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venerdì 10 giugno 2022

Tasse scontate e riconoscimenti C.F.U.

 

Tasse scontate e riconoscimenti C.F.U.

Convenzione tra  Chiesa Ortodossa Italiana – Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo (UNISAG) e Università Popolare Telematica Unifirenze – MTA Formazione & Sicurezza – Unitelemativa Leonardo da Vinci (Svizzera)

 

Grazie al dott. prof. Michele Antonio Tramontana (diacono eletto della Chiesa Ortodossa Italiana e responsabile di MTA Formazione & Sicurezza), è stata sottoscritta tra la Chiesa Ortodossa Italiana e le sue strutture accademiche: Università Ortodossa San Giovanni Crisostomo e Accademia Ortodossa San Nicodemo L’Aghiorita, nella persona del legale rappresentante Sua Beatitudine dott. Filippo Ortenzi e l’Università Popolare degli Studi Unifirenze, nella persona del Rettore Dott. Simone Falcini una Convenzione che permette ai membri del clero, a coloro che hanno sostenuto corsi nella nostra Università ed Accademia  ed ai fedeli tutti della Chiesa Ortodossa Italiana di ottenere C.F.U.  (Crediti Formativi Universitari) per i corsi effettuati e le esperienze di vita e di potersi iscrivere con un 20% di sconto sulle tasse universitarie.

Tale convenzione riguarda, per il rilascio di  Diplomi Professionali e Master di Specializzazione l’Università Unifirenze , mentre  le Lauree Triennali, Lauree Magistrali, Master 1° e 2° livello e Dottorati di ricerca (Ph.D.) sono rilasciati da Unitelematica Leonardo da Vinci registrata in Camera di Commercio reg. n° CHE-276.671.392, Svizzera, Università Privata e certificata UNI ISO 9001:2015, ed una delle poche Università Private ad avere ricevuto la certificazione Internazionale UNI ISO 2001:2018 per la progettazione ed erogazione di percorsi formativi in ambito universitario.

L’Università Popolare degli Studi Unifirenze accreditata a Unitelematica Leonardo da Vinci, nell’ambito della Offerta formativa proposta per l’a.a.2022/2023, offre i seguenti corsi di studio:

Corsi di Laurea Triennale e Magistrale 
Dottorati nelle seguenti facoltà:
Chimica (vari indirizzi)
Ingegneria (vari indirizzi)
Lettere (vari indirizzi)
Lingue
Servizi Sociali
Filosofia
Scienze Agrarie e Forestali (vari indirizzi)
Scienze Ambiente e Territorio
Scienze Criminologiche e Forensi
Scienze del Counseling Relazionale e Tecniche Psicologiche
Scienze del Marketing e Comunicazione
Scienze del Turismo
Scienze della Difesa e della Sicurezza
Scienze del Turismo
Scienze della Educazione e Formazione
Scienze e Tecniche dello Sport (vari indirizzi)
Scienze e Tecnologie Farmaceutiche e Tecnologie Informatiche
Scienze Economia e Organizzazione (vari indirizzi)
Scienze della Comunicazione
Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
Scienze Politiche, Economiche e Sociali (vari indirizzi)
Scociologia e Risorse Umane (vari Indirizzi)
Storia
L’Università, in considerazione dei destinatari del presente accordo e delle finalità sopra enunciate, in una prospettiva di collaborazione e di coesione tra Associazioni e Pubbliche Amministrazioni, favorisce l’iscrizione ai Corsi di studio attivi presso l’Ateneo degli affiliati o dipendenti, riconoscendo un’agevolazione nel pagamento delle tasse e contributi e fissando uno sconto del 20% sulla retta annuale

L’Università Popolare UNIFIRENZE e la  Chiesa Ortodossa Italiana convengono di avviare un rapporto di collaborazione didattica e scientifica mediante l’individuazione delle modalità di riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU) a favore del Clero e dei fedeli ai fini del conseguimento delle lauree triennali, delle lauree magistrali, del Dottorato Ph.D nell’ambito dei corsi attivati presso l’Università.

La presente convenzione si applica al Clero, a coloro che hanno effettuato corsi nelle strutture accademiche della Chiesa (Accademia San Nicodemo L’Aghiorita e UNISAG – Università San Giovanni Crisostomo)  e ai Fedeli afferenti,  all’atto della presentazione delle domande d’iscrizione al corso di laurea, in possesso del diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo idoneo di studio conseguito all’estero riconosciuto equipollente.

L’Ateneo si riserverà sempre di valutare l’idoneità della candidatura del richiedente.

C.F.U. – (Crediti formativi universitari)

L’Università Popolare UNIFIRENZE può riconoscere, di cui in premessa, crediti formativi, in misura adeguata, secondo quanto previsto nel Regolamento didattico di Ateneo, in base alle conoscenze e le abilità professionali possedute dal singolo socio volontario o dipendente e certificate ai sensi della normativa vigente in materia.

(Immatricolazioni)

L’immatricolazione e l’iscrizione avvengono secondo le norme dell’Università UNIFIREZE in vigore. Sulle domande di immatricolazione e di iscrizione presentate è facoltà dell’Università richiedere il parere del Consiglio del Corso di Laurea. Per facilitare la gestione organizzativa da parte dell’Università, l’associazione rilascerà al proprio personale un attestato di iscrizione da allegare alla domanda di iscrizione al corso di laurea.

(Organizzazione dei Corsi di studio)

Le attività didattiche previste sono organizzate e gestite secondo tempi e modalità stabiliti dall’Ateneo e dai rispettivi Dipartimenti, sedi dei corsi di studio.

(Spese di immatricolazione)

Le tasse e i contributi di immatricolazione e iscrizione sono dovuti all’Università Unifirenze dai richiedenti

come da convenzione attivata avranno una scontistica pari al 20% sul costo delle rette in corso. Il costo della retta comprende L’inserimento nella piattaforma degli studi, l’affidamento di un Tutor, il rilascio dei materiali di studi in formato PDF, l’accesso illimitato alle esercitazioni ed esami, 7 giorni su 7 H24. Il pagamento dovrà essere effettuato esclusivamente sul conto intestato a Università UNIFIRENZE, in unica rata annuale o unica, come da offerta formativa proposta. L’Università Popolare UNIFIRENZE si impegna a mantenere per tutta la durata della Convenzione le condizioni favorevoli previste nel presente articolo.

(Tirocini)

Il convenzionato Chiesa Ortodossa Italiana al fine di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei laureati dell’Università Unifirenze, potrà richiedere

l’attivazione di un tirocinio curriculare a distanza gratuito (dove previsto), rispettivamente per gli studenti e i laureati dell’Università Popolare Unifirenze secondo quanto previsto dal percorso di studi.

(Norme finali)

La presente convenzione impegna le parti dal momento della sua sottoscrizione e ha validità di sei anni accademici a decorrere dall’inizio dell’a.a. 2022/2023. Essa si intende tacitamente rinnovata per un uguale periodo, salvo disdetta o richiesta di modifica di una delle parti, da comunicarsi per iscritto almeno tre mesi prima dell’inizio dell’anno accademico di scadenza.

Chi fosse interessato per iscrizione e valutazione Crediti Formativi può scrivere, specificando

CONVENZIONE UNIFIRENZE – CHIESA ORTODOSSA ITALIANA

dott. Michele Antonio Tramontana diacono eletto e responsabile Parrocchia Ortodossa di Santa Caterina Villarmosa (CL) email: micheleantoniotramontana@gmail.com tel.  +39 351 918 6985

oppure alla Cancelleria della Chiesa: tel. +39 3917065512

chiesaortodossaitaliana@gmail.com

 

Chiesa Ortodossa Italiana

Via Appia Nuova n. 612  – 00179 ROMA

telefono: +39 0621119875 – email: chiesaortodossaitaliana@gmail.com  

venerdì 20 maggio 2022

Festa dei Santi Imperatori Costantino ed Elena

Roma - domenica 22 maggio ore 9,00 

Festa dei Santi Imperatori Costantino ed Elena


Domenica 22 maggio alle ore 9, presso la Parrocchia dei Santi Imperatori Costantino ed Elena di Roma Anagnina (via Roccella Ionica n. 6 - Metro A fermata Anagnina) inizierà la Divina Liturgia (con processione nell'antistante parcheggio) di commemorazione dei Santi Imperatori Costantino ed Elena.
Il santo e grande imperatore Costantino,  nacque intorno al 280 a Nissa in Serbia. Secondo la tradizione  in occasione di una guerra combattuta in Italia contro Massenzio vide in cielo una croce luminosa con sopra iscritto: “con questo segno vincerai”. La notte seguente gli apparve in sogno nostro Signore che gli rivelò il significato e il potere della Croce. Al mattino ordinò che fosse fatto un labaro sotto forma di croce con sopra riportato il nome di Gesù Cristo. Il 28 ottobre 312, nei pressi di Saxa Rubra, sconfisse l'esercito di Massenzio ed entrò trionfalmente a Roma dove fu proclamato imperatore d'Occidente. In ricordo di tale evento, fondamentale per la vittoria del cristianesimo, il 28 ottobre è stato proclamato Festa Nazionale della Chiesa Ortodossa Italiana. 


Dopo essere rimasto unico imperatore romano Costantino spostò la sua residenza a Costantinopoli-Nuova Roma, città da lui fondata e che porta il suo nome,  in un territorio dove vi era una piccola cittadina di nome Bisenzio, dipendente dal patriarcato anatolico di Efeso. Al fine di codificare, organizzare e diffondere la vera fede, l'imperatore Costantino, venerato dagli ortodossi come Santo e Isapostolo (pari agli apostoli) nel 325 riunì tutti i vescovi a Nicea, proclamando così il Primo Concilio Ecumenico della Chiesa, dove fu confermata la fede ortodossa e dichiarata la consustanzialità del Figlio al Padre. Santa Elena, mamma dell'imperatore e devota cristiana, nel 326 si recò a Gerusalemme dove l'anno successivo trovò la croce col titulus (INRI) dove era stato crucifisso Nostro Signore Gesù Cristo.


La Divina Liturgia sarà celebrata da padre Giovanni Pricop, esarca per le comunità ortodosse di lingua rumena in Italia. Presenzierà l'arcivescovo metropolita mons. Filippo Ortenzi, e il corepiscopo padre Alessandro Frezza.

 Il clero e i fedeli di Roma sono invitati a partecipare.


lunedì 16 maggio 2022

Manifestazione contro la Russofobia

 

Manifestazione contro la Russofobia

e contro ogni forma di discriminazione 



Si è svolta a Roma, nella centralissima piazza Santi Apostoli (tra piazza Venezia e Fontana di Trevi), una manifestazione contro la crescente russofobia, che a causa del conflitto in atto in Ucraina, sta montando nel nostro Paese.  La manifestazione è stata organizzata dall’associazione “Amici della Grande Russia”, fondata nel 2914 e presieduta dalla signora Yulia Bazarova, con l'obiettivo di promuovere i rapporti culturali tra l’Italia e la Russia, ed è stata organizzata per promuovere la cultura del dialogo, dire No alla Russofobia e alla cancellazione della cultura. La Bazarova, che ha dato inizio alla manifestazione, ricordandone gli obiettivi e ricordando come “la cultura non ha frontiere, lingue né colore di pelle; la cultura russa fa parte della cultura mondiale”. ha presenziato e presentato i relatori.  


Tra gli altri  intervenuti ricordiamo il poeta  Paolo Dragonetti de Torres Rutili, vicepresidente dell’associazione, che dopo aver sostenuto come solo con la ragione si può arrivare alla pace, e la ragione ha bisogno di una profonda conoscenza culturale per esprimersi”, ha recitato una poesia dedicata alla Pace dedicata al grande scrittore Lev Tolstoj e  l’avv. Leo Maria Galati, da sempre impegnato nel sociale per il quale:“La cultura è quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società. La cancellazione della storia e della cultura in generale rappresenta una generazione sociale che costruisce muri ideologici e non ponti di dialogo”.  Altri interventi sono stati quelli della signora Dariya Puchkova, Direttrice del Centro russo di Scienza e di Cultura “ Rossotrudnichestvo Italia”,  dell’avv. Leo Maria Galati, tra gli organizzatori dell’evento e il giornalista Gianfranco Vestuto, Direttore di Russian News, un osservatorio dello spazio euroasiatico, e opinionista sulla Russia nei talk show televisivi.  La cultura è quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società. Per volontà degli organizzatori non sono state ammesse in piazza bandiere nazionali (neppure quella della Federazione Russa), né di partito anche al fine di evitare strumentalizzazioni o provocazioni



Durante la manifestazione si è esibita la soprano russa Maria Smirnova, che ha cantato alcune celebri romanze russe con la musica del noto compositore russo Sergej Rachmaninoff; e di Nikolai Rimskij-Korsakov. Nel repertorio di Maria Smirnova anche diverse arie italiane tra le quali una famosa aria del noto compositore Giacomo Puccini ”O, mio babbino, caro”.

Mons. Filippo Ortenzi, arcivescovo metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana, è stato l’unico leader religioso invitato ad intervenire quale relatore alla manifestazione. Nel suo applauditissimo intervento ha ricordato i legami storico-culturali e religiosi tra l’Italia e la Russia, come il cristianesimo ortodosso sia stato il collante della cultura e dell’anima russa. Ha parlato del mito della Terza Roma, di come dopo la caduta di Costantinopoli-Nuova Roma e in un momento nel quale tutti patriarcati ortodossi (Gerusalemme, Antiochia, Alessandria d’Egitto e la stessa Costantinopoli) erano sotto dominazione islamica, la Russia era l’unico stato ortodosso libero e che anelava a ristabilire l’ecumene cristiano e restaurare quell’impero romano che i territori russi ha soltanto lambito (in Crimea e nelle coste del mar Nero) ma il cui mito vive, ancora oggi, più a Mosca che a Roma. L’intervento del nostro metropolita si è concluso con: ``Viva l’Italia, viva la Russia, viva la Prima e la Terza Roma”.


A margine della manifestazione il nostro metropolita è stato intervistato da varie troupe televisive, da Mediaset a AGTW e dalla giornalista Flavia Amabile della Stampa.  Inutile dire che ai giornalisti della difesa della cultura russa interessava ben poco essendo stati mandati dalle rispettive redazioni unicamente per intervistare sulla guerra. Al riguardo la nostra Chiesa ha chiarito la propria posizione già all’inizio del marzo scorso col documento “Beati gli Operatori di Pace” (pubblicato sul blog di questo sito il 9 marzo u.s.), nella quale non giustifica l’invasione, ma rimarcando che ciò non può essere un pretesto per fomentare la russofobia o l’ostilità contro la fede ortodossa. Non si possono discriminare Gorkij, Gogol, Dostoevskij, Tolstoj ecc. quali fossero responsabili di una guerra iniziata molti anni dopo la loro dipartita verso la casa del Padre, né dimenticare come teologi russi venuti in occidente (prevalentemente a Parigi) abbiamo non soltanto mantenuto quella spiritualità che è nuovamente divampata con tutta la sua potenza dopo la fine del regime sovietico,  ateo e anticristiano, ma ha portato un vento di novità antica e rinnovata nel dibattito teologico contemporaneo (vedi Nikolaj Berdjaev, Mikail Bulgakov e Pavel Evdokimov).











martedì 3 maggio 2022

Padre Elia alla festa dello Eid Al-Fitr di Reggio Calabria

 Padre Elia alla festa dello Eid Al-Fitr di Reggio Calabria


Lunedì 2 maggio a Reggio Calabria, presso il Centro Sportivo Village di via Messina, centinaia di fedeli della numerosa comunità islamica  locale si sono riuniti per la preghiera con la quale si conclude la fine del Ramadan, il mese sacro dove i fedeli dell'Islam si astengono dal bere, mangiare, fumare e fare sesso durante il giorno. E' una forma di autodisciplina che fortifica lo spirito ed  unisce la comunità. 



Unico religioso non islamico invitato all'evento è stato il nostro iero-monaco padre Elia (Favazzo), Priore Generale Vicario dell'Ordine di Sant'Antonio - Monaci Antoniani, custode anche del Centro dove si è svolto l'evento.


Padre Elia è un personaggio molto conosciuto ed apprezzato a Reggio Calabria dove è noto per il suo spirito ecumenico (fa volontariato presso la Caritas e collabora con la locale parrocchia Greco-Ortodossa) e interreligioso (è amico dei monaci buddisti come della comunità islamica reggina).

La manifestazione dello Eid Al-Fitr, dove si festeggia la fine del ramadan, è stata organizzata dal Centro Culturale Islamico "Arrahma" del quale è presidente il sig. Abdelhamid Tana e vice il sig. Abderrahin Chahi.

giovedì 21 aprile 2022

A Milano Barriera viene imposta la Sharia

 A Milano Barriera viene imposta la Sharia


Come a Londra, Parigi, Colonia ed altre città europee amministrate dalle sinistre anche nella Milano del sindaco democratico-ambientalista Giuseppe Sala, sensibile alle esigenze degli immigrati, specie se irregolari ed islamici, si sono create delle zone dove l'unica legge imposta non è quella dello stato ma quella islamica (la sharia). E' accaduto a Milano Barriera dove due cittadini egiziani, per altro di religione copta ortodossa, sono stati aggrediti e sono finiti all'ospedale perché stavano fumando una sigaretta, cosa vietata durante il mese di ramadan. Nel quartiere Milano Barriera, pieno di moschee abusive dirette da iman salafiti ed integralisti, tollerati perché comunque ritenuti nemici delle destre patriottiche e cristiane e funzionali alle politiche della sinistra perché allevano futuri elettori antinazionali, l'unica legge che vige è quella islamica, imposta non soltanto ai musulmani ma a tutti gli arabi (anche cristiani) che vivono nel quartiere. I due fratelli egiziani Sherif e Nabil aggrediti da una decina di energumeni nordafricani sono stati ricoverati all'Ospedale San Giovanni Bosco e le figlie di Sharif sono finite nel mirino degli integralisti perché non portano il velo e, colmo dei colmi, sono state viste a comperare delle fette di prosciutto. Nel nome della società multiculturale e multietnica le forze antinazionali, anticristiane, democratiche ed antifasciste  stanno favorendo la scristianizzazione e l'islamizzazione della nostra Patria e la Polizia ha spesso le mani legate e paura di procedere contro i clandestini per non scontrarsi col potere politico e/o giudiziario. Ora che l'Italia, per ordine dell'America ha scelto la co-belligeranza nella guerra tra la Grande e la Piccola Russia, distruggendo l'economia nazionale e favorendo l'industria bellica e il rafforzamento della plutocrazia atlantica, il Nord-Africa, che dipende per il 60/90% dal grano russo e ucraino rimarrà senza pane nel giro di pochi mesi e ciò favorirà da un lato il rafforzamento dell'estremismo islamico e dall'altro l'invasione di disperati, per lo più di religione islamica, per fame dall'Africa verso l'Italia....

venerdì 11 marzo 2022

Ucraina - Beati gli operatori di pace

                                   Beati gli operatori di pace 

perché saranno chiamati figli di Dio (Matteo. 5, 9)



 Documento della Chiesa Ortodossa Italiana sulla Guerra in Ucraina 




Mentre il mondo è preoccupato per l’invasione dell’Ucraina da parte dell’Armata Russa ha destato sconcerto l’intervento di Sua Santità Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, che giustifica Putinn e la guerra da esso scatenata, ritenendola giusta, perché tesa a contrastare la deriva anticristiana dell’Occidente in mano alla lobby gay. Sono argomentazioni discutibili proprie di un potere che, succube di una dittatura, è costretto a compiacere il potere politico, né più né meno, di quello che fece il Patriarca Sergio che sostenne Stalin  e il governo sovietico nella seconda Guerra Mondiale. Premesso che  la guerra dovrebbe essere  l'extrema ratio (se sono falliti i mezzi pacifici di soluzione della controversia) per risolvere una controversia tra Stati in sé sovrani, quella scatenata in Ucraina  è carente sia di una "giusta causa" (iusta causa), che si ha  e non è condotta neppure nei "modi legittimi", commisurati al fine della guerra (debitus modus).

Inferre autem bella finitimis et in cetera inde procedere ac populos sibi non molestos sola regni cupiditate conterere et subdere, quid aliud quam grande latrocinium nominandum est? Come chiamare una guerra fatta contro popoli inoffensivi, per desiderio di nuocere, per sete di potere, per ingrandire un impero, per ottenere ricchezze e acquistare gloria, se non un brigantaggio in grande stile? Agostino d’Ippona

Come affermato nel Codice di Diritto Canonico  della Chiesa Ortodossa Italiana (Codex Canonum - approvato il 22 agosto 2019 con Bolla Apostolica "Codex Ecclesia Orthodoxa Italica" dal Santo Sinodo  - prot. N. 14/19): La Chiesa Ortodossa Italiana crede, che compito dei cristiani è: «Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti» (Rm 12,18) e che occorre adoperarsi per essere “costruttori di pace” (Mt 5,9) rendendo Gloria a Dio ed adoperandosi per la “pace agli uomini di buona volontà” (LC 2,14) . Anche se l'aspirazione cristiana è alla Patria celeste (Gal 4,26) il cristiano ortodosso è rispettoso della Patria terrena, verso la quale, come ci ha insegnato il teologo Tommaso d'Aquino il cristiano deve mostrare rispetto (pietas), devozione (cultus) e ubbidienza (officium) ed adoperarsi, affinché la Nazione sia governata secondo gli insegnamenti divini “come in Cielo, così in terra” (MT 6,10). La Chiesa altresì fa proprio il motto mazziniano di “Dio -Patria - Famiglia" di una comunità ancorata a solide virtù civiche verso i compatrioti, verso la Patria e verso Dio. La Chiesa Ortodossa Italiana pur auspicando la Pace non proibisce ai suoi figli di partecipare ad azioni belliche, se si tratta della difesa del prossimo e del ristabilimento della giustizia calpestata. La guerra è allora considerata come un mezzo obbligato, anche se odioso.  Il patriottismo del cristiano ortodosso deve essere efficace. Esso si manifesta nella difesa della patria dal nemico, nel lavoro per il bene della patria, nella sollecitudine per l'organizzazione della vita del popolo, anche mediante la partecipazione al governo dello stato. Il cristiano è chiamato a custodire e a sviluppare la cultura nazionale e l'autocoscienza del popolo.  La Chiesa Ortodossa Italiana reputa giusta la guerra quando è l'unico modo per soccorrere fratelli perseguitati la cui vita è messa in pericolo da nemici della vera fede perché come ci ricorda San Cirillo: «Cristo Dio nostro, che ci ha comandato di pregare per coloro che ci offendono e di far loro del bene, ha detto anche che nessuno di noi in questa vita può dimostrare un amore più grande di colui che dà la sua anima – la sua vita – per i suoi amici (Gv 15,13). Ecco perché noi sopportiamo con magnanimità le offese causateci come persone singole, ma nella comunità ci difendiamo l'un l'altro e siamo disposti a dare la nostra vita in battaglia per il nostro prossimo, affinché voi, dopo aver fatto prigionieri i nostri concittadini, insieme con i corpi non facciate prigioniere anche le loro anime, costringendoli a rinnegare la loro fede e a compiere atti contro Dio. I nostri soldati cristiani con le armi in pugno proteggono la santa Chiesa, proteggono il sovrano, nella cui santa persona venerano l'immagine del potere del Re del cielo, proteggono la patria, con la cui distruzione inevitabilmente cadrà l'autorità nazionale e vacillerà la fede evangelica. Ecco i preziosi doveri per i quali fino all'ultima goccia di sangue i soldati devono combattere, e se essi moriranno sul campo di battaglia, la Chiesa li canonizzerà tra i santi martiri e i loro nomi saranno ricordati e invocati nelle preghiere davanti a Dio». La Chiesa Ortodossa Italiana giudica contrario ai precetti biblici (Esodo 23,32 - Non farai nessun patto con loro, né con i loro dei.) l'alleanza con Stati che discriminano o perseguitano i cristiani o finanziano il terrorismo internazionale ai danni dei credenti in fedi diverse dalle loro e che sia lecito e doveroso combattere con “giusta indignazione” (La guerra deve essere condotta con «giusta indignazione», ma non con astio, avidità e concupiscenza  - 1Gv 2,16) ma con un atteggiamento umano verso i feriti e i prigionieri perché il cristiano non deve lasciarsi “vincere dal male” ma deve tentare a vincere “con il bene il male» ( «Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» - Rm 12,20-21) 

La Chiesa Ortodossa ha sempre reputato grave peccato la guerra di attacco, mentre considera come giusta e legittima la difesa armata. In Ucraina si sta svolgendo una guerra civile tra ortodossi, essendo la Chiesa Ortodossa Russa  la più grande realtà religiosa sia della Russia che dell’Ucraina. 

Questa guerra, a nostro parere non è assolutamente lecita perché priva di iusta causa, che al contrario possono rivendicare gli ucraini in quanto si trovano in una situazione di legittima difesa a fronte di una aggressione armata  al territorio e ai cittadini, compiuta da un altro Stato. Anche alla luce del  debitus modus la guerra può essere combattuta soltanto entro limiti ben precisi e in questa prospettiva, ogni distruzione delle case, delle infrastrutture, i bombardamenti sui civili inermi e la l’uso  sproporzionato della forza risultano indubbiamente   immorali e contrarie alla dottrina cristiana.

Mons. Filippo Ortenzi


Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

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venerdì 18 febbraio 2022

Ecumenismo





L’ Ecumenismo

    Il termine “ecumenismo” deriva dal greco oikoumene, che indicava in passato la terra abitata, e cioè il mondo come era conosciuto nell’antichità. Nell’uso ecclesiastico il termine “ecumenico” è stato utilizzato per indicare tutto ciò che ha carattere di universalità, in particolare i concili. Il “movimento ecumenico” invece, è partito nel primo decennio del 1900 e sotto la guida dello Spirito aspira a realizzare la piena comunione fra tutti i cristiani; “Come Dio la vuole quando egli la vuole e con i mezzi che egli vuole” (P. Couturier).
    Prima di ripercorrere brevemente le tappe del cammino ecumenico dal Novecento ad oggi e esporre il mio pensiero, vorrei porre l’attenzione sul Vangelo, che è pietra angolare sulla quale e dalla quale ogni ragionamento in materia di Spirito dovrebbe porre principio.
    Il Vangelo oltre che “rivelazione” della volontà di Dio incarnato, Gesù Cristo, ha una valenza profetica sempre attuale. Anche per il movimento ecumenico, Cristo Dio ci dà nel Vangelo indicazioni della sua volontà, che dal mio punto di vista può essere profetica, in quanto il movimento ecumenico è qualcosa di futuro cronologico rispetto al Vangelo, ma è attualità rispetto a Dio.
    Le indicazioni che Cristo ci dà sul come affrontare la questione del “pluralismo” dei suoi seguaci lo troviamo appunto nel Vangelo! Come fosse una “Cartella compressa” per usare un termine informatico, che rende perfettamente l’idea del mio pensiero, il Vangelo possiede in sé già tutta le indicazioni per i Cristiani, fino alla nuova e definitiva venuta del Cristo.
    Il Vangelo ci parla chiaramente della istituzione degli Apostoli, ci parla dei discepoli di Giovanni, ci parla dei suoi discepoli e ancora delle genti che pur pagane chiedono intercessione a Cristo (vedasi soldato romano che chiede di guarire il suo servo)....e quanti guariti (es. i dieci lebbrosi), o altri miracolati da Cristo. 
    Dalla figura di Gesù Cristo quindi nasce un insieme di vicende e personaggi che a seconda della propria esperienza andranno a testimoniare Cristo.
    Tra tutti i personaggi del Vangelo, gli apostoli scelti da Gesù apparentemente sembrano avere un ruolo di primazia e di pregio in quanto “scelti”. 
    In realtà il mio pensiero è che tutti coloro che in ogni caso sono stati toccati da Gesù in quei 33 anni sono tasselli “complementari” dello stesso puzzle, sono cartelle dello stesso file compresso. 
    L’Apostolo ad esempio è stato testimone della guarigione del cieco, ma non è il guarito da Cristo!
    Immaginiamo senza riuscirci come deve essere stata profonda, immensa la gioia di aver
ricevuto la guarigione da Gesù, ...oltre al beneficio fisico il cieco, l’emorroissa, gli sposi Cana, i dieci lebbrosi, Zaccheo ecc, avranno sentito dentro di sé i cori angelici esultare axios, axios!…..di cosa? Della testimonianza della potenza di Dio. Ogni personaggio del Vangelo quindi è “degno” di annunciare Cristo secondo la propria esperienza vissuta in prima persona. 
    E’ ovvio cari fratelli che da tutta questa massa di testimonianze non potessero che nascere anche gruppi e movimenti pro Cristo a quel tempo, e che magari non seguivano il gruppo degli apostoli “scelti” per varie ragioni pratiche.
    Testimonianza di chi, pur non seguendo il gruppo dei dodici, testimonia Cristo, magari a seguito proprio di “miracolo ricevuto”, (il Vangelo non dice nulla contro tale ipotesi), l'abbiamo sia in Luca 9,49-50 che in Marco 9,38-40, nell’episodio chiamato “L’esorcista
estraneo” che recita: Giovanni prese la parola dicendo: ”Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci”. Ma Gesù gli rispose: “ Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi”.
    La risposta di Gesù è secondo me una risposta profetica e ha valore dottrinale, come a preparare gli Apostoli, quindi i suoi successori a continuare nel solco dell’ Ecumenismo e non della Chiusura e di fatto Gesù Cristo costituisce il “parametro” per riconoscere la “piena  comunione” che non ha bisogno di ulteriori dichiarazioni o ufficializzazioni, è il suo “Nome”!
    Chi con fede si muove in nome di Gesù Cristo è in comunione, lo stabilisce Gesu’ Cristo stesso nelle parole del Vangelo. Alla luce delle parole di Gesù, Verità, Vita e Via, nessuno può discriminare chi in Nome di Gesù, della Santissima Trinità, del Vangelo muove il suo dovere di Testimonianza Evangelica.
    Il dialogo ecumenico nel segno della comunione diventa non un qualcosa a discrezione delle autorità delle relative organizzazioni, ma un atto di obbedienza a Gesù stesso!
    I primi passi importanti del movimento ecumenico, partono dalle Chiese protestanti, nel 1910, che ad Edimburgo si incontrano per coordinare l’attività missionaria e renderla più
efficace. 
    In questo momento non sono state invitate né la Chiesa Cattolica né quella Ortodossa.         Nel 1920 a Ginevra si ripete un incontro del mondo protestante a cui sono invitate sia la chiesa cattolica che ortodossa, ma la chiesa cattolica declinerà l’invito.
    Sempre nel 1920 l’Enciclica del Patriarcato ecumenico della Chiesa Ortodossa - Alle Chiese di Cristo in ogni luogo - comincerà a lanciare proposte concrete, (ad esempio sul calendario comune ecc.) e a muovere in maniera più profonda le coscienze. 
    Anche se un pò in ritardo (40 anni almeno) arriva anche la risposta della Chiesa Cattolica con il Concilio Ecumenico Vaticano II, che di fatto da’ delle direttive di apertura al dialogo.
    Ancora più slancio ecumenico sarà dato dalla Enciclica di S.S. Papa Giovanni Paolo II - Ut Unum sint - (25 maggio 1995) che sulla scia del Vaticano II traccia, indica concrete azioni di dialogo fra i cristiani tutti. 
    La Enciclica nella parte introduttiva recita: ... "La testimonianza coraggiosa di tanti martiri del nostro secolo, appartenenti anche ad altre chiese e comunità ecclesiali non in piena comunione con la Chiesa Cattolica, infonde nuova forza all’appello conciliare e ci richiama l’obbligo di accogliere e mettere in pratica la sua esortazione. 
    Questi nostri fratelli e sorelle, accomunati nell’offerta generosa della loro vita per il Regno di Dio, sono la prova più significativa che ogni elemento di divisione può essere trasceso e superato nel dono di sé alla causa del Vangelo.”
    Queste parole di grande umiltà ed apertura, arrivano forse un pò tardi, di quasi 2000 anni!
    Ma viva Dio sono nel solco del Vangelo più che in quello Conciliare, come al termine viene confermato.
    L’Ecumenismo ha gli stessi nemici del Vangelo, le cose del mondo, le cose di Cesare….!
Non dovremmo mai dimenticare e prescindere dalle parole di Gesù e quindi del Vangelo.Il Vangelo ci rivela che siamo tutti uguali, tutti in comunione se siamo nel Nome di Gesù! Pur
testimoniando Gesù a partire dalla nostra personale esperienza di Gesù! Pur nella diversa
modalità del culto di Gesù.
    A sostegno del dialogo tra i cristiani e della diffusione del Vangelo c’è la Testimonianza di
questi e la Preghiera! Sinceramente fratelli cari non vedo altre armi! Non me ne abbiate cari fratelli teologi, le mie sono solo riflessioni di un semplice e inutile servo del Signore!
    Pace a tutti!


Padre Gianni De Paola

giovedì 10 febbraio 2022

10 febbraio - Giornata della Memoria

 10 febbraio - Giornata della Memoria




La Chiesa Ortodossa Italiana ricorda le vittime della barbarie atea e anti-italiana dei partigiani comunisti titini, che hanno ucciso 13.000 nostri connazionali ed espulsi altri 350.000 dalla Venezia Giulia, dal Quarnaro e dalla Dalmazia.

Eterna Memoria

giovedì 3 febbraio 2022

San Biagio di Sebaste

San Biagio di Sebaste 

San Biagio di Sebaste, santo ortodosso armeno dell'Anatolia (Turchia)

Il tre febbraio viene commemorato San Biagio, medico e vescovo ortodosso armeno di Sebaste, (capitale della Provincia Romana dell'Armenia prima). morto martire nel 316 d.C. a causa della persecuzione dell'imperatore Licinio. Il suo martirio fu particolarmente cruento, essendo stato scorticato vivo con dei pettini di ferro (quelli usati per cardare la lana) ed infine decapitato per essersi rifiutato di rinnegare la fede cristiana. Si narra che durante il suo apostolato operò numerosi miracoli, il più noto dei quali è l'aver salvato un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea ed è per questo che viene invocato per i mali alla gola, tanto che in detto giorno si svolgono i riti della benedizione della gola con candela unta con myron. E' venerato sia nel mondo ortodosso che in quello cattolico ed è anche il patrono del mio paese, Marta (VT), ed io, al pari di tutti i miei concittadini sono stato sempre molto devoto a questo Santo (localmente detto San Biacio). Nel 732, mentre le orde islamiche dilagavano in Anatolia, le reliquie del Santo furono tolte dalla cattedrale di Sebaste per essere portate a Roma, ma una tempesta portò la nave a Maratea (PZ), dove sono, per la maggior parte (altre sono state disperse in varie località) conservate nella Basilica di Maratea, sul Monte San Biagio.

Raccontata brevemente la storia di San Biagio, vescovo armeno ortodosso e Martire, vorrei soffermarmi sulla città e la nazione della quale era vescovo.
Come è noto la nostra Chiesa, da tempo sta denunciando l'invasione afroislamica nel nostro Paese ed il conseguente pericolo di sostituzione etnica del nostro popolo. Al contrario le sinistre mondialiste ed antinazionali, la Chiesa CattoComunista Vaticana (che seguace del loro dio, non Uno e Trino ma uno e Quattrino pensano più a difendere il business dell'accoglienza che le radici cristiane del nostro popolo e la Fede in Cristo Risorto) e  il pluto-capitalismo cosmopolita (dove 8 famiglie hanno un reddito pari ai 3 miliardi di abitanti più poveri del nostro pianeta, e questi otto hanno tutti qualcosa in comune: sono liberal di sinistra, favorevoli alla globalizzazione, membri di gruppi mondialisti come la Trilaterale ed il Bildemberg) difendono dette invasioni in nome di un buonismo peloso e schiavista.

Qui sopra è riportata la cartina dell'Armenia storica e, come ben vedete comprendeva prevalentemente territori oggi facenti parte della Turchia. La stessa Sebaste, antica capitale dell'Armenia e della quale è stato vescovo San Biagio, oggi è una città turca, denominata Sivas, capoluogo della provincia di Usak (Anatolia Centrale). Le chiese e le tracce del cristianesimo che qui fu fiorente e vivo per secoli sono state nascoste, se non distrutte. E gli armeni che ivi vi abitavano che fine hanno fatto?  Per secoli perseguitati e discriminati dall'impero ottomano come infedeli, gli armeni hanno subito, più degli altri popoli cristiani dell'Anatolia (romei o romani di lingua greca, siriaci ed assiri) quello che loro chiamano Medz Yeghern (grande crimine) dove i turchi, tra il 1915 ed il 1916,  nel nome dell'Islam cercarono di sterminare tutti gli infedeli dell'Anatolia, trucidando oltre un milione e mezzo di armeni. Approfittiamo della commemorazione di San Biagio per ricordare ai cristiani come  in tale territorio le popolazioni cristiane sono state sterminate da quella che Papa Francesco ha definito "una religione di pace" ...


Sua Ecc. Rev.ma Filippo di Roma, Arcivescovo Metropolita della Chiesa Ortodossa Italiana

 

 

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