Cari
fratelli, la Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala ha oramai oltre due
anni di vita. In questo lasso di tempo ci siamo rafforzati e, seppur
a macchia di leopardo, diffusi su tutto il territorio nazionale. La
perdita delle fede e l'apostasia da parte dell'Eretica Chiesa
Catto-Comunista Vaticana, amica dei potenti, degli atei e miscredenti
e
che rinnega i valori della Fede in nome di un buonismo radical-chic
proteso unicamente alla difesa del business collegato all'invasione
afro-islamica della nostra Patria, apre alla nostra Chiesa spazi di
crescita incredibili, che sarà nostro dovere cercare di
intercettare. La scristianizzazione e laicizzazione del nostro Paese
e la progressiva islamizzazione sono sotto gli occhi di tutti.
L'intellighenzia e le classi dominanti cercano di soffocare le
nostre
radici romane e cristiane e, nel contempo, favorire le culture
altrui per la sola ragione che odiano la propria. Si è creato un
nuovo cristianesimo, buonista, remissivo, inclusivo, che riabilita
Lutero (al quale le Poste Vaticane hanno dedicato un francobollo per
festeggiare i 500 anni della Riforma) e non difende più i valori
della Fede. In Irlanda la Chiesa Cattolica, travolta dagli scandali
collegati alla pedofilia che predomina in una parte non irrilevante
del proprio clero, non ha difeso la dottrina cristiana ed è stata
muta durante i referendum relativi ai matrimoni omosessuali e
all'aborto, dove le tesi laiciste e contrarie agli insegnamenti
divini hanno prevalso abbondantemente in un'isola che una volta era
un baluardo della cristianità. I tanti cavalieri: templari,
micheliti, gerosolimitani e non solo, che si avvicinano alla nostra
Chiesa dimostrano che ci sono ancora cristiani che non si rassegnano
e sono disponibili a combattere per difendere la Patria e la Fede. Al
contrario della Chiesa Cattolica che ha tanti fedeli (per lo più,
oggettivamente, “nominali”) e poche vocazioni, nella nostra
Chiesa avviene il contrario.
Abbiamo ancora pochi fedeli, ma tra questi pochi sono numerosi coloro
che lo Spirito Santo chiama ad un percorso vocazionale. Purtroppo
abbiamo un problema, la nostra Chiesa ha pochissimi luoghi di culto e
la maggioranza del nostro clero è costretta ad esercitare il proprio
ministero spesso dove capita o a casa. E' per questo che mi appello a
tutti i credenti che vogliono aiutarci nel difficile compito di
ricristianizzare l'Italia e di portare nuovamente la Buona Novella
nei cuori del nostro popolo. Aiutateci.
Se
avete luoghi di culto privati o strutture adibibili, mettetecele a
disposizione. Se avete amici che hanno cappelle gentilizie, chiese
private od altro, metteteci in contatto con loro. Se nel vostro
Comune c'è una Chiesa sconsacrata di proprietà pubblica
segnalatecelo. Dateci
una mano ad
aiutarvi per costruire una diga contro il relativismo etico e
religioso, contro l'affievolirsi dei valori cristiani e per la
rigenerazione morale e religiosa del popolo italiano.
Il vostro servo in Cristo.
Filippo Ortenzi
episcopo della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala
Insieme agli spiriti dei giusti resi perfetti dona il riposo o Salvatore alle anime dei tuoi servi introducendoli nella vita beata che viene da te o amico degli uomini. Nella tua quiete Signore là dove riposano tutti i tuoi santi dona riposo anche alle anime dei tuoi servi* tu che solo sei immortale. Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito. Tu sei il Dio che è disceso nell’Ade e ha fatto cessare i dolori dei prigionieri tu dunque dona il riposo o Salvatore alle anime dei tuoi servi. E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. Sola Vergine pura e immacolata che senza seme hai generato Dio intercedi per la salvezza delle anime nostre
Ancora preghiamo per la beata memoria e l’eterno riposo delle anime dei tuoi servi defunti perché sia loro perdonata ogni colpa volontaria e involontaria.
Dio degli spiriti e di ogni carne, tu che hai calpestato la morte, annientato il demonio e donato al tuo mondo la vita: tu, Signore, da’ riposo alle anime dei tuoi servi defunti, in luogo luminoso, in luogo verdeggiante, nel luogo del refrigerio da cui sono fuggiti dolore, tristezza e lamento. Perdona ogni peccato da loro commesso in parole, opere e pensieri, perché tu sei Dio buono e amico degli uomini. Non c’è infatti uomo che vive senza peccare: tu solo sei senza peccato, la tua giustizia è giustizia eterna e la tua parola è verità. Poiché tu sei la risurrezione, la vita e il riposo dei tuoi servi che si sono addormentati, o Cristo Dio nostro, e a te rendiamo gloria, insieme al Padre tuo senza principio e al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
Eonìa i mnimi! Eonìa i mnimi! Eonìa i mnimi!
(eterna memoria!)
Colui che è risorto dai morti , Cristo, vero Dio nostro, per l’intercessione della purissima Madre sua; per la potenza della Croce preziosa e vivificante; per la protezione delle venerabili celesti schiere incorporee; per le preghiere del venerabile e glorioso profeta, precursore e battista Giovanni; dei santi e gloriosi apostoli degni di ogni lode; dei martiri santi, gloriosi e vittoriosi; dei nostri padri pii e teofòri; dei santi e giusti progenitori di Dio, Gioacchino e Anna; di cui facciamo memoria, e di tutti i santi: abbia pietà di noi e ci salvi, poiché è Dio buono, amico degli uomini e misericordioso. Per le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesù Cristo, Dio, abbi pietà di noi.
Eonìa i mnimi ! Eonìa i mnimi ! Eonìa i mnimi ! (eterna memoria)
La
Chiesa ortodossa venera intensamente la Madre di Dio –
ovvero Theotokos (la Madre di Dio),
ovvero Panaghia (la Tuttasanta), come noi preferiamo
riferirci a lei – esaltandola non come una pia eccezione ma proprio
come un esempio concreto del modo cristiano di affidarsi e rispondere
alla vocazione a essere discepoli di Cristo. Maria è straordinaria
solo nella sua virtù ordinariamente umana, che noi siamo chiamati a
rispettare e imitare come devoti cristiani. La sua morte è
commemorata il 15 di agosto, una delle dodici Grandi feste del
calendario ortodosso.
E nel comprendere la “sacra
alleanza” o mistero di Maria, che «nessuno può avvicinare con
mani non esperte», la teologia ortodossa guarda alla Scrittura ma
soprattutto alla Tradizione, in particolare alla liturgia e
all’iconografia. A questo riguardo, i cristiani ortodossi collegano
Maria prima di tutto al suo ruolo nella divina incarnazione come
Madre del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, mentre allo stesso
tempo la connettono a una lunga serie di esseri umani – e non
divini – che implica la continuità della storia sacra conducendo
fino alla nascita del Figlio di Dio, Gesù di Nazareth, duemila anni
fa. Isolare Maria da questa stirpe preparatoria o “economica” la
separa dalla nostra realtà e la mette al margine rispetto alla
nostra salvezza. Anche Maria ha bisogno della salvezza – come tutti
gli esseri umani; anche se ella è stata considerata “senza peccati
personali”, nondimeno ella resta soggetta alla servitù del peccato
originale. Anche se ella è «più onorabile dei Cherubini e
incomparabilmente più gloriosa dei Serafini», ciò che vale per noi
vale anche per Maria. Benché sia stata «benedetta tra tutte le
donne», ella incarna l’unica cosa necessaria tra tutti gli esseri
umani, ossia la dedizione alla Parola di Dio e l’affidarsi alla Sua
volontà.
Così, mentre i cristiani ortodossi stanno in
chiesa e guardano in alto verso il Pantokrator («colui
che contiene tutto»), ossia Cristo, che sovrasta le loro teste
durante il culto, essi si trovano direttamente di fronte
la Platytera («colei che è più spaziosa di
tutto»), ossia la Madre di Dio, che sta immediatamente davanti a
loro, proprio nella vasta abside che unisce l’altare con il cielo.
Dal momento che, nel dare la nascita a Dio Verbo e «concependo
l’inconcepibile» nel suo grembo, ella fu capace di contenere
l’incontenibile e di rendere descrivibile colui che non può essere
circoscritto.
Noi impariamo dalla Scrittura che quando
Nostro Signore era appeso alla croce, vide sua madre e il suo
discepolo Giovanni e si volse alla Vergine Maria dicendo: «Donna,
ecco tuo figlio», e a Giovanni dicendo: «Ecco tua madre!» (Gv 19,
25-27). Da quel momento, l’apostolo ed evangelista dell’Amore si
prese cura della Theotokos nella sua propria casa.
In aggiunta al riferimento negli Atti degli apostoli (At 2,
14), che conferma che la Vergine Maria era con gli apostoli del
Signore nella festa della Pentecoste, la Tradizione della Chiesa
tiene fermo che la Theotokos rimase nella casa di
Giovanni a Gerusalemme, dove ella continuò il suo ministero in
parole e opere.
La tradizione iconografica e liturgica
della Chiesa professa anche che al momento della sua morte, i
discepoli si trovavano sparsi nel mondo ad annunciare il Vangelo, ma
ritornarono a Gerusalemme per rendere omaggio alla Theotokos.
A eccezione di Tommaso, tutti gli altri – compreso l’apostolo
Paolo – si ritrovarono al suo capezzale. Al momento della sua
morte, Gesù Cristo discese per portare la sua anima in cielo. Dopo
la sua morte, il corpo della Theotokos fu portato in
processione per essere deposto in una tomba vicino al Giardino del
Getsemani; quando l’apostolo Tommaso arrivò tre giorni dopo e
volle vedere il suo corpo, la tomba era vuota. L’assunzione
corporea della Theotokos fu confermata dal messaggio
dell’angelo e dall’apparizione di lei agli apostoli, tutte cose
che riflettono gli avvenimenti relativi alla morte, sepoltura e
risurrezione di Cristo.
L’icona
e la liturgia della festa della morte e sepoltura di Maria
tratteggiano chiaramente un servizio funebre, sottolineando allo
stesso tempo gli insegnamenti fondamentali riguardo alla risurrezione
del corpo di Maria. A questo riguardo, la morte di Maria funge come
una festa che afferma la nostra fede e speranza nella vita eterna.
Ancora: i cristiani ortodossi si riferiscono a questo evento festivo
come alla “Dormizione” (Koimisis, o “l’addormentarsi”)
della Theotokos, piuttosto che alla sua “Assunzione”
(o “traslazione” fisica) in cielo. Perché sottolineare che Maria
è umana, che morì e fu sepolta come gli altri esseri umani, ci dà
l’assicurazione che – anche se «né tomba né morte potrebbero
contenere la Theotokos, nostra incrollabile speranza e sempre
vigilante protezione» (dal kontakiondel giorno) –
Maria è in realtà molto più vicina a noi di quanto pensiamo; non
ci ha abbandonato. Come rimarca l’apolytikion per la
Festa: «Nella nascita, tu hai preservato la tua verginità; nella
morte, tu non hai abbandonato il mondo, o Theotokos. Come
madre della vita, tu sei partita verso la sorgente della vita,
liberando le nostre anime dalla morte per mezzo delle tue
intercessioni».
Per i cristiani ortodossi, Maria non è
solo colei che fu “prescelta”. Ella simboleggia soprattutto la
scelta che ciascuno di noi è chiamato a compiere in risposta alla
divina iniziativa per l’incarnazione (ossia per la nascita di
Cristo nei nostri cuori) e per la trasformazione (ossia per la
conversione dei nostri cuori dal male al bene). Come san Simeone il
nuovo teologo disse nel decimo secolo, noi siamo tutti invitati a
diventare Christotokoi (generatori di Cristo)
e Theotokoi(generatori di Dio).
Attraverso la sua
intercessione, possiamo noi tutti diventare come Maria la Theotokos.
Sua Santità Bartolomeo I - Patriarca di Costantinopoli Nuova Roma
tratto da: http://www.30giorni.it/articoli_id_23181_l1.htm
Domenica
5
agosto
la comunità
ortodossa del Lazio si riunirà presso il Santuario della Santissima
Trinità - Chiesa Cattedrale dell'Eparchia del Lazio, della Tuscia e
delle Terre di Roma - per
assistere alla Divina Liturgia, officiata dal
vescovo del Lazio,
Sua Ecc. Rev.ma Filippo Ortenzi, assistito
da Padre Antonio Berardo eda
Padre Alessandro
Frezza.
Al termine della cerimonia, sarà impartito, a coloro che lo
richiederanno, il sacramento dell'unzione
degli infermi.
L'istituzione
del sacramento dell'unzione degli infermi risale direttamente a
Nostro
Signore Gesù Cristo:
Dopo
la risurrezione Gesù, date le dovute istruzioni, mandò gli
Apostoli in missione, l'evangelista Marco (Mc 6,12-13) ci dice: “E
partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti
demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano”.
Gesù
rinnova il mandato missionario, e include il comando
dell'imposizione
delle maniai
malati, come
ci riporta Marco (Mc 16,17-18):
“Nel
mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno
in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro
danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”
San
Giacomo il Giusto, fratello del Signore e primo vescovo di
Gerusalemme, nella lettera che
trasmette alla primitiva
comunitè cristiana
insegna
: “Chi
tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia salmeggi. Chi è
malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui,
dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera
fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha
commesso peccati, gli saranno perdonati”
Durante
il rito i I
sacerdoti pregano affinché lo Spirito Santo scenda sui
fedeli che,
pentiti dei propri peccati, doni
loro
la salute del corpo e dell'anima, e la remissione dei peccati.
Vengono
letti passi dalle lettere degli apostoli e dai Vangeli, per ricordare
ai fedeli le guarigioni operate da Cristo.
Successivamente
I fedeli vengono unti sulla fronte e sulle mani.
Dopo
l'ultima lettura dai Vangeli, i sacerdoti pregano sui fedeli ponendo
loro sul capo l'epitrakilion (l'equivalente della stola latina) per
la remissione dei peccati e la salute dell'anima e del corpo.
Durante
la cerimonia verrà ricordata Sant'Anna Paleologina, imperatrice
romana (nata Giovanna di Savoia)sostenitrice
della dottrina di san Gregorio Palamas; madre e sposa esemplare;
paladina dell'unità dell'impero, che aveva in Costantinopoli Nuova
Roma la sua capitale.
Al
termine della Liturgia i fedeli che lo desiderano potranno
partecipare all'agape fraterna presso il ristorante "La
Fattoria" di Veroli.
Per
raggiungere Valle Paradiso provenendo da Roma:
prendere
Autostrada A1
uscire Ferentino
prendere superstrada per
Sora
scendere Giglio di Veroli e svoltare a destra
proseguite
fino a quando sulla sinistra trovate una strada per
Stangolagalli
imboccare la strada per Strangolagalli e
proseguire fino a destinazione
Apostola
degli Apostoli e testimone oculare del Cristo Risorto
Oggi
le Chiese cristiane ricordano Santa
Maria Maddalena (detta
anche Maria di Màgdala, perché era nata a Màgdala,
piccola città di pescatori sulla sponda occidentale del lago
Tiberiade),
la discepola prediletta di Nostro Signore Gesù Cristo. Luca (Lc
8,1-2) ci ricorda che Gesù, nel suo peregrinare “per
le città e i villaggi, predicando la buona novella del regno di Dio”
aveva a fianco, oltre i dodici Apostoli, anche “alcune
donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità:
Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni».
Era
quindi una discepola aggregata agli Apostoli, oserei dire il
tredicesimo Apostolo. Secondo
Luca (Lc 8,2-3) Maria
Maddalena è, insieme
a “Giovanna,
moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre”
una
delle finanziatrici della missione apostolica di Gesù, in quanto che
li assistevano con i loro beni. Maria
Maddalena, come è riportato nei Vangeli sinottici (Mt 27,55 – Mc
15,40-41 – Luca 23,55-56),
accompagnò
Gesù anche nella sua ultima missione a Gesusalemme. Al contrario
degli Apostoli non rinnegò Gesù né si nascose ma fu presente sia
alla crocifissione - «Stavano
presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di
Clèofa e Maria di Màgdala.»
(Gv 19,25) – che
alla deposizione nella tomba da parte di Giuseppe d'Arimatea. Il
suo rapporto con Gesù era talmente forte che alcuni prendendo
a pretesto un passo del vangelo gnostico di Filippo nel quale è
scritto che Gesù baciava la Maddalena, sostengono
che ne
fosse
la moglie, cosa non vera perché estranea sia ai vangeli, che agli
atti degli Apostoli che alla Tradizione dei Santi Padri ed
in contrasto con quanto scritto nel Novo Testamento riguardo al bacio
rituale che
i credenti debbono scanbiare tra loro: “salutatevi
gli uni gli altri con un santo bacio”
(Paolo – Rm 16,16 e Pietro 1P 5,14). La sua figura aquistò
ancora maggior rilievo alla luce del fatto che è stata la prima
testimone oculare della risurrezione di Nostro Signore, come ci
riferisce l'evangelista Marco
(Mc 16,9-11) «Risuscitato
al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve
prima a
Maria di Màgdala ...”.
L'essere
stata la prima testimone della risurrezione è ampliamente
documentato dai Vangeli (Mt 28,1 – Mc 16,1-2, Gv 20,1 – Gv
20,18) che ci informano anche delle altre due donne che, insieme alla
Maddalena, sono state le prime testimoni
del
Cristo Risorto: Maria madre dell'apostolo Giacomo il Minore e Salomè
madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Durante
il Medio Evo in
ambiente cattolico, si
diffuse la falsa identificazione tra l'apostola e la prostituta, come
tra Maria Maddalena e Maria di Betania sorella di Santa Marta, tanto
che in Irlanda
le case di correzione per ragazze traviate erano chiamate
“Magdalene”. Altro
mito cattolico è quello relativo alla
presenza della Santa in Francia, dove
secondo una leggenda approdò
a Saint-Marie-de-la-Mar vicino
Marsiglia
e che le sue reliquie sono
custodite nella Chiesa gotica del comune provenzale di Saint Maximin
la Sainte Baume (solo
la testa perché il resto fu distrutto dai giacobini),
e soltanto ultimamente, nel 1969, col
Concilio Vaticano II la figura della Santa è stata rivalutata e
rigettata l'identificazione con la prostituta redenta. Nel mondo
ortodosso, Maria
Maddalena, definita “Apostola
degli Apostoli”,
è stata da
sempre
particolarmente venerata. Secondo la tradizione, Ella seguì la
Madonna e l'apostolo Giovanni ad Efeso,
dove sarebbe morta e seppellita a
ridosso della tomba dei sette dormienti;
le sue spoglie sarebbero state poi traslate a Costantinopoli Nuova
Roma nell'Anno Domini 886, dall'imperatore Leone II, detto
il Filosofo. Perlo
storico e scrittore Ramon Jusino, autore del libro “Maria
Maddalena autrice del Quarto Vangelo?”,
Maria
Maddalena sarebbe autrice
o coautrice
del Vangelo di Giovanni, col quale condivise l'opera di apostolato ad
Efeso, città greco-romana dell'Anatolia (oggi Turchia). Secondo il
Libro del Salvatore, un testo gnostico noto come Pistis
Sophia (Codex
Askewianus) Gesù, dopo la risurrezione è
rimasto
ben 11 anni con gli Apostoli, e Maria è quella che in
tale periodo
interloquisce
maggiormente con il Salvatore avendo una posizione ed autorevolezza
maggiore di Pietro e degli altri discepoli, tanto che Gesù dice: “Tu
beata, Maria. Ti renderò perfetta in tutti i misteri di quelli
dell'alto. Parla apertamente tu il cui cuore è rivolto al regno dei
cieli più di tutti i tuoi fratelli» (capitolo
17)
Filippo
Ortenzi - episcopo del Lazio, della Tuscia e delle Terre di Roma
Un genetista ateo ed evoluzionista studia il Genoma umano e nel suo il suo libro dal titolo "entropia del genoma" scopre che il genoma umano non ha mai subito alcuna evoluzione...
Fabrizio Fratus del Comitato Anti-evoluzionista smentisce le teorie dell'evoluzione
Ogni mattina, presso il suo servizio di mattutino, la Chiesa ortodossa proclama: "Dio è il Signore e si è rivelato a noi; benedetto colui che viene nel nome del Signore "(Sal 118,26-27). La prima fondazione della dottrina cristiana si trova in questa linea biblica: Dio si è rivelato a noi .
Dio si è mostrato alle sue creature. Non ha rivelato il suo essere più profondo, perché questa intima essenza di Dio non può essere afferrata dalle creature. Ma Dio ha veramente mostrato ciò che gli uomini possono vedere e comprendere della sua natura e volontà divina.
La pienezza e la perfezione della rivelazione di sé di Dio si trova in Suo Figlio Gesù Cristo, il compimento della rivelazione graduale e parziale di Dio nell'Antico Testamento. Gesù è l'unico veramente "benedetto". . . Chi viene nel nome del Signore. "
Il primo titolo dato a Gesù dal popolo è quello del rabbino, che letteralmente significa insegnante. Nel Nuovo Testamento la parola Maestro emanava anche in relazione a Gesù nel senso di colui che insegna, come un maestro di scuola o il titolare di un master. I seguaci di Gesù sono anche chiamati discepoli, che letteralmente significa studenti o alunni.
Gesù è venuto agli uomini prima di tutto come il Maestro mandato da Dio. Insegna la volontà di Dio e rende noto Dio agli uomini. Egli rivela pienamente - pienamente come gli uomini possono afferrare - i misteri del Regno di Dio.
La venuta di Gesù come maestro è un aspetto del suo essere Cristo il Messia. La parola Cristo in greco è la parola per il Messia ebraico che significa l' Unto di Dio . Perché quando il messia sarebbe venuto, era stato predetto, gli uomini sarebbero stati "istruiti da Dio" (Is 54,13, Jn 6.45).
Gesù viene agli uomini come insegnante divino. Ha affermato in molte occasioni che le sue parole erano quelle di Dio. Parlava come "uno che ha autorità" non come i normali insegnanti ebrei (Mt 7,29). E accusò coloro che rigettarono i suoi insegnamenti come rifiuto di Dio stesso.
Chi crede in me, crede non in me ma in colui che mi ha mandato. E colui che vede me vede Colui che mi ha mandato. Sono venuto come luce nel mondo. . . poiché non ho parlato per mia stessa autorità; il Padre che mi ha mandato ha dato a me stesso il comando su cosa dire. Quello che dico, quindi, lo dico come il Padre mi ha ordinato(Gv 12.44-50).
Gesù insegnò agli uomini non solo con le sue parole, ma anche con le sue azioni; e davvero dalla sua stessa persona. Si riferiva a se stesso come la verità (Gv 14,6) e come la luce(Gv 8,12). Si è mostrato non solo per pronunciare le parole di Dio, ma per essere se stesso la Parola vivente di Dio in carne umana, il Logos che è eterno e non creato, ma che è diventato uomo come Gesù di Nazareth per far conoscere Dio al mondo .
In principio era la Parola [Logos] e la Parola era con Dio e la Parola era Dio. Era all'inizio con Dio; tutte le cose sono state fatte attraverso di lui, e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò che è stato fatto.
In lui c'era la vita e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nell'oscurità e l'oscurità non l'ha superata.
La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. Era nel mondo e il mondo fu creato per mezzo di lui, eppure il mondo non lo conosceva.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, pieno di grazia e di verità; abbiamo visto la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito del Padre.
E dalla sua pienezza abbiamo ricevuto tutti, grazia su grazia. Perché la legge è avvenuta per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute attraverso Gesù Cristo.
Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Figlio che è nel seno del Padre, lo ha fatto conoscere.
(Vedi Giovanni 1,1-18, la lettura del Vangelo liturgico pasquale
nella Chiesa ortodossa).
Gesù, la divina Parola di Dio nella carne umana, viene per insegnare agli uomini con la sua presenza, le sue parole e le sue azioni. I suoi discepoli sono inviati nel mondo per annunciare Lui e il Suo Vangelo, che significa letteralmente "lieta novella" o "buona novella" del Regno di Dio. Coloro che Gesù manda sono chiamati apostoli, che significa letteralmente "coloro che sono inviati". Gli apostoli sono direttamente ispirati dallo Spirito Santo di Dio, lo Spirito di verità (Giov 15.26), per "fare discepoli di tutte le nazioni" insegnando loro cosa Cristo ha comandato (Mt 28,19).
La Chiesa primitiva, ci viene detto, "si dedicò alla dottrina degli apostoli" (Atti 2,42). La dottrina come parola significa semplicemente insegnamento o istruzione. La dottrina degli apostoli è la dottrina di Gesù e diventa la dottrina della Chiesa cristiana. È ricevuto dai discepoli di ogni epoca e generazione come la vera dottrina di Dio. È proclamato ovunque e sempre come la dottrina della vita eterna attraverso cui tutti gli uomini e il mondo intero sono illuminati e salvati.
A questo punto va detto che sebbene l'auto-rivelazione di Dio nella storia attraverso il popolo eletto di Israele - la rivelazione che culmina nella venuta di Cristo il Messia - sia di primaria importanza, è anche la dottrina della Chiesa cristiana che tutti i veri sforzi degli uomini dopo la verità si realizzano in Cristo. Ogni genuina visione del significato della vita trova la sua perfezione nel Vangelo cristiano. Così, i santi padri della Chiesa hanno insegnato che le aspirazioni delle religioni pagane e la saggezza di molti filosofi sono anche in grado di servire a preparare gli uomini per le dottrine di Gesù e sono davvero valide e genuine vie all'unica Verità di Dio.
In questo modo i cristiani consideravano certi filosofi greci essere stati illuminati da Dio per servire la causa della Verità e condurre gli uomini alla pienezza della vita in Dio poiché la Parola e la Sapienza di Dio è rivelata a tutti gli uomini e si trova in tutti gli uomini che in la purezza delle loro menti e dei loro cuori è stata ispirata dalla Luce Divina, che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Questa Luce Divina è la parola di Dio, Gesù di Nazareth in carne umana, la perfezione e pienezza dell'autorivelazione di Dio al mondo.
Non può essere sovraccaricata quella rivelazione divina nell'Antico Testamento, nella Chiesa del Nuovo Testamento, nella vita dei santi, nella saggezza dei padri, nella bellezza della creazione. . . e più pienamente e perfettamente in Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è la rivelazione di Dio stesso. Dio ha parlato. Dio ha agito. Dio si è manifestato e continua a manifestarsi nelle vite del suo popolo.
Se vogliamo ascoltare la voce di Dio e vedere le azioni di rivelazione di sé di Dio nel mondo, dobbiamo purificare le nostre menti e i nostri cuori da tutto ciò che è malvagio e falso. Dobbiamo sforzarci di amare la verità, di amarci gli uni gli altri e di amare ogni cosa nella buona creazione di Dio. Secondo la fede ortodossa, la purificazione dalla menzogna e dal peccato è la via per la conoscenza di Dio. Se ci apriamo alla grazia divina e ci purifichiamo da tutti i mali, allora è certo che saremo in grado di interpretare correttamente le Scritture e di entrare in comunione vivente con il Dio vero e vivente che si è rivelato e continua a rivelare se stesso a quelli chi lo ama.