Translate

martedì 28 novembre 2017


Conferenza Stampa della RETE L'ABUSO  
associazione sopravvissuti agli abusi del Clero.


Pubblichiamo il Comunicato Stampa pervenutoci dalla RETE L'ABUSO, associazione sopravvissuti agli abusi del clero diretta da Francesco Zanardi.
L’associazione Rete L’ABUSO rende noto che nella mattina di giovedì, ore 10, ha indetto una conferenza stampa presso il Circolo Bocciofila Lido di via Govetti n. 8 a cancello (loc. Albaro Genova).
L’incontro che avrà attinenza con le raccomandazioni avanzate nel 2014 dalla Commissione ONU per la Tutela del Fanciullo alla Santa Sede, ha l’obbiettivo di illustrare, oltre alle iniziative ad essa collegate, la prima Interrogazione Parlamentare in Italia sul tema dei preti pedofili, voluta dalla Rete L’ABUSO e depositata nei giorni scorsi in Parlamento.
L’incontro sarà presieduto dall’intero direttivo, Francesco Zanardi (Presidente) avv. Elena Peruzzini (vice Presidente), avv. Riccardo Di Rella (Segretario).
Premesso che fino alla conferenza non verranno fornite ulteriori informazioni, è gradito da parte dei sig. giornalisti (anche la stampa estera) l’accredito per la partecipazione che potrete inviare al seguente indirizzo: portavoce@retelabuso.org
Il Presidente: Francesco Zanardi

Italia ortodossa: Conferenza Stampa della RETE L'ABUSO  associazion...

Italia ortodossa:
Conferenza Stampa della RETE L'ABUSO  associazion...
: Conferenza Stampa della RETE L'ABUSO    associazione sopravvissuti agli abusi del Clero. Pubblichiamo il Comunicato Stamp...

domenica 26 novembre 2017

sabato 25 novembre 2017

Italia ortodossa:      NO ALLA STRAGE DEGLI INNOCENTI«Un bambino ...

Italia ortodossa:      NO ALLA STRAGE DEGLI INNOCENTI


«Un bambino ...
:      NO ALLA STRAGE DEGLI INNOCENTI « Un bambino ucciso ogni 5 minuti. Dal 1978 più di 6 milioni uccisi dall’aborto. Ricordiamo a...
     NO ALLA STRAGE DEGLI INNOCENTI



«Un bambino ucciso ogni 5 minuti. Dal 1978 più di 6 milioni uccisi dall’aborto. Ricordiamo anche questi morti». In mezzo, l’immagine di un bambino nel grembo materno minacciato da un terribile strumento, solitamente utilizzato per smembrare il feto.
Questo il contenuto di migliaia di manifesti apparsi a Roma in questi giorni. «Il messaggio è sicuramente forte ma rappresenta la pura verità», commenta Toni Brandi, Presidente di ProVita Onlus: «Incoraggiamo gli autori dei manifesti a proseguire nella buona battaglia. Sicuramente approviamo questa iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che realmente è l’aborto volontario: l’uccisione massiva di bambini innocenti nel grembo materno, con orribili strumenti di morte».
«Abbiamo saputo di questi manifesti», continua Brandi, «proprio mentre aspettavamo che il Comune di Roma affiggesse manifesti nostri, sempre sulla tematica dell’aborto: tuttavia il Comune, dopo la nostra richiesta del 30 ottobre, fa finta di nulla e non sembra disposto ad esporli. Siamo forse di fronte all’ennesima violazione della libertà di espressione? L’ufficio affissioni del Comune si permette di sindacare il contenuto di manifesti ‘non graditi’? Vista l’inerzia e il ritardo, è lecito pensarlo».
Di recente ProVita ha dato avvio ad una grande campagna in difesa dei bambini nel grembo materno, contro l’aborto volontario. In occasione della notizia dei manifesti di Roma, pubblicata sul suo sito “Perché le donne siano davvero informate sull’aborto“: purtroppo pochissime donne conoscono i danni che l’aborto può causare alla loro salute fisica e psicologica e nessuno le informa nemmeno prima di sottoporsi alle procedure abortive.
«Crediamo che informare le donne sulla vera natura e sulle vere conseguenze dell’aborto volontario non solo faccia onore alla verità, ma contribuisca a salvare vite: sia quelle dei bambini che quelle delle donne coinvolte», conclude Toni Brandi.

Ufficio stampa di ProVita Onlus

martedì 21 novembre 2017

Italia ortodossa: SPOSA BAMBINA A PADOVAUN DRAPPO NERO SU OGNI FIN...

Italia ortodossa: SPOSA BAMBINA A PADOVA

UN DRAPPO NERO SU OGNI FIN...
: SPOSA BAMBINA A PADOVA UN DRAPPO NERO SU OGNI FINESTRA PER DIRE “BASTA” Facciamo sentire la nostra voce di italiani liberi e sdegnati di f...
SPOSA BAMBINA A PADOVA

UN DRAPPO NERO SU OGNI FINESTRA PER DIRE “BASTA”

Facciamo sentire la nostra voce di italiani liberi e sdegnati di fronte alla mostruosità avvenuta a Padova dove una bambina di 9 anni è stata data in sposa dalla sua famiglia musulmana a un uomo di 35 anni che l’ha abusata facendola finire in ospedale. Dimostriamo il nostro disgusto appendendo un drappo nero alla finestra di casa nostra o sullo specchietto dell’auto e sul balcone dell’ufficio. 

BASTA TACERE BASTA ACCETTARE QUESTE MOSTRUOSITA’.

Il Partito anti islamizzazione lancia questa campagna per far sentire la voce degli italiani di fronte a una vergogna per la razza umana. Una famiglia che concede in sposa la figlia di soli 9 anni perché questo è consentito nell’Islam. 

Il segretario nazionale Stefano Cassinelli e il presidente onorario Alessandro Meluzzi, insieme a tutto il direttivo nazionale e ai direttivi regionali, sottolineano che “non è più possibile accettare fatti del genere, non avere il coraggio di denunciare pubblicamente l’imbarbarimento della nostra civiltà perché ci stiamo adeguando all’islamizzazione. Un gesto semplice come appendere un drappo nero alla propria casa significa dire senza se e senza ma che non lo accettiamo. Nessuna bambina in nessuna parte del mondo, e ancora più nella nostra Italia, può essere data in sposa a 9 anni. Chi tace ora, chi giustifica anche minimamente tutto questo, chi non prende posizione con un gesto e una parola è complice. Ogni giorno in nome di una religione che non vuole cambiare si accettano violenze sulle donne, abusi sui bambini, uccisioni di apostati e non parliamo di qualche Paese lontano parliamo anche dell’Italia”.

Esporre un drappo nero è un gesto piccolo ma con un grande significato per dire BASTA

Alessandro Meluzzi

https://www.facebook.com/PartitoAntiislamizzazione/videos/1111887832279985



http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/09/29/news/sposa-bambina-la-cassazione-processare-il-padre-per-violenza-sessuale-1.14173632?refresh_ce

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/padova_sposa_bambina_orco_violenza_arrestato-3380327.html

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13282133/islam-sposa-bambina-9-anni-violentata-marito-35-anni-musulmano-padova.html



domenica 19 novembre 2017

Ritiro Spirituale - Corso Intensivo di Esicasmo "La Notte Oscura”


Organizzato dall'Abbazia Ortodossa di San Martino, che ha sede nell'antico Castello medievale e templare di di Petroro – vocabolo Petroro - Todi (PG) si svolgerà nei giorni 7 – 8 – 9 e 10 dicembre prossimo un Ritiro Spirituale riservato a quanti hanno già partecipato al ritiro di introduzione all'esicasmo.

L'esicasmo, noto anche come la Preghiera del cuore, radicata nel Nuovo Testamento,è una dottrina e pratica ascetica diffusa tra i monaci ortodossi fin dai tempi dei Padri del deserto (IV secolo).
Come è noto, al contrario del cattolicesimo e delle chiese evangeliche ed episcopali, nell'ortodossia è presente una spiritualità esoterica ed un misticismo che, nelle altri fedi è diffuso nelle fedi orientali (induismo, taoismo, buddhismo…) soprattutto nelle forme proprie della meditazione e dello yoga.
Pertanto l'esicasmo può essere definito come la forma mistica e mantrica del cristianesimo, come un sistema spirituale di orientamento essenzialmente contemplativo che ricerca la perfezione (deificazione) dell'uomo nella unione con Dio tramite la preghiera incessante.
Nella Chiesa Ortodossa, soprattutto in campo monastico, si è dato molto risalto agli insegnamenti evangelici, per i quali: “chiunque invocherà il Nome del Signore sarà salvato" (Rm 10.13) e “nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra” (Fil 2.8-10).
La preghiera del cuore rivolta a Nostro Signore Gesù Cristo è la seguente: Κύριε Ιησού Χριστέ, Yιέ Θεού ελέησον με τον αμαρτωλό: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio abbi pietà di me, peccatore

Corso e Ritiro dura 4 giorni con i seguenti argomenti:
La Notte Oscura.
L' Errare che precede il ritrovarsi.
Come trasformare il negativo in energia meravigliosa.
Camminare nel buio per poi andare verso la luce.

Ogni meditazione non può prescindere da questo nella sua ricerca verso la felicità.

Sono previsti giorni di meditazione e "cucina del tempio" con dieta ortodossa e tisane dei monaci.
Nel corso del ritiro un concerto ed un esclusivo spettacolo di teatro immersivo, con regia ed attori professionisti, naturalmente in tema col ritiro spirituale "La Notte Oscura"

Il corso è stato pensato, come ci ha spiegato S. Ecc. Rev.ma Massimiliano, Abate di San Martino: “anche per chi non è cattolico, ortodosso o cristiano, ma ha una mente aperta alle esperienze, sarà un esercizio intenso e memorabile ma – ha aggiunto – sarà dedicato in esclusiva unicamente ha chi ha partecipato al ritiro di introduzione dal titolo La Mente Quieta”

L’Antica Abbazia di San Martino è il primo luogo di soggiorno dove vivere un'esperienza di "benessere mentale e spirituale” che offre un percorso di introduzione alla meditazione.

"La Meditazione Esicastica è la strada per le risposte, la via per l'incontro con il Divino, il mezzo per arrivare al tutto e volare, volare, volare....fino alla scomparsa delle proprie paure e alla assoluta definizione del proprio io come essere che pensa, ma che sopratutto incontra il Paradiso qui, ora, su questa terra per rispondere "SI" alla domanda: sei veramente felice ?" (San Giovanni Climaco).

Il corso inizierà il giorno 7 con, alle ore 17 il Ritrovo in Abbazia e si concluderà il giorno 10 alle ore 13. Durante il corso è previsto anche un Concerto di Claviorgano, strumento musicale rarissimo composto da un organo + un clavicembalo presente in Abbazia. Le persone interessate al Corso o che vogliono informazioni sui vari corsi relativi all'esicasmo possono contattare l'abbazia al numero 0758947353 oppure via email a info@abbaziadisanmartino.com.

Filippo Ortenzi

lunedì 16 ottobre 2017

Manifestazione immigrazione e ius soli


Sabato 14 ottobre si è svolta a Roma una manifestazione, alla quale hanno partecipato circa 20.000 persone, per protestare contro l'immigrazione clandestina, l'invasione afro-islamica e in difesa dei lavoratori italiani. Alla manifestazione, promossa dal Movimento Nazionale per la Sovranità ed alla quale hanno partecipato diversi gruppi: Patria, Cantiere Popolare, Movimento Sociale Popolare, Gioventù Identitaria, associazioni di lavoratori e di immigrati regolari ecc., ha partecipato anche una delegazione della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala guidata dal vescovo Filippo delle Terre di Roma.


mercoledì 11 ottobre 2017

11 ottobre del 732

Battaglia di Poitiers

Se l'11 ottobre di 1285 anni fa l'esercito franco del Ducato Merovingio di Austrasia , guidato dal generale (maggiordomo di corte) Carlo Martello non avesse sconfitto l'esercito moro (arabo-berbero) islamico proveniente dall'Emirato Omayyde di al-Andalus (territori della Spagna sotto dominio islamico, il cui nome per alcuni deriva da Vandalusia, o terra dei Vandali perché provenienti dall'ex regno vandalo del Nord-Africa) la storia forse sarebbe stata diversa. Non è escluso, infatti, che dopo la Spagna, le armate musulmane sarebbero dilagate in Gallia (attuale Francia) e, forse, avrebbero attraversato le Alpi per conquistare Roma. Va ricordato che i musulmani, detti anche Mori o Saraceni, occupavano già territori della Gallia Occidentale aquitani, guasconi o girondini e nel 719 avevano occupato l'antica Gallia Nerbonese (zona mediterranea delle attuali Regioni di Linguadoca-Rossiglione con capitale Narbona) allora denominata anche Septimania o Ghotia perché difesa dai discendenti dei veterani della Settima Legione (Legio Septima) romana ed era altresì l'ultimo lembo della Gallia in mano ai Visigoti. Varcati i Pirenei un'imponente armata islamica, diretta da uno dei più esperti condottieri, il Wali (governatore) andaluso Abd al-Rahman era penetrato in Gallia, aggredendo l'Aquitania (Francia Sud-Occidentale), dove aveva conquistato e saccheggiato la capitale Bordeaux, dove furono si resero responsabili di efferati eccidi contro la popolazione e devastarono e diedero alle fiamme tutte le Chiese cristiane. Dopo la battaglia di Bordeaux, l'esercito islamico sconfisse nuovamente, nella battaglia della Garonna l'esercito aquitano guidato dal Duca Ottone. Galvanizzati da questi successi i mori marciavano allora sulla città di Tour per saccheggiarla e distruggere il santuario dedicato a San Martino, che allora era il Santo più venerato della Gallia ed uno dei più noti della Cristianità. In soccorso dell'esercito aquitano accorsero i franchi, guidati da Carlo Martello, che nella battaglia di Poitiers sconfissero le armate islamiche. Fu una battaglia sanguinosissima, che lasciò sul campo decine di migliaia di morti, che si sbandarono dopo la morte del loro comandante al-Rahman e fuggirono verso i sicuri territori iberici. I guerrieri franchi armati della terribile francisca (ascia bipenne) fecero strage degli invasori islamici e la cavalleria aquitana sbaragliò quella araba rafforzata da battaglioni di dromedari. La Battaglia di Poitiers segna la fine dell'espansione arabo-islamica in Europa, da quella data gli eserciti islamici cominciarono ad arretrare ed in Spagna i Regni iberico-visigoti ripresero quell'iniziativa che, dopo settecento anni porterà, nel 1492, alla completa Reconquista cristiana della penisola Iberica.
Filippo Ortenzi