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sabato 25 agosto 2018

Appello ai fedeli ortodossi italiani

             Appello ai fedeli ortodossi italiani



Cari fratelli, la Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala ha oramai oltre due anni di vita. In questo lasso di tempo ci siamo rafforzati e, seppur a macchia di leopardo, diffusi su tutto il territorio nazionale. La perdita delle fede e l'apostasia da parte dell'Eretica Chiesa Catto-Comunista Vaticana, amica dei potenti, degli atei e miscredenti e che rinnega i valori della Fede in nome di un buonismo radical-chic proteso unicamente alla difesa del business collegato all'invasione afro-islamica della nostra Patria, apre alla nostra Chiesa spazi di crescita incredibili, che sarà nostro dovere cercare di intercettare. La scristianizzazione e laicizzazione del nostro Paese e la progressiva islamizzazione sono sotto gli occhi di tutti. L'intellighenzia e le classi dominanti cercano di soffocare le nostre radici romane e cristiane e, nel contempo, favorire le culture altrui per la sola ragione che odiano la propria. Si è creato un nuovo cristianesimo, buonista, remissivo, inclusivo, che riabilita Lutero (al quale le Poste Vaticane hanno dedicato un francobollo per festeggiare i 500 anni della Riforma) e non difende più i valori della Fede. In Irlanda la Chiesa Cattolica, travolta dagli scandali collegati alla pedofilia che predomina in una parte non irrilevante del proprio clero, non ha difeso la dottrina cristiana ed è stata muta durante i referendum relativi ai matrimoni omosessuali e all'aborto, dove le tesi laiciste e contrarie agli insegnamenti divini hanno prevalso abbondantemente in un'isola che una volta era un baluardo della cristianità. I tanti cavalieri: templari, micheliti, gerosolimitani e non solo, che si avvicinano alla nostra Chiesa dimostrano che ci sono ancora cristiani che non si rassegnano e sono disponibili a combattere per difendere la Patria e la Fede. Al contrario della Chiesa Cattolica che ha tanti fedeli (per lo più, oggettivamente, “nominali”) e poche vocazioni, nella nostra Chiesa avviene il contrario. Abbiamo ancora pochi fedeli, ma tra questi pochi sono numerosi coloro che lo Spirito Santo chiama ad un percorso vocazionale. Purtroppo abbiamo un problema, la nostra Chiesa ha pochissimi luoghi di culto e la maggioranza del nostro clero è costretta ad esercitare il proprio ministero spesso dove capita o a casa. E' per questo che mi appello a tutti i credenti che vogliono aiutarci nel difficile compito di ricristianizzare l'Italia e di portare nuovamente la Buona Novella nei cuori del nostro popolo. Aiutateci. Se avete luoghi di culto privati o strutture adibibili, mettetecele a disposizione. Se avete amici che hanno cappelle gentilizie, chiese private od altro, metteteci in contatto con loro. Se nel vostro Comune c'è una Chiesa sconsacrata di proprietà pubblica segnalatecelo. Dateci una mano ad aiutarvi per costruire una diga contro il relativismo etico e religioso, contro l'affievolirsi dei valori cristiani e per la rigenerazione morale e religiosa del popolo italiano.
Il vostro servo in Cristo.




Filippo Ortenzi

episcopo della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala

sabato 18 agosto 2018

Trisàghio dei defunti In suffragio dei morti di Genova

          Trisàghio dei defunti
                               In suffragio dei morti di Genova

Insieme agli spiriti dei giusti resi perfetti dona il riposo o Salvatore alle anime dei tuoi servi introducendoli nella vita beata che viene da te o amico degli uomini.
Nella tua quiete Signore là dove riposano tutti i tuoi santi dona riposo anche alle anime dei tuoi servi* tu che solo sei immortale.
Gloria al Padre e al Figlio e al santo Spirito.
Tu sei il Dio che è disceso nell’Ade e ha fatto cessare i dolori dei prigionieri tu dunque dona il riposo o Salvatore alle anime dei tuoi servi.
E ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Sola Vergine pura e immacolata che senza seme hai generato Dio intercedi per la salvezza delle anime nostre
Ancora preghiamo per la beata memoria e l’eterno riposo delle anime dei tuoi servi defunti perché sia loro perdonata ogni colpa volontaria e involontaria.
Dio degli spiriti e di ogni carne, tu che hai calpestato la morte, annientato il demonio e donato al tuo mondo la vita: tu, Signore, da’ riposo alle anime dei tuoi servi defunti, in luogo luminoso, in luogo verdeggiante, nel luogo del refrigerio da cui sono fuggiti dolore, tristezza e lamento. Perdona ogni peccato da loro commesso in parole, opere e pensieri, perché tu sei Dio buono e amico degli uomini. Non c’è infatti uomo che vive senza peccare: tu solo sei
senza peccato, la tua giustizia è giustizia eterna e la tua parola è verità.
Poiché tu sei la risurrezione, la vita e il riposo dei tuoi servi che si sono addormentati, o Cristo Dio nostro, e a te rendiamo gloria, insieme al Padre tuo senza principio e al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.


Eonìa i mnimi! Eonìa i mnimi! Eonìa i mnimi!
(eterna memoria!)

Colui che è risorto dai morti , Cristo, vero Dio nostro, per l’intercessione della purissima Madre sua; per la potenza della Croce preziosa e vivificante; per la protezione delle venerabili celesti schiere incorporee; per le preghiere del venerabile e glorioso profeta, precursore e battista Giovanni; dei santi e gloriosi apostoli degni di ogni lode; dei martiri santi, gloriosi e vittoriosi; dei nostri padri pii e teofòri; dei santi e giusti progenitori di Dio, Gioacchino e Anna; di cui facciamo memoria, e di tutti i santi: abbia pietà di noi e ci salvi, poiché è Dio buono, amico degli uomini e misericordioso.
Per le preghiere dei nostri santi padri, Signore Gesù Cristo, Dio, abbi pietà di noi.

Eonìa i mnimi ! Eonìa i mnimi ! Eonìa i mnimi !
(eterna memoria)

mercoledì 15 agosto 2018

La dormizione della Theotokos


La dormizione della Theotokos


di sua santità Bartolomeo I






La Chiesa ortodossa venera intensamente la Madre di Dio – ovvero Theotokos (la Madre di Dio), ovvero Panaghia (la Tuttasanta), come noi preferiamo riferirci a lei – esaltandola non come una pia eccezione ma proprio come un esempio concreto del modo cristiano di affidarsi e rispondere alla vocazione a essere discepoli di Cristo. Maria è straordinaria solo nella sua virtù ordinariamente umana, che noi siamo chiamati a rispettare e imitare come devoti cristiani. La sua morte è commemorata il 15 di agosto, una delle dodici Grandi feste del calendario ortodosso. 

E nel comprendere la “sacra alleanza” o mistero di Maria, che «nessuno può avvicinare con mani non esperte», la teologia ortodossa guarda alla Scrittura ma soprattutto alla Tradizione, in particolare alla liturgia e all’iconografia. A questo riguardo, i cristiani ortodossi collegano Maria prima di tutto al suo ruolo nella divina incarnazione come Madre del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, mentre allo stesso tempo la connettono a una lunga serie di esseri umani – e non divini – che implica la continuità della storia sacra conducendo fino alla nascita del Figlio di Dio, Gesù di Nazareth, duemila anni fa. Isolare Maria da questa stirpe preparatoria o “economica” la separa dalla nostra realtà e la mette al margine rispetto alla nostra salvezza. Anche Maria ha bisogno della salvezza – come tutti gli esseri umani; anche se ella è stata considerata “senza peccati personali”, nondimeno ella resta soggetta alla servitù del peccato originale. Anche se ella è «più onorabile dei Cherubini e incomparabilmente più gloriosa dei Serafini», ciò che vale per noi vale anche per Maria. Benché sia stata «benedetta tra tutte le donne», ella incarna l’unica cosa necessaria tra tutti gli esseri umani, ossia la dedizione alla Parola di Dio e l’affidarsi alla Sua volontà. 
Così, mentre i cristiani ortodossi stanno in chiesa e guardano in alto verso il Pantokrator («colui che contiene tutto»), ossia Cristo, che sovrasta le loro teste durante il culto, essi si trovano direttamente di fronte la Platytera («colei che è più spaziosa di tutto»), ossia la Madre di Dio, che sta immediatamente davanti a loro, proprio nella vasta abside che unisce l’altare con il cielo. Dal momento che, nel dare la nascita a Dio Verbo e «concependo l’inconcepibile» nel suo grembo, ella fu capace di contenere l’incontenibile e di rendere descrivibile colui che non può essere circoscritto. 
Noi impariamo dalla Scrittura che quando Nostro Signore era appeso alla croce, vide sua madre e il suo discepolo Giovanni e si volse alla Vergine Maria dicendo: «Donna, ecco tuo figlio», e a Giovanni dicendo: «Ecco tua madre!» (Gv 19, 25-27). Da quel momento, l’apostolo ed evangelista dell’Amore si prese cura della Theotokos nella sua propria casa. In aggiunta al riferimento negli Atti degli apostoli (At 2, 14), che conferma che la Vergine Maria era con gli apostoli del Signore nella festa della Pentecoste, la Tradizione della Chiesa tiene fermo che la Theotokos rimase nella casa di Giovanni a Gerusalemme, dove ella continuò il suo ministero in parole e opere. 
La tradizione iconografica e liturgica della Chiesa professa anche che al momento della sua morte, i discepoli si trovavano sparsi nel mondo ad annunciare il Vangelo, ma ritornarono a Gerusalemme per rendere omaggio alla Theotokos. A eccezione di Tommaso, tutti gli altri – compreso l’apostolo Paolo – si ritrovarono al suo capezzale. Al momento della sua morte, Gesù Cristo discese per portare la sua anima in cielo. Dopo la sua morte, il corpo della Theotokos fu portato in processione per essere deposto in una tomba vicino al Giardino del Getsemani; quando l’apostolo Tommaso arrivò tre giorni dopo e volle vedere il suo corpo, la tomba era vuota. L’assunzione corporea della Theotokos fu confermata dal messaggio dell’angelo e dall’apparizione di lei agli apostoli, tutte cose che riflettono gli avvenimenti relativi alla morte, sepoltura e risurrezione di Cristo. 
L’icona e la liturgia della festa della morte e sepoltura di Maria tratteggiano chiaramente un servizio funebre, sottolineando allo stesso tempo gli insegnamenti fondamentali riguardo alla risurrezione del corpo di Maria. A questo riguardo, la morte di Maria funge come una festa che afferma la nostra fede e speranza nella vita eterna. Ancora: i cristiani ortodossi si riferiscono a questo evento festivo come alla “Dormizione” (Koimisis, o “l’addormentarsi”) della Theotokos, piuttosto che alla sua “Assunzione” (o “traslazione” fisica) in cielo. Perché sottolineare che Maria è umana, che morì e fu sepolta come gli altri esseri umani, ci dà l’assicurazione che – anche se «né tomba né morte potrebbero contenere la Theotokos, nostra incrollabile speranza e sempre vigilante protezione» (dal kontakiondel giorno) – Maria è in realtà molto più vicina a noi di quanto pensiamo; non ci ha abbandonato. Come rimarca l’apolytikion per la Festa: «Nella nascita, tu hai preservato la tua verginità; nella morte, tu non hai abbandonato il mondo, o Theotokos. Come madre della vita, tu sei partita verso la sorgente della vita, liberando le nostre anime dalla morte per mezzo delle tue intercessioni». 

Per i cristiani ortodossi, Maria non è solo colei che fu “prescelta”. Ella simboleggia soprattutto la scelta che ciascuno di noi è chiamato a compiere in risposta alla divina iniziativa per l’incarnazione (ossia per la nascita di Cristo nei nostri cuori) e per la trasformazione (ossia per la conversione dei nostri cuori dal male al bene). Come san Simeone il nuovo teologo disse nel decimo secolo, noi siamo tutti invitati a diventare Christotokoi (generatori di Cristo) e Theotokoi(generatori di Dio).
Attraverso la sua intercessione, possiamo noi tutti diventare come Maria la Theotokos.

Sua Santità Bartolomeo I - Patriarca di Costantinopoli Nuova Roma


tratto da: http://www.30giorni.it/articoli_id_23181_l1.htm


mercoledì 25 luglio 2018

Unzione degli Infermi e Divina Liturgia a Valle Paradiso


Domenica 5 agosto 2018

Unzione degli Infermi e Divina Liturgia

a Valle Paradiso (Boville Ernica - FR)



Domenica 5 agosto la comunità ortodossa del Lazio si riunirà presso il Santuario della Santissima Trinità - Chiesa Cattedrale dell'Eparchia del Lazio, della Tuscia e delle Terre di Roma - per assistere alla Divina Liturgia, officiata dal vescovo del Lazio, Sua Ecc. Rev.ma Filippo Ortenzi, assistito da Padre Antonio Berardo e da Padre Alessandro Frezza. Al termine della cerimonia, sarà impartito, a coloro che lo richiederanno, il sacramento dell'unzione degli infermi.
L'istituzione del sacramento dell'unzione degli infermi risale direttamente a Nostro Signore Gesù Cristo:
  • Dopo la risurrezione Gesù, date le dovute istruzioni, mandò gli Apostoli in missione, l'evangelista Marco (Mc 6,12-13) ci dice: “E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano”.
  • Gesù rinnova il mandato missionario, e include il comando dell'imposizione delle maniai malati, come ci riporta Marco (Mc 16,17-18): “Nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”
  • San Giacomo il Giusto, fratello del Signore e primo vescovo di Gerusalemme, nella lettera che trasmette alla primitiva comunitè cristiana insegna : “Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia salmeggi. Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati”

Durante il rito i I sacerdoti pregano affinché lo Spirito Santo scenda sui fedeli che, pentiti dei propri peccati, doni loro la salute del corpo e dell'anima, e la remissione dei peccati.



Vengono letti passi dalle lettere degli apostoli e dai Vangeli, per ricordare ai fedeli le guarigioni operate da Cristo.
Successivamente I fedeli vengono unti sulla fronte e sulle mani.
Dopo l'ultima lettura dai Vangeli, i sacerdoti pregano sui fedeli ponendo loro sul capo l'epitrakilion (l'equivalente della stola latina) per la remissione dei peccati e la salute dell'anima e del corpo.
Durante la cerimonia verrà ricordata Sant'Anna Paleologina, imperatrice romana (nata Giovanna di Savoia) sostenitrice della dottrina di san Gregorio Palamas; madre e sposa esemplare; paladina dell'unità dell'impero, che aveva in Costantinopoli Nuova Roma la sua capitale.



Al termine della Liturgia i fedeli che lo desiderano potranno partecipare all'agape fraterna presso il ristorante "La Fattoria" di Veroli.
Per raggiungere Valle Paradiso provenendo da Roma:
prendere Autostrada A1
uscire Ferentino
prendere superstrada per Sora
scendere Giglio di Veroli e svoltare a destra
proseguite fino a quando sulla sinistra trovate una strada per Stangolagalli
imboccare la strada per Strangolagalli e proseguire fino a destinazione


domenica 22 luglio 2018

Santa Maria Maddalena Apostola degli Apostoli e testimone oculare del Cristo Risorto




Santa Maria Maddalena
Apostola degli Apostoli e testimone oculare del Cristo Risorto


Oggi le Chiese cristiane ricordano Santa Maria Maddalena (detta anche Maria di Màgdala, perché era nata a Màgdala, piccola città di pescatori sulla sponda occidentale del lago Tiberiade), la discepola prediletta di Nostro Signore Gesù Cristo. Luca (Lc 8,1-2) ci ricorda che Gesù, nel suo peregrinare “per le città e i villaggi, predicando la buona novella del regno di Dio” aveva a fianco, oltre i dodici Apostoli, anche “alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni». Era quindi una discepola aggregata agli Apostoli, oserei dire il tredicesimo Apostolo. Secondo Luca (Lc 8,2-3) Maria Maddalena è, insieme a “Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre” una delle finanziatrici della missione apostolica di Gesù, in quanto che li assistevano con i loro beni. Maria Maddalena, come è riportato nei Vangeli sinottici (Mt 27,55 – Mc 15,40-41 – Luca 23,55-56), accompagnò Gesù anche nella sua ultima missione a Gesusalemme. Al contrario degli Apostoli non rinnegò Gesù né si nascose ma fu presente sia alla crocifissione - «Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.» (Gv 19,25) – che alla deposizione nella tomba da parte di Giuseppe d'Arimatea. Il suo rapporto con Gesù era talmente forte che alcuni prendendo a pretesto un passo del vangelo gnostico di Filippo nel quale è scritto che Gesù baciava la Maddalena, sostengono che ne fosse la moglie, cosa non vera perché estranea sia ai vangeli, che agli atti degli Apostoli che alla Tradizione dei Santi Padri ed in contrasto con quanto scritto nel Novo Testamento riguardo al bacio rituale che i credenti debbono scanbiare tra loro: “salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio” (Paolo – Rm 16,16 e Pietro 1P 5,14). La sua figura aquistò ancora maggior rilievo alla luce del fatto che è stata la prima testimone oculare della risurrezione di Nostro Signore, come ci riferisce l'evangelista Marco (Mc 16,9-11) «Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala ...”. L'essere stata la prima testimone della risurrezione è ampliamente documentato dai Vangeli (Mt 28,1 – Mc 16,1-2, Gv 20,1 – Gv 20,18) che ci informano anche delle altre due donne che, insieme alla Maddalena, sono state le prime testimoni del Cristo Risorto: Maria madre dell'apostolo Giacomo il Minore e Salomè madre degli apostoli Giacomo il Maggiore e Giovanni. Durante il Medio Evo in ambiente cattolico, si diffuse la falsa identificazione tra l'apostola e la prostituta, come tra Maria Maddalena e Maria di Betania sorella di Santa Marta, tanto che in Irlanda le case di correzione per ragazze traviate erano chiamate “Magdalene”. Altro mito cattolico è quello relativo alla presenza della Santa in Francia, dove secondo una leggenda approdò a Saint-Marie-de-la-Mar vicino Marsiglia e che le sue reliquie sono custodite nella Chiesa gotica del comune provenzale di Saint Maximin la Sainte Baume (solo la testa perché il resto fu distrutto dai giacobini), e soltanto ultimamente, nel 1969, col Concilio Vaticano II la figura della Santa è stata rivalutata e rigettata l'identificazione con la prostituta redenta. Nel mondo ortodosso, Maria Maddalena, definita “Apostola degli Apostoli”, è stata da sempre particolarmente venerata. Secondo la tradizione, Ella seguì la Madonna e l'apostolo Giovanni ad Efeso, dove sarebbe morta e seppellita a ridosso della tomba dei sette dormienti; le sue spoglie sarebbero state poi traslate a Costantinopoli Nuova Roma nell'Anno Domini 886, dall'imperatore Leone II, detto il Filosofo. Per lo storico e scrittore Ramon Jusino, autore del libro “Maria Maddalena autrice del Quarto Vangelo?”, Maria Maddalena sarebbe autrice o coautrice del Vangelo di Giovanni, col quale condivise l'opera di apostolato ad Efeso, città greco-romana dell'Anatolia (oggi Turchia). Secondo il Libro del Salvatore, un testo gnostico noto come Pistis Sophia (Codex Askewianus) Gesù, dopo la risurrezione è rimasto ben 11 anni con gli Apostoli, e Maria è quella che in tale periodo interloquisce maggiormente con il Salvatore avendo una posizione ed autorevolezza maggiore di Pietro e degli altri discepoli, tanto che Gesù dice: “Tu beata, Maria. Ti renderò perfetta in tutti i misteri di quelli dell'alto. Parla apertamente tu il cui cuore è rivolto al regno dei cieli più di tutti i tuoi fratelli» (capitolo 17)
Filippo Ortenzi - episcopo del Lazio, della Tuscia e delle Terre di Roma


lunedì 16 luglio 2018

ENTROPIA GENETICA Il falso mito dell'Evoluzione

ENTROPIA GENETICA
Il falso mito dell'Evoluzione


Un genetista ateo ed evoluzionista studia il Genoma umano e nel suo il suo libro dal titolo "entropia del genoma" scopre che il genoma umano non ha mai subito alcuna evoluzione... 

Fabrizio Fratus del Comitato Anti-evoluzionista  smentisce le teorie dell'evoluzione

sabato 7 luglio 2018

Rivelazione

La Rivelazione






Fonti di Dottrina Cristiana

Ogni mattina, presso il suo servizio di mattutino, la Chiesa ortodossa proclama: "Dio è il Signore e si è rivelato a noi; benedetto colui che viene nel nome del Signore "(Sal 118,26-27). La prima fondazione della dottrina cristiana si trova in questa linea biblica: Dio si è rivelato a noi .
Dio si è mostrato alle sue creature. Non ha rivelato il suo essere più profondo, perché questa intima essenza di Dio non può essere afferrata dalle creature. Ma Dio ha veramente mostrato ciò che gli uomini possono vedere e comprendere della sua natura e volontà divina.
La pienezza e la perfezione della rivelazione di sé di Dio si trova in Suo Figlio Gesù Cristo, il compimento della rivelazione graduale e parziale di Dio nell'Antico Testamento. Gesù è l'unico veramente "benedetto". . . Chi viene nel nome del Signore. "
Il primo titolo dato a Gesù dal popolo è quello del rabbino, che letteralmente significa insegnante. Nel Nuovo Testamento la parola Maestro emanava anche in relazione a Gesù nel senso di colui che insegna, come un maestro di scuola o il titolare di un master. I seguaci di Gesù sono anche chiamati discepoli, che letteralmente significa studenti o alunni.
Gesù è venuto agli uomini prima di tutto come il Maestro mandato da Dio. Insegna la volontà di Dio e rende noto Dio agli uomini. Egli rivela pienamente - pienamente come gli uomini possono afferrare - i misteri del Regno di Dio.
La venuta di Gesù come maestro è un aspetto del suo essere Cristo il Messia. La parola Cristo in greco è la parola per il Messia ebraico che significa l' Unto di Dio . Perché quando il messia sarebbe venuto, era stato predetto, gli uomini sarebbero stati "istruiti da Dio" (Is 54,13, Jn 6.45).
Gesù viene agli uomini come insegnante divino. Ha affermato in molte occasioni che le sue parole erano quelle di Dio. Parlava come "uno che ha autorità" non come i normali insegnanti ebrei (Mt 7,29). E accusò coloro che rigettarono i suoi insegnamenti come rifiuto di Dio stesso.
Chi crede in me, crede non in me ma in colui che mi ha mandato. E colui che vede me vede Colui che mi ha mandato. Sono venuto come luce nel mondo. . . poiché non ho parlato per mia stessa autorità; il Padre che mi ha mandato ha dato a me stesso il comando su cosa dire. Quello che dico, quindi, lo dico come il Padre mi ha ordinato (Gv 12.44-50).
Gesù insegnò agli uomini non solo con le sue parole, ma anche con le sue azioni; e davvero dalla sua stessa persona. Si riferiva a se stesso come la verità (Gv 14,6) e come la luce (Gv 8,12). Si è mostrato non solo per pronunciare le parole di Dio, ma per essere se stesso la Parola vivente di Dio in carne umana, il Logos che è eterno e non creato, ma che è diventato uomo come Gesù di Nazareth per far conoscere Dio al mondo .
In principio era la Parola [Logos] e la Parola era con Dio e la Parola era Dio. Era all'inizio con Dio; tutte le cose sono state fatte attraverso di lui, e senza di lui non è stato fatto nulla di ciò che è stato fatto.

In lui c'era la vita e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nell'oscurità e l'oscurità non l'ha superata.
La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. Era nel mondo e il mondo fu creato per mezzo di lui, eppure il mondo non lo conosceva.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, pieno di grazia e di verità; abbiamo visto la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito del Padre.
E dalla sua pienezza abbiamo ricevuto tutti, grazia su grazia. Perché la legge è avvenuta per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute attraverso Gesù Cristo.
Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Figlio che è nel seno del Padre, lo ha fatto conoscere.

(Vedi Giovanni 1,1-18, la lettura del Vangelo liturgico pasquale 

nella Chiesa ortodossa).
Gesù, la divina Parola di Dio nella carne umana, viene per insegnare agli uomini con la sua presenza, le sue parole e le sue azioni. I suoi discepoli sono inviati nel mondo per annunciare Lui e il Suo Vangelo, che significa letteralmente "lieta novella" o "buona novella" del Regno di Dio. Coloro che Gesù manda sono chiamati apostoli, che significa letteralmente "coloro che sono inviati". Gli apostoli sono direttamente ispirati dallo Spirito Santo di Dio, lo Spirito di verità (Giov 15.26), per "fare discepoli di tutte le nazioni" insegnando loro cosa Cristo ha comandato (Mt 28,19).
La Chiesa primitiva, ci viene detto, "si dedicò alla dottrina degli apostoli" (Atti 2,42). La dottrina come parola significa semplicemente insegnamento o istruzione. La dottrina degli apostoli è la dottrina di Gesù e diventa la dottrina della Chiesa cristiana. È ricevuto dai discepoli di ogni epoca e generazione come la vera dottrina di Dio. È proclamato ovunque e sempre come la dottrina della vita eterna attraverso cui tutti gli uomini e il mondo intero sono illuminati e salvati.
A questo punto va detto che sebbene l'auto-rivelazione di Dio nella storia attraverso il popolo eletto di Israele - la rivelazione che culmina nella venuta di Cristo il Messia - sia di primaria importanza, è anche la dottrina della Chiesa cristiana che tutti i veri sforzi degli uomini dopo la verità si realizzano in Cristo. Ogni genuina visione del significato della vita trova la sua perfezione nel Vangelo cristiano. Così, i santi padri della Chiesa hanno insegnato che le aspirazioni delle religioni pagane e la saggezza di molti filosofi sono anche in grado di servire a preparare gli uomini per le dottrine di Gesù e sono davvero valide e genuine vie all'unica Verità di Dio.
In questo modo i cristiani consideravano certi filosofi greci essere stati illuminati da Dio per servire la causa della Verità e condurre gli uomini alla pienezza della vita in Dio poiché la Parola e la Sapienza di Dio è rivelata a tutti gli uomini e si trova in tutti gli uomini che in la purezza delle loro menti e dei loro cuori è stata ispirata dalla Luce Divina, che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Questa Luce Divina è la parola di Dio, Gesù di Nazareth in carne umana, la perfezione e pienezza dell'autorivelazione di Dio al mondo.
Non può essere sovraccaricata quella rivelazione divina nell'Antico Testamento, nella Chiesa del Nuovo Testamento, nella vita dei santi, nella saggezza dei padri, nella bellezza della creazione. . . e più pienamente e perfettamente in Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è la rivelazione di Dio stesso. Dio ha parlato. Dio ha agito. Dio si è manifestato e continua a manifestarsi nelle vite del suo popolo.
Se vogliamo ascoltare la voce di Dio e vedere le azioni di rivelazione di sé di Dio nel mondo, dobbiamo purificare le nostre menti e i nostri cuori da tutto ciò che è malvagio e falso. Dobbiamo sforzarci di amare la verità, di amarci gli uni gli altri e di amare ogni cosa nella buona creazione di Dio. Secondo la fede ortodossa, la purificazione dalla menzogna e dal peccato è la via per la conoscenza di Dio. Se ci apriamo alla grazia divina e ci purifichiamo da tutti i mali, allora è certo che saremo in grado di interpretare correttamente le Scritture e di entrare in comunione vivente con il Dio vero e vivente che si è rivelato e continua a rivelare se stesso a quelli chi lo ama.
Fonte: https://oca.org/orthodoxy/the-orthodox-faith/doctrine-scripture/sources-of-christian-doctrine/revelation