attestato dopo aver presentato una tesina su un argomento del Corso e superato un apposito esame.

Corso per Esorcisti

Riservato ai membri del clero, eccezionalmente potranno essere ammessi sacerdoti di altre giurisdizioni ecclesiali che ne facessero richiesta o cultori della materia (a discrezione del Senato Accademico). Il corso è online con materiale didattico. Si ottiene un Attestato di Esorcista dopo aver superato un apposito esame.

 

 

 

ISCRIZIONE AI CORSI

Coloro che volessero partecipare ad un Corso delle nostre strutture accademiche possono scrivere, se è un Corso dell’Accademia a: accademia.ortodossa@gmail.com

se è un Corso dell’Università San Giovanni Crisostomo a: unisangiov.crisostomo@gmail.com

oppure a: chiesaortodossaitaliana@gmail.com

Per  i Corsi  non c’è una tassa d’iscrizione, chi vuole partecipare ad un Corso può richiedere la scheda d’adesione agli indirizzi sopra elencati.

Tuttavia per le spese di stampa, spedizione libri, tessera adesione, segreteria eccetera, si richiede un’offerta libera di almeno 150 euro per un Corso o almeno 100 cadauno se si vuole partecipare a più corsi.

Alla domanda va allegato copia del bonifico effettuato sul conto corrente bancario: C.C.B. 103887904 – intestato a Chiesa Ortodossa Italiana

IBAN:  IT59H0200805218000103887904

CAUSALE:  Offerta per corso/i … (specificare)                    

Mons. Filippo Ortenzi