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domenica 13 dicembre 2020

Santa e Gloriosa Martire Lucia di Siracusa

 Santa e Gloriosa Martire Lucia da Siracusa

Il 13 dicembre non è ricordato per il fatto che nel 1294 papa Celestino V (Pietro da Marrone), dopo appena 4 mesi di regno, rinunciò al papato dando l’ispirazione al sommo poeta Dante Alighieri di citarlo nel III Canto dell’Inferno: “vidi e conobbi l’ombra di colui che per viltade fece il gran rifiuto”, dove lo mise nell’Antinferno (Limbo) tra gli ignavi, cioè coloro che vissero “senza infamia e senza lodo”. Pur essendo un personaggio storico noto, pochi ricordano che questa è anche la data della morte di uno dei più grandi imperatori Federico Ruggero di Hoenstaufen, nato (Jesi -AN) e morto in Italia (a Fiorentino di Puglia FG), noto come Federico II, Imperatore del Sacro Romano Impero, duca di Svevia, Re di Germania, Re di Sicilia e Re di Gerusalemme conosciuto con l’appellativo di “Stupor mundi”. In Sardegna in questo giorno viene fatta memoria di sant’Antioco di Sulcis, un santo medico originario della Mauretania (attuale Marocco), arrestato in Galazia (regione storica dell’Anatolia abitata dal popolo celtico dei Galati) per il suo apostolato cristiano e condannato a lavorare nelle miniere di piombo del Sulcis (note come plumbaria) dove morì nel 127 dopo aver diffuso la fede tra prigionieri e carcerieri dell’Isola. No, nell’immaginario popolare questo è il giorno di Santa Lucia, una giovane martire cristiana morta nel 304 a Siracusa, vittima della “grande persecuzione” scatenata dall’imperatore Diocleziano, conosciuta universalmente come protettrice della vista (per il fatto che Lucia viene dal latino lux = luce) e per il detto popolare “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”, detto indubbiamente carino, che fa rima, ma falso perché il giorno più corto è il 21 dicembre che coincide col solstizio d’inverno. Figlia di una nobile famiglia cristiana di  Siracusæ (Siracusa) per la sua fede e l’intercessione di sant’Agata, la santa e gloriosa martire e diaconessa di Catania, ottenne la guarigione miracolosa della madre Eutychie affetta da incurabili emorragie. Dopo aver donato tutti suoi beni ai poveri si dedicò alla cura dei bisognosi, delle vedove e degli infermi, consacrando la sua vita al Signore e rifiutando il matrimonio combinato dal padre con un giovane pagano del luogo. Quest’ultimo, offeso per il rifiuto la denunciò come cristiana. Condotta di fronte al Prefetto romano del luogo (un certo Pascasio) ed invitata a sacrificare agli dei pagani pena la tortura o essere segregata in un postribolo, la santa rifiutò asserendo: “il corpo si contamina solo se l’anima acconsente”. Per giustificare la propria obiezione di coscienza contro l’ordine di sacrificare agli dei, Lucia citò l’epistola dell’apostolo Giacomo: “Sacrificio puro presso Dio è soccorrere i poveri, gli orfani e le vedove. Per tre anni ho offerto tutto al mio Dio. Ora non ho più nulla, e offro me stessa”(1). Morì martire nell’anno 304, all’età di 21 anni, per sgozzamento (“jagulatio”) o, secondo altre fonti, decapitazione profetando la caduta di Diocleziano (si dimise da imperatore l’anno successivo) e il trionfo della fede cristiana (9 anni dopo con il Rescritto di tolleranza o Editto di Milano di Costantino e Licinio, il cristianesimo, fino allora perseguitato fu prima tollerato e poi divenne la religione ufficiale dell’Impero). La maggior parte degli storici ecclesiastici considera invece una leggenda quella che alla santa abbiano cavato gli occhi, sembra sia nata nell’ambito della religiosità popolare cattolica nel XV secolo, ottenendo un successo enorme tanto che nell’iconografia la santa viene raffigurata con un piatto con sopra due occhi, il giglio e la palma. Nel 1.039 il corpo della santa fu portato a Costantinopoli-Nuova Roma dallo strategos e catapano Giorgio Maniakes per impedire che cadesse nelle mani saracene e, dopo il sacco di Costantinopoli effettuato dai crociati cattolici nel 1204 e che pose fine al millenario Impero Romano, fu trafugato dai veneziani come bottino di guerra e portato a Venezia, ove attualmente riposa nella Chiesa dedicata ai santi Geremia e Lucia. Come spesso succede in ambiente cattolico, anche una Chiesa francese sostiene di avere il corpo della santa, che viene venerata in una Chiesa di San Vincenzo di Metz, meta di pellegrinaggio da tutta la Francia e dal mondo germanico (2).A titolo di mera curiosità la Chiesa di san Giovanni Maggiore di Napoli sostiene di avere le reliquie degli occhi di santa Lucia, venerate da secoli per la protezione della vista. Riguardo le presunte reliquie di Metz, queste furono dichiarate autentiche dalle autorità cattoliche del luogo nel 1792 a riprova che la verità nella Chiesa Cattolica più che un fatto oggettivo è una pura opinione.


Troparion della Santa e Gloriosa Martire Lucia di Siracusa (3)

Indossando il mantello radioso della verginità
ed essendo promessa sposa di Cristo che  
ti ha donato la vita, hai abbandonato l'amore della tua fidanzata terrena,
o Lucia Vergine-Martire,
perciò come dono nuziale
hai portato a Cristo lo spargimento del tuo sangue,
intercedi anche presso di lui per tutti noi!




Note:


(1) – Carlo Fatuzzo su http://www.santiebeati.it/dettaglio/25550


(2) - Pierre Edouard Wagner, docente associato della Facoltà di Teologia Cattolica di Strasburgo - "Culte et reliques de sainte Lucie à Saint-Vincent de Metz"


(3) – da OrthodoxWiki “Lucia di Siracusa”


autore

dott. prof. mons. Filippo Ortenzi

Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

Rettore Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo

www.chiesa-ortodossa.com

tel. 0621119875

email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com


martedì 8 dicembre 2020

Concezione di Sant'Anna

Concezione di Sant’Anna



Il 9 dicembre la Chiesa Ortodossa festeggia la concezione di Maria, Tuttasanta Theotokos (Madre di Dio). Sant’Anna era figlia di Natham di Betlemme, sacerdote della tribù di Levi e moglie di san Gioacchino, galileo (1).  “Per molti anni Sant'Anna rimase senza figli e la coppia subì molti rimproveri per la sua sterilità. Quando erano a Gerusalemme per offrire un sacrificio a Dio, il Sommo Sacerdote, Issacar, rimproverò Gioacchino: "Non sei degno di offrire sacrifici con quelle mani senza figli". Entrambi gli sposi si sono dati alla preghiera fervente e l'Arcangelo Gabriele annunciò loro separatamente che sarebbero stati i genitori di una figlia che avrebbe portato benedizioni a tutta la razza umana.” (2) In quel giorno, attraverso la concezione di sant'Anna, la sterilità di tutta la natura umana separata da Dio attraverso la morte, aveva fine e, attraverso il concepimento sovrannaturale di colei che era rimasta sterile secondo l'età in cui le donne non potevano più portar frutto, Dio annunciava e confermava il miracolo più grande della concezione senza seme e della nascita immacolata del Cristo nel seno della Tuttasanta Vergine Madre di Dio. Nel casto bacio tra i santi Gioacchino e Anna, l’iconografia tradizionale vede il momento del concepimento della Madre di Dio. (3)

La Chiesa ortodossa non accetta il dogma cattolico dell’Immacolata Concezione, e celebra la festa il 9 dicembre anziché l'8: e questo avviene perché Nostro Signore rappresenta il modello di perfezione dell'umanità. Dopo di lui, i più perfetti al mondo sono stati la Sua Santissima Madre e San Giovanni Battista, però certamente meno perfetti di Cristo: per questo la gestazione della Madonna durò, secondo l’ortodossia, nove mesi meno un giorno (9 dicembre - 8 settembre), e quella del Battista nove mesi e un giorno (23 settembre - 24 giugno).

Riguardo la dottrina dell’Immacolata Concezione, che si ricollega alla’influenza delle dottrine agostiniane sulla teologia cattolica e protestante (soprattutto luterana), va precisato che all’Ortodossia è estranea la dottrina del “peccato originale” come macchia comune a tutta la discendenza di Adamo e non come libertà e libero arbitrio permesso all’umanità da parte del Creatore (4). Le dottrine immacolazioniste all’interno del mondo cattolico iniziarono ad essere sostenute non soltanto dagli agostiniani, che ripresero tesi di Tertulliano condannate come eretiche dal Sinodo di Roma del 498, ma anche dai francescani e, soprattutto dai gesuiti. Detta dottrina, che non riguarda la nascita miracolosa e verginale di Gesù ma il concepimento privo di peccato di Maria contrasta con quanto scritto nel Vangelo di Luca quando la Theotokos dice all’Angelo: “L'anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore” (Lu. 1:46,47) ed affievolendo l’umanità di Maria, ne affievolisce di conseguenza quella di Nostro salvatore Gesù Cristo , nato non soltanto come “vero Dio”, ma anche “vero Uomo”. Prima che Papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con Bolla “Ineffabilis Deus” imponesse alla Chiesa Cattolica il dogma dell’Immacolata Concezione, accogliendo così la teologia immacolista degli scotisti (seguaci del teologo francescano Douns Scoto) va rilevato che numerose critiche si erano levate contro tale posizione da parte di Santi come il cistercense Bernardo di Chiaravalle, che la riteneva “eretica”, e i teologi benedettini (vedi Pietro Roger), carmelitani (Giovanni Baconthorp nel libro Quodilibet sostenne che “la Beata Vergine, in quanto Figlia di Adamo, contrasse anche lei il peccato originale”), e soprattutto da parte dei teologi domenicani (per Juan de Monzon “la tesi dell’Immacolata Concezione è nettamente in contrasto con la Dottrina della Chiesa”) e tomisti, che al pù sposarono la tesi macolista (concezione con peccato e nascita senza). Dale dogma, che non ha giustificazioni evangeliche, in quanto non presente nei vangeli canonici, è un ennesimo motivo di distanza tra la Teologia Ortodossa e quella Cattolica.


Inni (5)

Troparion

Oggi i vincoli della sterilità sono spezzati,
Dio ha ascoltato le preghiere di Gioacchino e Anna.
Ha promesso loro oltre ogni speranza,
Per sopportare la fanciulla di Dio
Da chi è nato come uomo mortale il non circoscritto,
Che ha comandato a un angelo di gridarle:
Rallegrati, o pieno di grazia, il Signore è con te!

Kontakion

Oggi l'universo gioisce,
Perché Anna ha concepito la Theotokos attraverso la dispensazione di Dio,
Perché ha generato Colui che deve portare la Parola ineffabile!

Note.


(1) - Secondo alcuni studiosi i galilei sono nati dall’incrocio degli ebrei delle tribù di Zabulon, Issachar, Neftali con popolazioni celtiche provenienti dall’Anatolia, i galati, e per questo erano visto con sospetto dai giudei che li ritenevano impuri. Pregiudizio di cui parla anche il Vangelo secondo Giovanni. “«Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?» (1,46)

(2) – tratto da Ortodoxviki.org

(3) – vedi http://traditiomarciana.blogspot.com/2019/12/9-dicembre-la-concezione-di-s-anna.html

(4) - l’Ortodossia che rifiuta al pari dell’ebraismo la dottrina del “peccato originale”, per altro giuridicamente discutibile in quanto le responsabilità penali sono personali e non possono essere ascritte ai discendenti come potrà spiegare qualsiasi conoscitore del diritto, ha elaborato la dottrina della theosis o deificazione. L’Uomo attraverso il battesimo e l’accettazione del messaggio evangelico aspira al ritorno al momento originario quando fu fatto ad “Imago Dei”.

(5) - Gli inni sono tratti dal sito Orthodoxviki.org


autore:

Mons. Filippo Ortenzi

Arcivescovo Metropolita Chiesa Ortodossa Italiana

www.chiesa-ortodossa.com

lunedì 7 dicembre 2020

Bolla Apostolica “Tituli Sanctorum”

 Bolla Apostolica 

“Tituli Sanctorum”




L’Arcivescovo Metropolita Sua Eccellenza Reverendissima Filippo Ortenzi in data 4 dicembre 2020 con prot. n. 129/20 ha promulgato la Bolla Apostolica “Tituli Sanctorum”, esaminata e approvata dal Santo Sinodo e dal Consiglio Nazionale Ecclesiastico, nella quale si elencano i titoli dei santi in uso nella Chiesa Ortodossa Italiana.

PREMESSO

- Che il Santo Sinodo e il Consiglio Nazionale Ecclesiastico, hanno approvato la normativa emanata.

- Che il Codex Canonum della nostra Chiesa approvato il 22 agosto 2019 con Bolla Apostolica "Codex Ecclesia Orthodoxa Italica" dal Santo Sinodo (prot. N. 14/19) regola le procedure inerenti la glorificazione dei Santi con I canoni: Canone n. 92 - La Postulazione dei Santi e Canone 93 - La Glorificazione dei Santi.


DECRETA


Che Ii Tituli Sanctorum per coloro che vengono proposti per la glorificazione sono I seguenti:


Il seguente elenco spiega i riferimenti: Dopo il nome del santo, si aggiunge il titolo appropriato: ( 
il Taumaturgo , il Grande , il Porta trofeo , ecc.).


  • Anargiro: Sono detti anárgyroi (letteralmente senza denaro) i santi medici che prestarono la loro opera con assoluto disinteresse, senza mai chiedere retribuzione alcuna, né in denaro, né di altro genere, in applicazione del precetto evangelico: "Gratis accepistis, gratis date". I Santi anargiri per antonomasia sono Cosma e Damiano.

  • Apostolo: “Il santo, glorioso e lodevole Apostolo” sono i discepoli costituiti da Gesù per dare continuità al messaggio della salvezza da lui proclamato più Mattia (che sostituì Giuda Iscariota) Paolo e Barnaba.

  • Arcangeli: dal latino  larchangelus (greco antico:  ἀρχάγγελος, archànghelos - composto dalle parole αρχειν, "àrchein", comandare e αγγελος, "àngelos"), significa "capo degli angeli". La Chiesa Cattolica ne venera tre: Gabriele – Michele e Raffaele. La Chiesa Ortodossa venera anche Uriel – Barachiel – Jegudiel e Selafiel.

  • Confessore : colui che ha sofferto (prigionia, tortura, esilio ecc.) per la fede ma non è stato martirizzato a titolo definitivo

  • Discepoli: primitivi seguaci di Gesù elencati nel Vangelo di Luca (10.1-24) la Chiesa Ortodossa li venera come 70 apostoli.

  • Evangelista: “il santo, glorioso e lodevole Apostolo ed Evangelista” gli autori dei Vangeli canonici: Luca – Marco – Matteo e Giovanni.

  • Etnomartire- La Chiesa Ortodossa Italiana può riconoscere Santi anche cristiani italiani di particolare valore morale e spirituale morti non in “odio alla fede” (in odiun fidei) ma in “odio alla Patria” (in odium Patriae). Can. 93 comma 4

  • Geromartiri: “Nostro Padre tra i santi” martiri appartenenti all’ordine episcopale

  • Giusto: “il Santo e giusto” una persona santa sotto l'Antica Alleanza (Antico Testamento Israele) o per i santi sposati della Nuova Alleanza

  • Ieroconfessore : uno che ha sofferto per la fede, ma non è stato martirizzato, che è anche un sacerdot

  • Ieromartire: un martire membro dell’ordine sacerdotale

  • Illuminatore: il santo che per primo portò la fede a un popolo o a una regione, o che vi svolse una grande opera di evangelizzazione come missionario o evangelista.

  • Isoapostolo (Uguale agli Apostoli) : colui la cui opera ha notevolmente edificato la Chiesa, sia attraverso il lavoro missionario diretto che assistendo il posto della Chiesa nella società, solitamente attribuito agli Imperatori romani: es. san Costantino I, isapostolo

  • Martire : uno che è morto per la fede - Can. 93 comma 3

  • Matto per Cristo : un santo noto per la sua apparente, ma santa, follia

  • Megamartire (Grande martire) : uno che è stato martirizzato per la fede e ha subito torture - Can. 93 comma 3

  • Mirovita - "colui che secerne il balsamo" dal corpo incorrotto es. San Nicola

  • Misericordioso : Santo noto in vita per il lavoro di beneficenza, specialmente verso i poveri Can. 93 comma 6

  • Non mercenario : un santo che ha rifiutato di accettare il pagamento per la guarigione

  • Nuovo martire : un martire che spesso porta lo stesso nome di un martire più antico, ma di solito più recente nella storia della Chiesa

  • Patriarchi: sono le venti figure ataviche tra Adamo e Abramo. Dieci sono antidiluviane (Adamo – Seth – Enos – Kenan – Malaleèl – Iared – Enoch – Matusalemme – Lamech e Noè) e dieci post-diluviani (Sem – Arpachshad – Kenan - Shelah - Eber – Peleg – Reu – Nahor – Terah – Abramo)

  • Portatore di Dio : uno che porta Dio dentro di sé ed è infiammato nel cuore dall'amore per Lui 

  • Portatrice di mirra : una delle donne che erano presenti alla passione di Cristo e andò al sepolcro per ungere il corpo di Gesù

  • Profeta: I 16 profeti biblici (A.T.) più Giovanni Battista (N.T.)

  • Portatore di passione : uno che ha affrontato la sua morte in modo simile a Cristo

  • Protomartire : il primo martire in una determinata località, città o regione

  • Venerabile: un santo monaco - Can. 93 comma 6

  • Venerabile-martire : un monastico martirizzato

  • Vergine martire : una donna martire non sposata, non monastica, casta

  • Taumaturgo : un santo famoso per aver compiuto miracoli, Can. 93 comma 6

  • Teologo : santo i cui scritti teologici sono ritenute di aparticolare valore dalla Chiesa.

venerdì 4 dicembre 2020

Santa Barbara megamartire di Heliopolis

 

Santa Barbara megamartire

di Heliopolis




La santa e gloriosa Megamartire Barbara di Eliopoli era una giovane cristiana, di straordinaria bellezza, figlia di un ricco notabile cristiano della città siriana di Heliopolis (oggi Baalbek, Libano). Avendo rifiutato i matrimoni combinati dal padre, essersi al cristianesimo ed abiurato gli idoli pagani il padre Dioscuro la consegnò a Marziano, prefetto della città che la fece sottoporre ai più spaventosi tormenti ed infine fu decapitata per mano del suo stesso padre. L'ira di Dio non tardò a punire entrambi i torturatori, Marziano e Dioscoro. Sono stati uccisi dopo essere stati colpiti da un fulmine. “ Nel VI secolo le reliquie della santa Grande Martire Barbara furono trasferite a Costantinopoli. Seicento anni dopo, furono trasferiti a Kiev ( 11 luglio ) da Barbara, la figlia dell'imperatore bizantino Alessio Comneno, che sposò il principe russo Michele Izyaslavich. Si riposano anche adesso nella cattedrale di San Vladimir a Kiev, dove ogni martedì viene servito un akathista per il santo”( tratto dal sito web dell'OCA di Feasts and Saints Lives). Papa Paolo VI con il motu proprio “Pascalis Mysteri” del 14 febbraio 1969 ha tolto la santa dal Calendario dei santi della Cjìhiesa Cattolica mettendo in dubbio la sua esistenza e reputando leggendarie la sua vita, permettendone comunque il culto locale. Tale decisione è, a parere della nostra Chiesa incomprensible perché la santità della megamartire siriana è testimoniata dai numerosissimi miracoli, avvenuti per sua intercessione, sia nell’oriente ortodosso che nell’Occidente cattolico.

Inni

Troparion, tono 4

Lodiamo la santa Barbara che ha spezzato le insidie ​​del nemico. Con l'aiuto dell'arma della Croce, è fuggita come un uccello e ha volato verso Dio.

Kontakion, tono 4

Grande martire Barbara, tu hai seguito Colui che è lodato nella Trinità, avendo abbandonato i santuari degli idoli. Ti sei battuto in mezzo all'arena, senza tirarti indietro di fronte alle minacce dei tiranni. Hai gridato con voce forte: io adoro la Trinità, l'Unica Divinità.

martedì 1 dicembre 2020

San NICOLA di Myra... il vescovo che diventò Babbo Natale !

 San NICOLA di Myra... il vescovo che diventò Babbo Natale !

 

San Nicola ha affascinato il medioevo non meno del nostro tempo storico. Egli durante la vita si prese carico di orfani, vedove e gente perseguitata. Per questo, ancora oggi, egli continua a portare doni, e con essi  gioia e serenità alle genti del mondo, ma ha assunto le sembianze poetiche di: Babbo Natale e Santa Claus.

 

Proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Divenuto vescovo di Myra nel 300, in un periodo in cui tutti i cristiani erano perseguitati, fu imprigionato ed esiliato da Diocleziano. Quando Costantino nel 313 permise il culto del cristianesimo, Nicola fu liberato e riassunse la carica di Vescovo di Myra. Dopo la sua morte (il 6 dicembre di un anno compreso tra il 340 e il 352), il suo corpo fu seppellito a Myra, e in seguito traslato a Bari da 62 marinai pugliesi. San Nicola divenne uno dei santi più venerati dai cristiani Ortodossi dell’Impero Bizantino: oggi è patrono della Russia e della Grecia, oltre che della città di Bari.

Intorno al secolo XI i marinai normanni lo elessero a loro protettore, contribuendo alla diffusione capillare del culto anche in Francia, in Germania, in Olanda e in Inghilterra.

San Nicola ispirò numerose opere letterarie e musicali: la “Liturgia di San Nicola” (secolo X), il dramma “Legenda Aurea” di Iacopo de Varagine (‘200), che nel 1438 fu tradotto in inglese sotto il titolo “The Gilte Legende”, ed altri componimenti di vario genere. Durante i secoli successivi il culto di San Nicola fu portato dai coloni olandesi anche nel Nuovo Mondo, a New York (allora New Amsterdam).

A Bari le spoglie di san Nicola vennero collocate in una chiesa cittadina, ma era una sistemazione provvisoria, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore. E’ il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto l’altare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni “greci” dell’Italia settentrionale: c’è già stato lo scisma d’Oriente. Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, è luogo d’incontro tra le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e sede dell’Istituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c’è anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora “separati” dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Nicola di Mira, divenuto Nicola di Bari, è veramente  un santo per tutti i millenni

Durante la vita si prese cura dei poveri. La sua fama di generosità deriva dalla vicenda che lo vede benefattore di tre ragazze, le quali rischiavano di finire come prostitute non essendo il loro padre in grado di pagare i debiti da cui era gravato.

Quando San Nicola lo venne a sapere, per tre notti consecutive gettò nella finestra della stanza da letto delle figlie borsellini di monete salvandole da un destino infausto. Il padre pagò i debiti e gli rimasero anche  i soldi per le doti delle tre figlie. Per questo motivo le ragazze nubili che hanno il desiderio di sposarsi pregano San Nicola.

Durante la sua permanenza a Bari, salvò la vita ad alcuni marinai, per cui con l’attributo dell’ancora viene venerato come patrono dei marinai e dei commercianti. San Nicola protesse inoltre i pescatori e nell’Europa centrale i traghettatori, si curò dei ponti e protesse dalle alluvioni.

Il giorno della festa di San Nicola – il 6 dicembre – da allora fu associato alla ricchezza e alla prosperità.

Legato alla vicenda delle tre ragazze è rimasta legata al Santo la modalità della presentazione dei doni, generosi e di nascosto !  Si è instaurata l'usanza, a seconda dei vari paesi, di  presentare i doni o buttandoli dal camino, o nella calza, o nella scarpa.

San Nicola (St. Nicolaus o Santa Claus) porta i regali ai bambini in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Svezia e in altri paesi, ma non a Natale,  bensì in occasione della sua festa, il 6 dicembre. Lo sfruttamento commerciale della icona di Santa Claus, ha creato una sorta di contrapposizione con il Natale del Signore, facendo erroneamente coincidere la venuta del Babbo Natale ( Santa Claus) portatore di doni con la nascita di Cristo. Facendo un pò d'ordine con le date, si può tranquillamente lasciar continuare a sognare i bambini aspettando Babbo Natale! Magari il 6 Dicembre!

A Bari l’8 maggio si festeggia la traslazione delle ossa di San Nicola con un corteo storico ed una “regata” sul mare con le barche cariche di gente che vanno verso la statua del santo (le reliquie del Santo si trovano nella cripta della Chiesa di San Nicola sul Lungomare di Bari, dedicato all'Imperatore Augusto).

I devoti da sempre fanno ricorso al Santo per chiedere la salute del corpo e dello spirito, mediante il pio uso della manna, liquido odoroso che si crea nell'urna ove sono conservate le sue ossa. Quella che si distribuisce ai fedeli è acqua benedetta con una piccolissima quantità di manna pura.  Questa composizione viene conservata in bottigliette, viene usata come bevanda oppure per aspergere le parti malate del corpo. La manna di San Nicola, questa sua singolare reliquia, è fonte di speranza e salute per quanti vi ricorrono con fiducioso abbandono in Dio attraverso la devozione al Santo.


☦ Padre Gianni